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Incontro di discussione tra avvocati e commercialisti

Nella splendida cornice del laghetto dell’Eur, presso la sede del Polo Professionale, il 12 maggio u.s., si è svolto un interessante incontro tra Avvocati e Dottori Commercialisti per avviare un confronto tra le professioni economicogiuridiche sul progetto di legge relativo alle Società di Lavoro Professionale (S.L.P.), presentato a fine gennaio al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, dai dottori dai commercialisti come soluzione per l’esercizio collettivo delle attività professionali appunto, in accordo con gli ordinamenti di categoria, condizione necessaria per poter avviare un iter parlamentare condiviso. Un confronto avviatosi già da tempo, ma che procede molto lentamente, con freno a mano tirato secondo qualcuno, per le remore espresse dai rappresentanti di categoria dei notai e avvocati, che pur essendo d'accordo sullo spirito dell'iniziativa non si sono trovati sulla stessa linea d'onda per quanto riguarda le fondamenta della pdl, seppur quest'ultima ancora tutta da emendare. Già dalla sua denominazione, la S.L.P. si distingue da ogni altro tipo di società esistente e si fonda sull’apporto del lavoro intellettuale dei soci, tutelato in via assolutamente prioritaria rispetto al capitale investito nello studio professionale così che la società ha necessariamente una veste giuridica ad hoc diversa da quelle utilizzate per le imprese collettive. Il progetto di legge del Cndcec prevede inoltre che per la costituzione di una S.L.P. non ci sia bisogno di un capitale minimo e che i conferimenti diversi dal lavoro intellettuale costituiscano oggetto di prestazioni accessorie che troveranno autonoma e secondaria remunerazione. E’ prevista altresì, compatibilmente con gli ordinamenti professionali dei professionisti coinvolti, l’apertura alle società multi-professionali e anche la possibilità di apertura ai soci non professionisti, con partecipazione minoritaria limitata ai soli conferimenti di mezzi. “Il progetto S.L.P. ha per noi un’importanza strategica nel contesto più ampio della riforma del comparto delle professioni economico-giuridiche.

Con le S.L.P. si colmerebbe lo storico ritardo accumulato nella definizione delle società tra professionisti, preservando il valore del lavoro intellettuale e offrendo nuove opportunità ai giovani per avviarsi alla professione” ha dichiarato Andrea Bonechi, consigliere nazionale delegato del Cndcec che partecipato alla tavola rotonda insieme all’Avv. Lepore, Segretario generale dell’Oua, Organismo Unitario dell’Avvocatura italiana, per il quale “La presenza dell’OUA all’incontro è il segnale di quanto il ns Organismo sia interessato alla questione e in particolare ai rapporti interprofessionali in genere.

Noi vogliamo assolutamente, in riferimento al tema in oggetto dell’incontro, portare a termine questo obiettivo. Riteniamo che sia un punto fondamentale di partenza la questione delle società professionali, in quanto sia addirittura anacronistico poter pensare a società di singole categorie di professionisti e non pensare a società di professionisti con scambi interprofessionali”. Sicuramente un incontro proficuo in quanto tutti concordi nell’affermare che una riforma delle professioni che coinvolga tutte le categorie di professionisti sia necessaria anche se deve essere chiara la totale contrarietà a norme che affievoliscano la personalità della prestazione, che siano in contrasto con la terzietà connaturata alla pubblica funzione, nonché a ipotesi di soci di capitale. Sicuramente un incontro proficuo cui ne seguiranno altri e dal quale è emersa chiara la volontà di procedere in un’unica direzione nonostante i distinguo delle varie categorie coinvolte!

 

Carmen Langellotto