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Paga Porcellum paga

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOChi sbaglia paga; e se i cittadini hanno un "Porcellum" per legge elettorale, lo Stato li deve pagare. Insieme Consumatori ha promosso un'azione risarcitoria collettiva per il diritto di preferenza negato. "In claris non fitinterpretatio" è uno dei brocardi latini più conosciuti, anche tra i non giuristi. La sua forza va forse anche al di là del diritto e stabilisce una regola di vita, secondo la quale non dovremmo neanche discutere sulle questioni su cui siamo già tutti d'accordo, oppure sulle questioni all'evidenza pretestuose. Sarà stato allora difficile, per la Corte costituzionale, valutare la vecchia legge elettorale, il c.d. Porcellum, alla luce della Costituzione? Certamente no, se ricordiamo il testo della Carta fondamentale. Se ne potrebbe citare l'articolo 1, dove si parla di "repubblica democratica",o molti altri articoli dove il concetto di democrazia è previsto come diritto di "associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale",o il diritto di voto "personale ed eguale, libero e segreto", oltre che dovere civico, o il "suffragio universale e diretto" per l'elezione di Camera e Senato. La democrazia, intesa anche come diritto, era quindi un presupposto del lavoro dei nostri padri costituenti. Come si sia arrivati allora ad approvare una legge elettorale disprezzata perfino da chi l'ha redatta è un mistero, come è un mistero come questa non sia mai stata emendata nel corso degli anni: lasciamo tutte e due le questioni ben volentieri al giudizio degli storici. Quello che di sicuro è evidente oggi è che tale legge elettorale è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale e che un diritto che era stato attribuito ai cittadini è stato violato per quasi dieci anni. Dunque, se volessimo dare concretezza alla Costituzione, potremmo cercare di far valere appieno il nostro diritto: l'art. 2043 c.c. prevede che "qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno."I cittadini italiani un danno, ancorché immateriale, l'hanno subito, ossia il diritto a vedere eletto un parlamento secondo regole democratiche. Ecco allora che questa testata, in tandem con l'associazione InSieme Consumatori, che ha anche creato per l'occasione il sito http://dovetepagare.blogspot.it, si sta facendo promotrice di un risarcimento danni dal colore quasi eroico, visti i valori in questione, ed ha raccolto già più di 300 firme per presentare un'azione giudiziaria nei fori di tutta Italia. L'avv. Romolo Reboa, partner dell'iniziativa, ha inoltre offerto una serata a base di porchetta per promuovere l'iniziativa, una sorta di contrappasso per la democrazia negata dal Porcellum. Infatti sempre la Costituzione, all'articolo 28, sancisce la responsabilità civile dello Stato per la violazione dei diritti. Già lo Stato prevede i danni conseguenti alla custodia cautelare illegittima, all'errore giudiziario, alla salute e all'ambiente: all'appello manca ancora il danno da violazione delle libertà democratiche, ma solo perché una legge elettorale come il Porcellum non ha precedenti nella storia repubblicana. Usando le norme per le tipologie di danno già risarcite come parametro, ne viene fuori che ogni cittadino avrebbe diritto anche a più di 10.000€ di risarcimento. L'obiettivo non è solo veder riconosciuto un danno che tutti noi cittadini italiani abbiamo subito, ma anche dare un chiaro monito per le prossime leggi elettorali, il monito che noi cittadini italiani non rimaniamo inerti e indifferenti quando vengono toccati i valori su cui è fondata la nostra nazione. La Costituzione italiana è la più bella del mondo, ed i cittadini italiani, con molta civiltà, potranno difenderla, a cominciare dalle aule giudiziarie. L'indirizzo per far valere questo nostro diritto è l'indirizzo di questo giornale!

Massimo Reboa