Messaggio

Un nuovo strumento per accelerare i tempi dei processi

La giustizia "informatizzata".

 

Il sisma che ha colpito l’Abruzzo la mattina del 6 Aprile, oltre a distruggere intere città e a provocare tantissimi morti, purtroppo ha anche creato seri problemi ai magistrati e avvocati dell’Aquila rimasti senza uffici e stampanti e con interi fascicoli sepolti sotto le macerie.

Proprio per venire incontro a tali ulteriori esigenze della gente terremotata è stato aggiunto al “pacchetto Abruzzo” un intero articolo dedicato alla c.d. “digitalizzazione” della giustizia. E’ previsto, dunque, che i vecchi fascicoli saranno digitalizzati, ossia trasformati in un formato digitale, gratuitamente dalle Poste italiane, mentre i nuovi atti partiranno già scannerizzati dai computer di avvocati e magistrati, attraverso caselle di posta elettronica certificata. Tale novità è stata anche inserita nel ddl giustizia, contenente, altresì, disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività e il processo civile, che il 26 Maggio è stato approvato dall'assemblea del Senato con 136 voti a favore, 92 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento è ora legge…giusto il tempo di pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale. In particolare, la riforma del processo civile, come ha spiegato il Guardasigilli Angelino Alfano durante la presentazione a Palermo, si pone l'obiettivo di accelerare i tempi della giustizia civile in Italia e di far fronte così ad un arretrato di oltre 5 milioni di processi.

Uno degli articoli che compongono il provvedimento introduce, appunto, il tema della digitalizzazione e del processo telematico. Secondo questa nuova norma, dunque, si potranno effettuare le notifiche degli atti e le convocazioni per via telematica e con le garanzie della posta elettronica certificata. Inoltre, i legali potranno scambiarsi via mail le memorie redatte nel corso del processo e le deposizioni dei testimoni, che potranno essere raccolte in forma scritta fuori dall’aula giudiziaria. Altre novità sono state introdotte dal ddl “Alfano” sempre al fine di accelerare i tempi dei processi. Ad esempio è previsto l’aumento della competenza dei giudici di pace sia nelle cause su beni mobili sia nelle liti per risarcimenti da incidente stradale. Si punta inoltre a ridurre i tempi, prevedendo sanzioni per le parti che sollevano questioni infondate o solo dilatorie e per chi ha rifiutato senza motivo un tentativo di conciliazione. Viene introdotto poi un filtro per ridurre il numero dei ricorsi che approda in Cassazione e istituito un procedimento sommario di cognizione nelle cause di competenza del giudice unico per arrivare alla definizione in tempi più celeri.

Un procedimento, dunque, con minori formalità, meno garanzie di contraddittorio, concluso con un'ordinanza. Quanto alle deleghe, il progetto di riduzione delle forme processuali - fatta salva la cancellazione immediata del processo societario - punta a lasciare in vita il rito ordinario, quello sommario e pochi altri speciali (famiglia, lavoro, fallimenti e proprietà industriale). Sempre a un futuro intervento, è poi affidata la revisione della conciliazione. Questo, in sintesi, il contenuto della nuova riforma del processo civile, con la speranza che tutto questo serva realmente a velocizzare le udienze e a evitare le condanne che, purtroppo, il nostro Paese continua a subire per la “giustizia lumaca”.

Clara Cangialosi