Messaggio

Codice del consumo: non è più una chimera

I soggetti-impresa devono fornire informazioni esaustive, chiare e di facile accesso.

 

Con l'entrata in vigore del Codice del Consumo (D.lgs. n. 206/05), finalmente il diritto dei consumatori ottiene una disciplina unitaria, avendo trovato posto in un unico testo di legge tutta una serie di norme, precedentemente sparse, destinate a tutelare in vario modo il consumatore.

Si tratta, infatti, di un testo composto da 146 articoli che, ponendo fine all'ipertrofia e frammentazione legislativa che aveva sinora caratterizzato questa materia, riunisce e sostituisce ben quattro leggi, due Decreti del Presidente della Repubblica, quattordici Decreti Legislativi ed un Regolamento di Attuazione. In tal modo, il diritto dei consumatori assume sempre più autonomo rilievo nell'ambito dell'ordinamento civile e sicoordina con i principi e gli indirizzi comunitari.

Nello specifico, il D.lgs. n. 206/05 introduce importanti novità volte ad intensificare il livello di tutela dei consumatori, approntando regole riferibili non solo alla disciplina del contratto, ma anche alla fase precontrattuale, e più in generale a tutte le relazioni giuridiche con i soggetti della catena di produzione e distribuzione di beni e servizi.

Particolare importanza è attribuita all'educazione del consumatore, ovvero all'esigenza, nella pratica, che egli sia consapevole dei diritti di cui è titolare.

Si tratta di assegnare al consumatore, sin da subito, un ruolo da protagonista, ovvero di parte attiva nella tutela dei suoi diritti nei confronti dei soggetti produttori e distributori di beni e servizi.

Dimostrando poi di accogliere norme tratte dalla precedente legislazione, il Codice del Consumo disciplina l'informazione ai consumatori.

A tal proposito, il testo stabilisce chiaramente che la pubblicità non deve essere ingannevole e a tal fine detta le condizioni affinché essa sia lecita, con particolare attenzione alla pubblicità comparativa.

Particolare attenzione poi è dedicata alla pubblicità destinata a soggetti deboli e facilmente influenzabili, quali adolescenti e bambini: tale pubblicità è considerata ingannevole, e quindi illecita dal Codice, qualora possa anche indirettamente minacciare la sicurezza di tali soggetti o comportare abusi della loro naturale credulità o mancanza di esperienza.

A vigilare sull'attuazione delle norme che regolamentano la pubblicità è l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, la quale può utilizzare, per reprimere le violazioni, sia strumenti amministrativi, che giurisdizionali.

All'Autorità possono naturalmente rivolgersi le varie associazioni dei consumatori, e, in ogni caso, qualunque cittadino il quale ravvisi che un messaggio pubblicitario violi la legge posta a tutela dei consumatori.

Nell'ambito della salvaguardia della salute dei consumatori, il produttore deve avvertire in modo esaustivo e chiaro il consumatore di eventuali pericoli che possano derivare dall'uso del prodotto, prevedendo anche eventuali usi impropri che il consumatore potrebbe fare dello stesso.

Dell'importanza di questo Codice è convinto l'avv. Romolo Reboa, presidente dell'associazione “Insieme Consumatori”, il quale ha fatto presente che «un testo unico, in questa materia in continua evoluzione, rappresenta un'arma in più per il consumatore nella sua infinita battaglia contro la categoria tradizionalmente più forte, le aziende».

(Per maggiori informazioni sulla materia è possibile consultare il sito www.insiemeconsumatori.it).

In conclusione, dunque, il Codice del Consumo costituisce sicuramente un passo importante per la tutela dei consumatori, i quali possono ora fare riferimento ad una normativa organica e rispondente alle problematiche quotidiane che li coinvolgono.

 

Paolo Militerno