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Attualità

Alteregonet

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOQuesto sito offre un servizio, riservato unicamente agli esercenti la professione forense, ossia la possibilità di cercare o proporsi come sostituti di udienza, oppure di segnalare i propri spostamenti ai colleghi per condividerne viaggi, ovvero dare o ricevere incarichi da espletare dove si è diretti. Con una semplice registrazione gli utenti potranno: cercare le richieste inevase di chi non ha ancora trovato sostituti; vedere chi è in udienza e si è proposto come sostituto, cercare il proprio sostituto di udienza, proporsi come sostituti, cercare colleghi in spostamento da un luogo ad un altro; avvisare i colleghi dei propri spostamenti. Un nuovo strumento utile per agevolare il lavoro dei professionisti.

http://www.alteregonet.it/

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Parcheggi "forzati" nella Capitale

parchavv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOeEra il 15 Marzo 2010 quando sul quotidiano "La Repubblica" venne pubblicato un dossier sul "racket" dei parcheggiatori abusivi della nostra città, in cui risultarono essere 113 le aree in cui chi parcheggia l'auto si ritrova a dover versare una somma di 1,2 o persino 3 euro al parcheggiatore abusivo di turno. L'autore del dossier sottolineava come si tratta di un vero e proprio pizzo, che l'autista si trova a dover pagare per evitare spiacevoli "inconvenienti". La situazione purtroppo dal 15 marzo 2010 non è mutata, e ciascuno di noi per quieto vivere si ritrova ancora costretto a pagare. Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza, aveva spiegato come il Comune di Roma stesse intervenendo per metter fine a questa situazione attraverso diversi interventi, frutto della collaborazione tra la municipale, la polizia, il Gpit (gruppo pronto intervento traffico) e i carabinieri. Tuttavia spesso mi è capitato di assistere a parcheggiatori abusivi, che a pochi metri di distanza dalla volante dei carabinieri chiedono tranquillamente il solito pizzo. Non solo la carenza dei controlli, ma anche la cecità di essi, è altrettanto dannosa.

Elettra Monaci


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Sigma Tau, una Grecia alle porte di Roma?

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLONonostante la crisi venga avvertita dai più come una sorta di catastrofe naturale, a cui non è possibile porre argine, se non tagliando in settori di primaria importanza e, ormai alla deriva, è un dovere di ciascuno di noi ribellarci a questa logica senza senso, che non guarda ai costi umani di manovre inique. Eppure c'è chi, come Keynes, aveva affermato che: "l'austerità è la medicina da prendere in tempi di vacche grasse: quando le cose vanno male rischia di uccidere il malato." Di certo non si tratta di una teoria utopica, se si considera che proprio il metodo keynesiano ha permesso all'America di risollevare l'economia nazionale, a seguito della grande depressione del 1929. Tuttavia, a prescindere dal contesto mondiale, la situazione della Sigma Tau di Pomezia (RM) risulta essere ancor più singolare, se si considera che l'azienda risulta essere in attivo. 569 lavoratori in cassa integrazione a zero ore, intere famiglie che si ritrovano senza alcuna sicurezza per il proprio futuro, manovre economiche portate avanti dall'azienda che presentano non pochi elementi di ambiguità. I governi non si preoccupano delle imprese, e soprattutto dei loro lavoratori, quando è proprio dal lavoro che bisognerebbe ripartire, da Atene fino a Pomezia.

Elettra Monaci


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La deontologia forense

deontavv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIn questi ultimi tempi, si parla molto di deontologia: ora per capirne il rapporto con il tanto contestato istituto della mediazione, ora per convegni di aggiornamento, ora per seminari organizzati per la formazione continua di noi avvocati. Questa volta, vorrei soffermarmi su un articolo in particolare del Codice, l'articolo 5, intitolato "Doveri di dignità, probità e decoro" e non per esaminarne il testo e commentarlo, bensì perché, traspone dolo con una mia esperienza personale recente, mi sono purtroppo resa conto di quanto la deontologia forense sia, nello specifico, "scollata" tra teoria e realtà. Infatti, con particolare rifermento con riferimento ai rapporti reciproci tra noi colleghi, l'articolo 5, sovra menzionato, mi ha sempre colpito ma, ancor più, recentemente. Già lo stesso titolo "Doveri di dignità, probità e decoro" per cui "l'avvocato deve ispirare la propria condotta ai doveri di dignità, probità e decoro" - è o dovrebbe essere di per sé sufficiente a farci capire la fondamentale importanza non della mera conoscenza teorica del codice deontologico, ma, soprattutto, per il rispetto della dignità della nostra categoria. Poi, addentrandoci nella norma, apprendiamo che: "Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare l'avvocato cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, salva ogni autonoma valutazione del fatto commesso"; "L'avvocato è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l'attività forense quando si riflettano sulla reputazione professionale o compromettano l'immagine della classe forense"; " L'avvocato che sia indagato o imputato in un procedimento penale non può assumere e mantenere la difesa di altra parte nello stesso procedimento". Ebbene, di tutto il testo qui riportato, quello che ritengo più importante perché più attuale, aimè non in positivo, è il secondo capoverso, e, ancor più i due concetti, in esso espressi, di reputazione professionale e immagine della classe forense. Ebbene, giorni fa mi sono personalmente recata preso il noto Ufficio notifiche all'interno del Tribunale Civile di Roma, per fare uno dei tanti giri che ciascuno di noi si trova a fare, incastrandoli con tanti altri adempimenti e facendo i famosi "salti mortali" per portare a termine non tutto ma il più possibile. Il mio adempimento presso l'Ufficio notifiche è il più arduo: notificare un atto! Situazione tipo: distribuzione dei numeri, per notificare presso le casse, delle ore 11.50, quindi inserimento nella apposita lista "autodidatta" di noi avvocati per mettersi in coda e, ad abundantiam, effettuazione anche della fila fisica a ridosso "dell'ora X". Eccoci ai nastri di partenza, pronti ad accaparrarsi il numero, con tanti colleghi che, come me, hanno fatto l'inserimento nella lista e anche la fila fisica, quando, dal fondo della fila, si sente una voce forte, acuta e molto adirata che, incessantemente, urla che sul vetro della vigilanza, addetta alla distribuzione di questi ambiti numeri, c'è scritto che non si accettano liste ma conta solo la fila fisica. Dunque, il collega voleva far rispettare questo concetto, peccato con modi alquanto discutibili come urla, spinte ecc.. Peccato anche che, con altrettanti modi discutibili, i colleghi dell'opposizione – la lista – rivendicavano la legittimità di una consuetudine nota ai più. Ovvio l'alterco prevedibile che si comincia a creare, in una fila gremita di colleghi, tra cui io che, come altri, ero proprio nel mezzo. Arriva "l'ora X": la distribuzione dei numeri. Incominciano a volare. Tra i "Montecchi"- la fila fisica - e i "Capuleti" – la lista- parole grosse, le urla aumentano e, il collega che da dietro aveva cominciato a "sollevare" la querelle, comincia ad avanzare da dietro come un panzer con la testa di un ariete che gioca una partita di rugby, senza curarsi dei danni fisici che poteva causare a chi, come me, era in mezzo e, spingendo come un ossesso, arriva avanti alla fila, battendo i pugni contro il vetro per vantare il suo "diritto al numero". Gli si rivolta contro una collega, che sosteneva la tesi opposta, che comincia a spintonarlo con calci, lui risponde con gomitate, lei altrettanto, ecco che interviene un collega che difende la "femminilità violata", poi un altro che impreca e bestemmia contro il collega kamicaze, poi un'altra collega che si aggiunge alla foga: una scena di guerriglia urbana, che vedeva protagonisti collegh"I" collegh"E" e un avvocato di una certa età, il kamikaze appunto. Tutto questo nella più assoluta indifferenza di chi è assunto come vigilante che, al di là di sicuro posto di lavoro, avrebbe dovuto fare, in quel momento, il proprio dovere. Ebbene: la cosa triste è che questa scenetta di guerriglia è accaduta nell'Ufficio notifiche del Tribunale civile di Roma, in una fila dove c'erano solo ed esclusivamente avvocati, in una qualunque giornata di lavoro. Torniamo un momento al secondo capoverso dell'articolo 5, qui in esame: "L'avvocato è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l'attività forense quando si riflettano sulla reputazione professionale o compromettano l'immagine della classe forense" Ebbene, al di la di procedimenti disciplinari, mi domando e vi domando, in una situazione del genere, dove sono finite la "reputazione professionale" e "l'immagine della classe forense"? Io credo che se non siamo noi per primi a rispettare la nostra reputazione, non lo farà nessuno e, finchè questo non accadrà avremo solo un bel codice deontologico che, come in una vorticosa danza, salta tra teoria e realtà!.

Paola Tullio

* Avvocato del Foro di Roma

Responsabile per la comunicazione di ATR


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Legge e Giustizia

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOhttp://www.legge-e-giustizia.it

Legge e Giustizia, in rete da oltre dieci anni con edizioni settimanali, desidera essere uno strumento di aggiornamento rapido e sintetico, anche per i non addetti ai lavori, sull'applicazione della legge nelle aule di giustizia e fuori. La sezione informativa più ampia è quella dedicata al lavoro, subordinato e autonomo, nell'impresa privata e nella pubblica amministrazione, in Italia e all'estero. Altre sezioni sono dedicate al diritto di famiglia e agli aspetti giuridici dell'informazione. La sezione "Giudici Avvocati e Processi" informa sul funzionamento dei meccanismi processuali, sulle responsabilità e prerogative degli operatori del mondo giudiziario; essa contiene anche le novità giurisprudenziali su materie diverse da quelle trattate nelle altre sezioni, come ad esempio la responsabilità civile. "Studi e convegni" informa sui temi di dibattiti e pubblicazioni.

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