Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

    Guarda la Cookie Policy

Giustizia

Petrolio in Basilicata: "lettera aperta" di un disoccupato

In Basilicata c'è il più grande giacimento petrolifero d'Europa: che già ora, col centro estrazione della Val d'Agri (realizzato e gestito dall'Eni), contribuisce al 6% del fabbisogno petrolifero italiano. Se anche il secondo Centro oli Tempa Rossa, nell'alta Valle del Sauro, entrerà in funzione nel 2016, secondo gli auspici della Total, la multinazionale francese che, con un investimento di 1 miliardo e 600 milioni di euro, sta realizzando la mega-struttura, da esso, secondo le stime, verranno estratti ben 50mila barili di petrolio al giorno, ai quali aggiungere la produzione di gas naturale, Gpl e zolfo. Come si vede, in Basilicata sono in gioco interessi enormi: nel relativo dibattito - che vede coinvolti Governo, forze politiche, associazioni ambientaliste, e Regione, dotatasi, in materia, d'importanti competenze con le leggi regionali degli anni '90 – s'inserisce ora anche una "lettera aperta" inviata alla stampa da un giovane disoccupato di Potenza. "Volevo segnalare - scrive il giovane laureato - una grave inadempienza che, secondo me, sta compiendo la compagnia petrolifera Total ai danni dei disoccupati della Basilicata. Mi riferisco ai corsi per le attività di formazione che la società francese sta organizzando in queste settimane per i lavori di costruzione del Centro oli Tempa Rossa di Corleto Perticara" (comune, in provincia di Potenza, nella cui area dovrebbero sorgere 5 dei pozzi petroliferi previsti: con l'aggiunta, nel limitrofo comune di Gorgoglione, del sesto). Nel 2008, la Total, sulla base delle autorizzazioni ricevute da Governo e Regione, bandiva l'appalto per la realizzazione degli impianti di produzione del nuovo Centro oli: appalto che, però, veniva successivamente bloccato dalla magistratura per una presunta questione di tangenti. L'inchiesta – che ha portato all'arresto di varie persone, tra cui alcuni dirigenti della Total, compreso l'amministratore delegato per l'Italia – s'è conclusa ultimamente col rinvio a giudizio degli imputati presso il Tribunale di Potenza. Perché, però, si chiede l'autore della lettera aperta, gli appalti banditi dalla Total nel 2008 per la realizzazione degli impianti sono stati annullati dalla magistratura e rifatti qualche mese fa, mentre quelli per la formazione del personale destinato appunto al futuro Centro oli Tempa Rossa, sono stati confermati così com'erano stati concepiti quattro anni fa, senza alcuna possibilità di far partecipare al bando i giovani laureati o diplomati che cercano lavoro adesso? "Perché – prosegue il giovane laureato- i giovani ...selezionati nel 2008, possono essere riconfermati ora, nonostante in quella fase c'era un'inchiesta della magistratura in corso?" E poi: "Chi gestisce le selezioni per la formazione della Total, direttamente la compagnia petrolifera o c'è una società esterna? In Basilicata ci sono società che possono gestire la formazione della Total?". "Io ritengo – conclude l'autore della lettera - che la Total dovrebbe indire nuovi bandi sulla formazione, così come ha fatto per gli altri appalti... La questione formazione può apparire piccola, invece per noi giovani laureati lucani è una delle poche opportunità che abbiamo per crescere e fare esperienza con una grande multinazionale". Della questione s'è occupato anche il consigliere provinciale di Potenza Vittorio Prinzi (IdV): il quale, in un comunicato, mette in guardia contro il profilarsi dell' ennesima, tipicamente italica, "guerra tra poveri": tra giovani disoccupati che han presentato la domanda nel 2008, per partecipare appunto alle selezioni di personale per il nuovo Centro, e altri che vorrebbero ora la riapertura dei termini."Spetta alle istituzioni in primo luogo e alla politica - sottolinea Prinzi - individuare soluzioni che evitino polemiche tra disoccupati, facendo in modo che si accrescano le opportunità di lavoro nel settore petrolifero lucano".

Fabrizio Federici


Add a comment

Responsabilità da cose in custodia

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOLa Cassazione, con la sentenza n. 27898/11, si occupa nuovamente del delicato tema della responsabilità da cose in custodia, di cui all'art. 2051 c.c.. Il caso: S.P.P. conveniva in giudizio il Comune, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta, avvenuta nel tardo pomeriggio del giorno 11 gennaio 1998, mentre percorreva la rampa di scale che dall'interno dell'edificio portava all'uscita. L'attore esponeva di essere scivolato su uno dei gradini, a causa della mancanza di illuminazione nonchè dei detriti e dei calcinacci che imbrattavano il percorso. In primo grado la domanda veniva rigettata, per poi trovare accoglimento in appello, così che il Comune decideva di proporre ricorso per Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, ha confermato la sentenza impugnata, ribadendo come la responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, prevista dall'art. 2051 c.c., prescinde dall'accertamento del carattere colposo della condotta del custode e dall'accertamento della pericolosità della cosa, "avendo natura oggettiva e necessitando, per la sua configurabilità, del mero rapporto eziologico tra bene ed evento, di talchè essa sussiste, in definitiva, in relazione a tutti i danni cagionati dalla res, sia per la sua intrinseca natura, sia per l'insorgenza in essa di agenti dannosi, essendo esclusa solo dal caso fortuito (Cass. civ. 7 aprile 2010, n. 8229; Cass. civ. 19 febbraio 2008, n. 4279; Cass. civ. 5 dicembre 2008, n. 28811)". Nel caso di specie, quindi, mentre l'attore aveva dimostrato che la caduta si era verificata lungo la scala di un edificio di proprietà del Comune, a causa della mancanza di illuminazione nonchè a causa della presenza di calcinacci sui gradini, il convenuto, invece, non aveva fornito prova alcuna di aver adottato tutte le misure idonee a scongiurare danni a terzi, così che, a parere degli Ermellini, era da ritenersi responsabile ai sensi dell'art. 2051 c.c..

Daniele Costa


Add a comment

Opposizione al decreto di pagamento

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOAvendo l'art. 34, comma 17, del d.lgs. 150/2011 abrogato i commi 2 e 3 dell'art.170 del d.P.R. n.115/2002 e sostituito il comma 1 dello stesso d.P.R., che prevedeva il termine di 20 giorni dall'avvenuta comunicazione, per la proposizione, da parte del beneficiario e delle parti processuali (compreso il pubblico ministero), dell'opposizione avverso il decreto di pagamento emesso a favore dell'ausiliario del magistrato per l'incarico peritale, con il seguente: "...L'opposizione e' disciplinata dall'articolo 15 del d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150"; si è naturalmente posta a seguito della novella normativa la questione del quid iuris? in ordine al termine concesso agli interessati (beneficiario, parti, P.M.) per potere "contestare" la liquidazione dell'onorario e delle spese all'ausiliario operata dal giudice. E' da escludere, prima facie, intanto, che si sia trattato di una svista del legislatore per la mancata previsione esplicita di un termine. Piuttosto, essendo rimasto inalterato l'art.168 del d.P.R. n.115/2002 che prevede la provvisoria esecuzione (comma 2) e specifica (comma 3) che, nel procedimento penale, il decreto è titolo provvisoriamente esecutivo solo se "sussiste il segreto sugli atti di indagine o sulla iscrizione della notizia di reato", non si spiegherebbe più l'esistenza di questa disposizione. C'è allora un vuoto normativo come in dottrina hanno ritenuto alcuni? Secondo i quali, facendosi ricorso all'istituto dell'analogia, il termine per proporre opposizione sarebbe ora quello di 30 giorni, mutuandolo dall'art.17, comma 3, del d.lgs. 150/2011 che, disciplinando l'impugnazione avverso il provvedimento di allontanamento dei cittadini degli altri Stati membri dell'Unione europea o dei loro familiari per motivi imperativi di pubblica sicurezza, espressamente lo prevede per la presentazione del ricorso, con decorrenza dalla notificazione del provvedimento. Tale assunto, non condivisibile, si fonderebbe sul principio che la nuova formulazione dell'art.170 non avrebbe modificato la natura del giudizio rimasta di impugnazione/opposizione (quindi con necessità di un termine) né sarebbe stato trasformato in giudizio di accertamento sull'esistenza o sull'entità del diritto al pagamento del compenso. Ma la Corte Costituzionale già con ordinanza n.38/1988 ha affermato che il giudizio di opposizione al decreto di pagamento è di cognizione piena e non di impugnazione, così come ribadito anche dal Ministero della Giustizia (circ. 11/05/2012) che ai fini del versamento del contributo unificato ha ritenuto che "non può parlarsi di impugnazione per le opposizioni proposte ex art.170 del d.P.R. n.115/2002... trattasi di provvedimenti cui è stato da sempre attribuito valore monitorio". E, ancora, più precisamente, l'art. 15 del d.lgs. 150/2011 recita, al comma 1, che "Le controversie previste dall'art. 170 del d.P.R. n.115/2002, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo". E allora, la previsione ricavabile dal collegato disposto dell'art. 168, comma 2, ultima parte, d.P.R. n. 115/2002; dell'art. 170 dello stesso d.P.R. come modificato dall'art. 34, comma 17, lett. a, d.lgs. n. 150 del 2011; dell'art. 15 di detto d.lgs., è coerente nel senso che il decreto è titolo provvisoriamente esecutivo, salvo che tale efficacia venga fatta oggetto di sospensione ad opera del giudice dell'opposizione ai sensi dell'art. 5 del citato d.lgs. n. 150. La provvisoria esecutività dei provvedimenti in materia civile di esecuzione è, per altro, regola di sistema, che può ritenersi derogata solo ove risulti espressamente previsto. Il termine per l'opposizione, in assenza di specifica diversa normativa, si ritiene debba essere quello generale previsto in tema di impugnazione anche per il rito sommario di cognizione, cui rimanda l'art. 15 d.lgs. 150: ovverosia il termine di cui all'art. 327 c.p.c., come modificato dalla legge n. 69 del 2009 (cfr., seppure con un refuso, Cass. Civ. sez. 2, n. 6766 del 6.3.2012), che disciplina la decadenza dall'impugnazione.

ALFREDO ROVERE*

DIRIGENTE CON FUNZIONI ISPETTIVE MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


Add a comment

Rischio chiusura per 1000 uffici giudiziari

treavv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIl presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, Maurizio de Tilla, dopo la recente decisione della Consulta che ha bocciato la media-conciliazione obbligatoria, si è rivolto ancora una volta al Governo, ma stavolta per la geografia giudiziaria: "La chiusura di circa 1000 uffici giudiziari è una decisione sbagliata per il buon funzionamento della macchina giudiziaria ed è il colpo di grazia alla cosiddetta "giustizia di prossimità". E non è tutto; il provvedimento varato dal Governo è palesemente incostituzionale, come più volte denunciato dall'Oua e sostenuto in un autorevole parere dal costituzionalista professor Giovanni Verde: la revisione della geografia giudiziaria prevista in una delega, ha avuto un iter tortuoso e con chiari profili di illegittimità, è stata approvata con maxi emendamenti e voti di fiducia, fino al suo definitivo e illegittimo inserimento nella conversione di un decreto legge. Si violano gli articoli 72,76,77 della nostra Costituzione. Intanto, la sezione prima del Tar di Sardegna ha già fissato per il 23 Gennaio l'udienza per decidere nel merito dei ricorsi presentati a Tempio Pausania contro la chiusura di diversi uffici giudiziari. "E questo è solo l'inizio- ha annunciato il Presidente De Tilla- i ricorsi al tar si annunciano in tutta Italia". Positivo, invece, il giudizio dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura sull'approvazione della riforma forense alla Camera. Ora si attende l'esame del Senato, ma per il presidente Maurizio de Tilla il testo approvato, in larga parte, seppur con qualche elemento di criticità, "corregge le storture ultraliberiste di questi ultimi dieci anni che hanno profondamente danneggiato soprattutto i giovani professionisti e che, con l'arrivo della crisi economica, hanno portato l'avvocatura sull'orlo di un baratro". Tuttavia, ha precisato il Presidente Oua, rimangono aperte diverse questioni: " oltre al nodo della governance della categoria (più democrazia, più modernità, una testa un voto), c'è da affrontare il nodo dell'accesso; sul tavolo del ministro Severino la proposta del numero programmato all'università. Attendiamo dal Guardasigilli un provvedimento straordinario che cambi davvero il volto della professione forense, puntando sulla qualità. Sono già 230mila gli avvocati in Italia, oltretutto con un aumento esponenziale ogni anno. È una vera priorità storica. E in tal senso, l'Oua, anche in questa occasione, conferma la disponibilità ad essere ascoltata dalla Commissione Giustizia del Senato".

Vanessa Pinato


Add a comment

Visita al carcere di Salerno: dietro i detenuti ci sarebbero persone in cerca di una nuova vita

La testimonianza di Massimo Reboa della visita al carcere di Salerno

Una breve fuga dalla Scuola Estiva Luca Coscioni. Dove fuggo? In carcere! Ho approfittato al volo dell'occasione di assistere l'On. Rita Bernardini e l'avvocato Gian Domenico Caiazza alla visita ispettiva al carcere di Salerno–Fuorni. Il direttore ci ha presentato immediatamente come la situazione dei detenuti sia drammatica, ma questo lo sapevamo già. Spesso ci si scorda che la carcerazione dovrebbe avere anzitutto una funzione rieducativa e non solo di punizione. Che senso avrebbe infatti rimettere in libertà una persona che, avendo anche scontato la pena ma non essendo ancora pronta a stare in società, è pronta a commettere l'indomani un altro reato? Lo si scorda perché così siamo abituati in Italia: il programma di reinserimento le carceri lo fanno, ma nella malavita. Gli spazi sono insufficienti sia per la detenzione che per la socializzazione, per non parlare delle 8000 unità che mancano alla polizia penitenziaria, a cui si aggiungono le richieste di distaccamento e gli incarichi non prettamente legati alla carcerazione. A Salerno, ad esempio, lo spazio ci sarebbe pure, ma mancano 7 agenti per aprire un altro piano, che attualmente è inutilizzato! Il rispetto della dignità del detenuto dovrebbe essere il primo passo per far capire al detenuto stesso quale sia il valore della libertà (che si realizza nella reciprocità) propria, di quella degli altri e della necessità conseguente di rispettare la legge per arrivare ad una civile convivenza all'interno della comunità. Dignità che è esaltata nei servizi igienici, dove abbiamo trovato le pentole al fianco dei water e dove, nel reparto femminile, ci sono bagni a vista! Insomma si chiede di cambiare stile di vita a persone chiuse nella noia 20 ore al giorno in una cella di 20 mq (se la cella è piena, 8 persone, si arriva anche a 2,5 mq a persona!). In queste condizioni l'unico obbiettivo può essere uscire dal carcere per riprendere a fare il vecchio lavoro. E' quello che ha raccontato un carcerato, che ha anche avuto una parte nel film "Gomorra": "Cosa farai quando uscirai?" "Rubo macchine, io quello so fare." "Ma non vuoi fare un mestiere, hai fatto anche un film..." "Posso fare l'attore, quello che ruba macchine!" Qualcuno ci ha detto anche di ascoltare Radio Radicale, che trasmette l'unico programma dedicato ai detenuti e alle loro testimonianze, Radio Carcere. Il carcere non è certo un bell'ambiente in nessun paese, e spesso viene incarcerato preventivamente anche chi non è stato condannato in via definitiva: da un lato questo è necessario anche a causa delle condizioni del territorio (è più sicuro stare in carcere che fuori), dall'altro chi non fosse effettivamente un criminale frequentando il carcere sicuramente lo diventa. Fatto sta che la metà dei detenuti è dentro in carcerazione preventiva, quindi una parte del problema del sovraffollamento è direttamente collegato alla lentezza del sistema penale. Il carcere si occupa anche di situazioni variamente problematiche quali la tossicodipendenza e la sieropositività, per le quali c'è forte impreparazione e mancanza di mezzi: ad esempio a Salerno a curare ben 80 tossicodipendenti avevano solo 2 psicologi per 25 ore al mese, palesemente insufficienti. I programmi di reinserimento, che dovrebbero essere il mezzo per rendere efficace la pena e riabilitare alla vita da cittadino libero, sono praticamente un miraggio. Il direttore ci ha detto che lui organizzerebbe laboratori con 6-7 detenuti e un tappezziere o un impaglia sedie, ma naturalmente non ci sono fondi! Oltretutto, l'efficacia di questi programmi è sempre da mettere in relazione al territorio in cui si opera, ci ricorda il direttore: ci sono zone a Napoli (ad esempio le famigerate "Vele" di Scampia) dove è lo Stato ad essere latitante. Lì il recupero della persona dovrebbe essere preceduto dal recupero del territorio. Valutando quanto ho visto in questa mia visita, sarebbe giusto dare una medaglia ai detenuti che non ricadono nel vortice della criminalità, in aggiunta al risarcimento dovuto per la pena ulteriore che subiscono e alla quale non sono condannati. Per questo secondo punto i Radicali si stanno già mobilitando.

http://politicainrete.it/forum/altri-partiti-italiani/radicali-italiani/31362-carcere-fame-di-giustizia-5.html


Add a comment
Banner

Newsletter

Newsletter

Immagini da In-giustizia 

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/348377IMG_2330.JPG

404

404: Not Found Sorry, but the content you requested could not be found Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/466707Antonio_Di_Pietro.JPG

La riforma organica della magistratura onoraria

 Nell’ultimo decennio, per contenere l’arretrato giudiziario e alleggerire il carico di lavoro dei magistrati togati, la giurisdizione é stata devoluta sempre più ai magistrati onorari, sia aumentando progressivamente la competenza Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/653028Immagine_015.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/576096Romolo_Reboa_078.JPG

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/585707NI2_4866.jpg

Ricadute sugli uffici e sul personale giudiziario della riforma

La parola a Paola Saraceni, Segretario nazionale UGL Ministeri.   Le modifiche apportate dalla riforma del processo civile a detta di molti determinerà un eccezionale aggravio per l’attività giudiziaria in generale ed Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/221145Immagine_008.JPG

Il sistema giustizia per Santacroce

Incontro con il Presidente della Corte di Appello di Roma   Questo doveva essere il resoconto di un’intervista a tu per tu con il Presidente della Corte d’Appello di Roma, Dott. Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/447772Immagine_007.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/975780Distribuzione_giornale_1993_33.jfif

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/97025316_dicembre.JPG

"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto