Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

    Guarda la Cookie Policy

Giurisprudenza

L'improvvisa scomparsa di Saviotti

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIl Procuratore aggiunto di Roma Pietro Saviotti è deceduto improvvisamente per una malore che lo ha colto fuori dalle aule del Tribunale di Piazzale Clodio lo scorso. Il Magistrato aveva 56 anni ed era coordinatore del pool antiterrorismo della Procura della Capitale. Magistrato di alto profilo e di indiscussa capacità investigativa è stato titolare di importanti e delicate inchieste giudiziarie, tra cui si ricordano le indagini relative alle cellule romane delle BR ed ai recenti gravi avvenimenti accaduti nei più caldi scenari di guerra come la strage di Nassiriya, l'omicidio di Nicola Calipari, i sequestri dei giornalisti Daniele Mastrogiacomo e di Giuliana Sgrena. Da ultima l'indagine relativa ai disordini di piazza verificatisi nel corso della manifestazione romana del 15 ottobre scorso. Negli ultimi anni aveva maturato una considerevole competenza nel campo dei reati informatici e delle violazioni delle banche dati. La redazione del giornale tutta si unisce al cordoglio ed al dolore della famiglia e dell'intero mondo giudiziario dedicando questo numero alla memoria del Procuratore scomparso.


Add a comment

Il Giudice Gaja alla Corte di Giustizia

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIl giudice Giorgio Gaja è stato eletto giudice della Corte Internazionale di Giustizia. Gaja, 71 anni, già professore ordinario di Diritto internazionale all'Università  di Firenze, è membro della Commissione di diritto internazionale delle Nazioni Unite dal 1999 e direttore responsabile della "Rivista di diritto internazionale". La nomina è avvenuta oggi dopo il voto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La Corte (composta da 15 giudici, in carica per 9 anni) è infatti il principale organo giudiziario dell'istituzione internazionale fondata nel 1945. L'Italia non era rappresentata alla Corte dal 1997, quando terminò il mandato di Luigi Ferraro Bravo.


Add a comment

Disciplina in materia di liberazione anticipata

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLO Prima di essere applicate le norme giuridiche devono essere interpretate per potere esplicare l'effettivo volere del legislatore. L'interpretazione dottrinale, come appreso nei primi anni di università, è tipica dei giuristi e del mondo accademico, in estrema sintesi di chi studia la legge. Quella giudiziale è tipica dei giudici e di chi applica la norma giuridica nelle sentenze. Infine, l'autentica, è fornita dallo stesso legislatore che ha emanato la norma giuridica. Con una apposita legge, se necessario, il legislatore può attribuire l'interpretazione vincolante di una legge precedente. Dal momento dell'entrata in vigore della legge interpretativa, tutti i soggetti giuridici dovranno attenervisi. L'art. 69-bis della L. 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), introdotto dall'art. 1, comma 2, L. 19 dicembre 2002, n. 277, disciplina il procedimento in materia di liberazione anticipata, stabilendo, al comma 1, che: "Sull'istanza di concessione della liberazione anticipata, il magistrato di sorveglianza provvede con ordinanza, adottata in camera di consiglio senza la presenza delle parti, che è comunicata o notificata senza ritardo ai soggetti indicati nell'articolo 127 del codice di procedura penale" (il quale articolo 127 contempla il procedimento in camera di consiglio e, al comma 7, recita: "Il giudice provvede con ordinanza comunicata o notificata senza ritardo ai soggetti indicati nel comma 1", vale a dire quelli a cui va dato avviso di fissazione d'udienza, cioè "alle parti, alle altre persone interessate e ai difensori....Se l'imputato è privo di difensore, l'avviso è dato a quello di ufficio"). Sembrerebbe di primo acchito tutto chiaro, ma così non è; tant'è vero che l'interpretazione/applicazione della norma richiamata avviene sul territorio in modo differente. L'ufficio del magistrato di sorveglianza di XY (leggi nord Italia) opera in tutt'altro modo da quello WZ (leggi sud Italia). E la cosa non è del tutto priva di conseguenze in ordine all'efficacia, l'efficienza e l'economicità della Pubblica Amministrazione, principi basilari che non possono non valere anche per gli uffici giudiziari. Più specificamente, uscendo fuori dalla metafora, può verificarsi, per esempio, che, al nord, se l'istante del beneficio della liberazione anticipata è privo di difensore di fiducia, il magistrato di sorveglianza competente, gliene nomini uno di ufficio nel caso di rigetto dell'istanza; mentre al sud il magistrato di sorveglianza ritenga di non doverglielo nominare. In subiecta materia è intervenuta la Corte Costituzionale la quale già con ordinanza 352/2003 (richiamata da altra n.291/2005 con la quale è stata dichiarata la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 69-bis citato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 27 della Costituzione, sollevata dal magistrato di sorveglianza di Napoli), aveva osservato come la nuova disciplina in materia di liberazione anticipata – disciplina in forza della quale il magistrato di sorveglianza decide sull'istanza dell'interessato de plano, salva una fase successiva di reclamo, a contraddittorio pieno, davanti al tribunale di sorveglianza – sia stata introdotta dalla legge 277/02 in risposta ad esigenze di snellimento procedurale fortemente sentite nella prassi, tenuto conto anche dell'elevato numero delle istanze di cui si discute. Inoltre, veniva avvertita come fonte di ingiustificato aggravio (e ritardo nella decisione) la previsione di un procedimento in contraddittorio, in vista dell'adozione di un provvedimento che ben poteva essere – ed in larga parte dei casi era – di accoglimento della richiesta dell'interessato: apparendo assai più ragionevole, di contro, che l'instaurazione di un contraddittorio pieno avvenisse solo nel caso di eventuale insoddisfazione del richiedente (o del P.M.) per la decisione assunta. Nonché, veniva assunta la piena compatibilità con il diritto di difesa dei modelli processuali a contraddittorio eventuale e differito: caratterizzati cioè – in ossequio a criteri di economia processuale e di massima speditezza – da una decisione de plano seguita da una fase a contraddittorio pieno, attivata dalla parte che intenda insorgere rispetto al decisum. Anche l'orientamento giurisprudenziale del giudice di legittimità appare nel senso della non necessità nella materia de qua dell'assistenza del difensore. Afferma, infatti, la Corte di Cassazione che: "l'intervento del difensore nel procedimento ex art. 69-bis L. 354/1975 non è necessario (così come – in difetto di diversa disposizione speciale – non lo è nelle procedure camerali regolate dal richiamato art. 127 c.p.p.); ne segue che il giudice procedente in mancanza di nomina fiduciaria, non è neppure tenuto a designare un difensore d'ufficio. Le comunicazioni e notifiche ai sensi del c.1 dell'art. 69-bis citato saranno in tal caso necessariamente limitate ai soggetti che allo stato risultano legittimati a reclamare (interessato e P.M.), dando luogo alla decorrenza del breve termine di dieci giorni concesso dalla legge per la proposizione del gravame" (cfr. C.Cass., I Sez. Pen., sentenza 21350/08). Ma tanto la pronuncia della Corte Costituzionale che quella della Corte di Cassazione non vincolano il giudice che dovesse ritenere di orientarsi in modo difforme dalle pronunce suddette. E allora non può non auspicarsi un intervento del legislatore per una interpretazione autentica che ponga fine al diverso modus operandi che non è soltanto di forma, stante che, ove effettivamente si riuscisse a stabilire in modo vincolante per il giudice che non deve farsi luogo alla nomina del difensore di ufficio (ove l'istante non abbia ritenuto di nominarne uno di fiducia) si realizzerebbe oltre ad un notevole risparmio di tempo e di adempimenti lavorativi per il personale amministrativo, anche, e soprattutto, una considerevole economia di spesa (perché i difensori di ufficio, ovviamente, espletate le incombenze di legge, presentano al giudice, immancabilmente, istanza di liquidazione dell'onorario che viene pagato dallo Stato quale spesa di giustizia) e anche per il risparmio di carta che ne conseguirebbe.

Alfredo Rovere

*DIRIGENTE ISPETTORE MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


Add a comment

Novità contributo unificato

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOAncora una volta il Legislatore modifica le norme sul contributo unificato. Stavolta la scure si abbatte su colui che non ha partecipato alla mediazione senza giustificato motivo: con la conseguenza che anche la parte vittoriosa potrà non andare indenne dal nuovo sistema sanzionatorio.
Infatti con l’art. 35 sexies del D.L. 138/2011 viene modificato l’art. 8 comma 5 del D.L. 4 marzo 2010 n° 28 al quale viene aggiunto il seguente periodo: "Il giudice condanna la parte costituita, che, nei
casi previsti dall’art. 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata di bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio".
E’ evidente che il Legislatore con tale intervento abbia voluto dare maggior impulso alla mediazione civile al fine di deflazionare il contenzioso ed abbreviare i lunghi tempi della giustizia.


Add a comment

Pubblicità informativa

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOL’articolo 3 lettera g) del decreto legge emanato dal Governo in materia di disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria per lo sviluppo contiene una disposizione che rappresenta una vera svolta in materia di pubblicità informativa effettuata dall’avvocato. La disposizione recita che “la pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l’attività professionale, le specializzazione ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, è libera. Le informazioni  devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie”.
L’evoluzione verso un sistema che equipara le libere professioni alle attività commerciali è evidente. In sostanza, le limitazioni imposte agli avvocati nell’esercizio della loro attività informativa sono le stesse dettate per chi esercita un’impresa commerciale.
Si tratta a questo punto di attendere per vedere in che modo il principio espresso dal suddetto articolo 3 verrà recepito dalla legge di riforma della professione forense. Il D.D.L. 1198 dopo essere stato approvato dal Senato sarà presto esaminato dalla Camera, la quale dovrà affrontare un compito assai arduo: modificare il ddl già approvato in Senato per renderlo coerente e compatibile con i principi e con le disposizioni espresse dalla manovra finanziaria di Agosto. Una missione quasi impossibile, a meno di stravolgere completamente la struttura del disegno di legge. Nel migliore dei casi il testo, una volta emendato dalla Camera, dovrà necessariamente tornare al Senato con una inevitabile dilatazione dei tempi per l’approvazione. La soluzione alternativa e forse la più auspicabile, sarebbe quella di ritirare il DDL 1198 e presentare un nuovo disegno di legge che tenga conto dei principi espressi dalla manovra finanziaria e che dovranno essere stabiliti a breve dal regolamento sulle liberalizzazioni. In materia di pubblicità informativa degli avvocati, già dietro la spinta della direttiva Bolkestein e del decreto Bersani, abbiamo assistito ad una timida apertura. Si è trattato purtroppo di ben poca cosa considerando l’atteggiamento conservatore e restrittivo dei singoli Consigli dell’Ordine e del C.N.F. verso nuove soluzioni informative e strategie di marketing poste in essere da molti avvocati. Sanzioni comminate ai colleghi che intendevano farsi pubblicità mediante annunci su quotidiani o tramite cartelloni o paline stradali diventeranno solo un ricordo per i poveri colleghi che hanno “vissuto” e “combattuto” ai tempi dell’ancien regime. L’articolo 3 della manovra finanziaria si riferisce, a scanso di equivoci, alla pubblicità effettuata con “ogni mezzo” vale a dire nessuno escluso, ovviamente sempre con l’obbligo della trasparenza, verità e correttezza. Sparisce pertanto ogni riferimento al decoro e alla dignità, ragion  per cui si impone una modifica dell’articolo 17 del codice deontologico.
Anche il divieto imposto agli avvocati di citare i nomi dei propri clienti (pur se con il loro consenso) è destinato a venire meno, in ossequio al principio di libertà nella scelta delle forme e degli strumenti di pubblicità aventi per oggetto “l’attività professionale”.
Scompare anche ogni riferimento al divieto (oggi sancito dall’articolo 17) di effettuare pubblicità di tipo comparativo purché non in modo denigratorio. In materia di pubblicità comparativa, sulla quale non nascondo le mie forti perplessità, rilevo comunque che, a ben vedere, la soluzione per evitare una carneficina fratricida tra studi professionali risiede proprio nel testo dell’articolo 3 lettera g) della manovra finanziaria il quale si riferisce espressamente alla pubblicità “informativa”, vietando di conseguenza quella elogiativa nella cui categoria rientra certamente quella “comparativa”. E’ pur vero che spesso il limite tra pubblicità informativa ed elogiativa è pericolosamente labile e pertanto rimesso alla discrezione degli organi giudicanti e che anche ove fosse ritenuta ammissibile la pubblicità di tipo “comparativo” diverrebbe labile la linea di demarcazione tra la pubblicità di tipo comparativo e quella a contenuto denigratorio (certamente vietata).
Il vento delle liberalizzazioni spira sempre più forte e per molti si tratta di un vento minaccioso. Ritengo che il diritto di farsi pubblicità sia per un collega (specie per chi non proviene da famiglie di avvocati) un ottimo strumento per farsi conoscere dalla collettività; certamente sarebbe avvilente se ciò avvenisse a scapito di qualunque regola dettata dal buon senso e dal decoro ragion per cui ritengo che gli ordini professionali debbano sempre vigilare sul rispetto della tutela dell’affidamento della collettività. La valenza sociale della professione forense, il ruolo dell’avvocato come filtro tra il cittadino e la giustizia, la natura costituzionale del diritto di difesa (inteso anche come diritto di agire in giudizio), impongono di considerare la professione forense come un’arte sui generis da non “trattare” alla stregua di qualsiasi attività commerciale. 

Matteo Santini*

Avvocato del Foro di Roma


Add a comment
Banner

Newsletter

Newsletter

Immagini da In-giustizia 

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/348377IMG_2330.JPG

404

404: Not Found Sorry, but the content you requested could not be found Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/466707Antonio_Di_Pietro.JPG

La riforma organica della magistratura onoraria

 Nell’ultimo decennio, per contenere l’arretrato giudiziario e alleggerire il carico di lavoro dei magistrati togati, la giurisdizione é stata devoluta sempre più ai magistrati onorari, sia aumentando progressivamente la competenza Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/653028Immagine_015.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/576096Romolo_Reboa_078.JPG

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/585707NI2_4866.jpg

Ricadute sugli uffici e sul personale giudiziario della riforma

La parola a Paola Saraceni, Segretario nazionale UGL Ministeri.   Le modifiche apportate dalla riforma del processo civile a detta di molti determinerà un eccezionale aggravio per l’attività giudiziaria in generale ed Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/221145Immagine_008.JPG

Il sistema giustizia per Santacroce

Incontro con il Presidente della Corte di Appello di Roma   Questo doveva essere il resoconto di un’intervista a tu per tu con il Presidente della Corte d’Appello di Roma, Dott. Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/447772Immagine_007.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/975780Distribuzione_giornale_1993_33.jfif

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/97025316_dicembre.JPG

"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto