Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

    Guarda la Cookie Policy

Giurisprudenza

Corte costituzionale: mediazione rimandata

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLODopo tanta attesa finalmente è arrivata la notizia che tanti attendevano: è stata fissata la data dell'udienza nella quale sarà discussa la questione sulla legittimità di alcune delle norme di cui al D.Lvo 28/2010 e del Regolamento attuativo di cui al D.M. 180/2010. Infatti, è prevista per il 23 ottobre prossimo l'udienza in Consulta sul tentativo di conciliazione obbligatoria prevista dal decreto legislativo 28/2010. Si aprirà dunque dopo l'estate la discussione su una delle questioni di legittimità costituzionali più rilevanti che hanno investito la discussa materia della mediazione civile. Relatore sarà l'ex giudice di Cassazione, Dott. Alessandro Criscuolo. A sollevare la questione è stato il Tar Lazio con l'ordinanza della sezione I del 12 aprile 2012.


Add a comment

L'Europa si fa diritto umano

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOLa valenza della CEDU alla luce della modifica del titolo V Costituzione e del Trattato di Lisbona.

Una tra le maggiori novità introdotte col Trattato di Lisbona è la previsione espressa nell'articolo 6 per l'adesione dell'Unione Europea alla CEDU. La modifica, apparentemente di secondaria importanza per l'idea generalmente astratta che abbiamo dei diritti umani, in realtà è destinata ad avere un grande effetto sul nostro diritto. Infatti, per le materie di competenza comunitaria, l'art. 6 prevede espressamente che "l'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali". Peraltro l'Unione già rispettava il novero dei diritti contenuto nella Carta poiché agli albori della sua giurisprudenza la Corte di Giustizia l'aveva richiamata come ricognitiva delle tradizioni europee comuni a tutti gli stati membri in tema di diritti umani. Inoltre tutti gli stati aderenti alle UE erano già aderenti alla CEDU, talché una deroga per la comunità sarebbe stata a dir poco incomprensibile. Con l'adesione, al contrario, l'Unione si legittimerà come stato al pari dei suoi stati membri e forse sopravanzando gli stessi. Ma il recente passato è stato fervido di sviluppi in questo campo: innanzi tutto la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, anche detta Carta di Nizza, con il Trattato di Lisbona ha acquisito lo stesso valore giuridico degli altri Trattati. Inoltre nella stessa Carta viene richiamata la giurisprudenza CEDU per dare una lettura conforme dei diritti umani comuni. Ci si aspetta così che in tal modo si possa creare un substrato europeo in tema di diritti umani non solo nella loro enunciazione ma anche nella loro tutela. Di questi nuovi vincoli abbiamo già avuto testimonianza nella giurisprudenza recente, dove si è data un'interpretazione piena del nuovo primo comma dell'art. 117 della Costituzione. Infatti con la modifica del titolo V è stato inserito l'obbligo per il Legislatore di rispettare sia il diritto comunitario sia i trattati internazionali quali norme interposte alla stessa Costituzione, e dunque per i diritti umani sanciti da fonti sovranazionali quali la CEDU. In particolare la Corte costituzionale con sentt. 347 e 348 del 2007 ha dichiarato l'illegittimità della normativa sugli espropri, la quale non prevedeva un equo indennizzo per il proprietario espropriato con violazione dell'art. 1 del I protocollo. Questa e altre simili vicende sono significative di come molti altri sviluppi nasceranno dalla nuova valenza che in Europa si vuole dare ai diritti umani.

Massimo Reboa


Add a comment

Assegnazione della dimora comune

images/stories/dimora.jpgIl caso è di quelli che fanno scrivere fiumi di parole sui giornali cosidetti di opinione. Tutti dicono la loro, ed è un susseguirsi di commenti sui "blog" che citano la sentenza come un caso nel quale finalmente la "donna" non ha avuto l'assegnazione esclusiva della casa familiare, da considerarsi quindi una vittoria, quasi una testimonianza di Giustizia. Al di là dell'interesse mediatico, cerchiamo ora di approfondire il dettato della Legge in materia e vediamo quale sia il principio cardine considerato dalla dottrina come "stella polare" nel difficilissimo compito di dover interpretare la norma in materia di famiglia, quando alla volontà delle parti, che non trova un accordo, si "deve" sostituire quella del Giudice per riportare un punto fermo nel contrasto tra due volontà. Come è agevole comprendere dalla lettera dell'art. 155 codice civile la riforma dell'affido condiviso ha introdotto un principio diverso da quello precedente, mettendo il minore al centro dell'attenzione del Giudice e stabilendo che : "anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi". Al successivo art. 155 quater viene poi indicata la disciplina legale della casa familiare che : "il godimento della casa familiare è atttribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli". Questi sono dunque i principi ai quali rifarsi nell'esaminare il caso triestino ed a ben vedere non è corretto il dato che si apprende dalla stampa per la quale risulta che la casa sia stata "assegnata alla minore", bensì la sentenza del Tribunale dei Minorenni del luogo ha disposto delle "modalità di visita e frequentazione" assolutamente sui generis e tali da destare più di una perplessità, disponendo d'ufficio che i due genitori, comproprietari dell'immobile "si alternino nella funzione di collocatario ogni lunedì mattina con l'eventuale supporto di altri familiari". Ovviamente per reclamare un provvedimento del genere esistono rimedi formali, quello che interessa in questa sede è approfondire un dato che sembra essere sfuggito al Giudice dei Minorenni di Trieste. La centralità del Diritto del minore a mantenere rapporti equilibrati con entrambi i genitori è stata disposta per garantire un suo sereno sviluppo mettendo il figlio al riparo il più possibile dalle conseguenze destabilizzanti della "cessazione" della relazione affettiva dei suoi genitori. La cessazione della relazione affettiva,con i suoi corollari di rabbia, rancore delusione e la necessità per entrambi gli adulti di "ritrovare una capacità autonoma di progettazione affettiva", costituiscono gli ostacoli naturali alla condivisione di un progetto separativo, ed il negarli d'ufficio non ne diminuisce il portato di negatività. In altre parole ben pochi sono i partner che "escono" da una storia relazionale condividendo con l'altro ritmi, capacità di immaginare il futuro come una opportunità ed una generale disponibilità ad organizzare con l'altro, nell'immediato, un progetto, anche solo genitoriale, che sia condiviso. Ben consapevole di questa realtà il nostro legislatore ha deciso di assicurare "il diritto" al figlio minore "di mantenere rapporti equilibrati e continuativi" con tutti e due i genitori, ma poi arrivando a legiferare in merito alla casa "familiare", e quindi esprimendo un concetto che si attaglierebbe sia alle coppie sposate che a quelle di fatto, ha disposto che questa la casa sia "attribuita in godimento" tenendo conto dell'interesse del figlio. Ed è usando questa espressione, che nella sua ampiezza consente correttamente al giudicante di avere la massima libertà nell'applicarla al caso concreto, che il Tribunale per i Minorenni di Trieste si è lasciato andare ad una "creatività" che non ha precedenti, e che purtroppo rischia di essere lesiva proprio dell'interesse della piccola di 4 anni. Il dibattito dottrinario in merito al "destino" della casa coniugale (ora familiare) è un dibattito che ha sondato ed approfondito, in oltre vent'anni, ogni aspetto della contrapposizione dei due interessi diversi di mamma e di papà. L'aver sancito che la casa coniugale o familiare debba essere "assegnata" al genitore con il quale il figlio si trovi a vivere, rappresenta non un favore, ingenuo e supino, alle donne, come da troppe parti si sostiene senza aver un minimo di confidenza con le dinamiche della crescita del minore stesso; ma al contrario rappresenta l'eplicazione, più concreta ed immediata, per assicurare nella rivoluzione delle presenze domestiche un punto fermo al minore. Il poter contare sulla permanenza in un luogo conosciuto è importante, quanto l'ulteriore principio del non perdere le abitudini della vita domestica, per come si è svolta sino a quel momento. Ed ecco perché tanti padri ora, con la legge sull'affido condiviso, hanno la possibilità di far conoscere al giudice della loro separazione, il loro vero "ruolo domestico" ove questo sia nella realtà, superiore, in termini di tempo e di qualità a quello della madre, esiste la possibillità di affermare in capo a se medesimi la qualità di "genitore assegnatario" della casa familiare. Ed il fatto che l'attenzione ad una tale istanza non sia ancora sviluppata come dovrebbe, non muta in nulla il dato della priorità : la casa familiare e la presenza vicino a se di quel genitore con il quale la vita domestica (soprattutto ad una età di 4 anni) si è svolta per il tempo maggiore, costituisce, questo sì, l'applicazione corretta del principio affermato dal Legislatore. Una diversa concezione in merito all'importanza della difesa del contesto conosciuto (che per una bimba di 4 anni si ripete è fonte di tranquillità) si risolve nel "non applicare lo spirito della norma" nel senso della massima tutela all'interesse del minore! Non v'è infatti chi non veda come nella pratica esplicazione del "provvedimento" triestino, due adulti, che già si trovano a vivere il momento evolutivo della loro separazione personale, con i contrasti le difficoltà e le revance di chiunque, si troveranno, iusso iudicis, a doversi alternare, settimana dopo settimana, nella casa ex familiare, che così non sarà contenitore per nessuno : né per la mamma né per il papà né, ed è cosa più grave, per la piccola. Chi potrà mai affezionarsi ad un luogo che non è suo, nel quale la presenza dell'altro resta una memoria sempre rinnovantesi, quando è noto dopo la cessazione di una esperienza affettiva la prima regola è quella del cercare una "tana" da dove poter riprogettare la vita del "dopo". E come potrà una bimba vedere intorno a se crescere della abitudini contenitive del luogo nel quale dorme, quando queste verranno interpretate da attori diversi di settimana in settimana, con l'aiuto e la presenza ingombrante "dei terzi" ovvero dei "congiunti" di riferimento della diverse famiglie. La tutela dei minori non passa per delle scorciatoie, ed ignorare i principi della interpretazione della norme per provare una strada "creativa", rischia di essere dannoso del sereno sviluppo di un minore. Infine, l'intervenire sulle modalità di visita e frequentazione d'ufficio, in un modo così sui generis può divenire l'incipit di una giurisprudenza "educativa" di una sfera privatissima della vita personale, della quale il Cittadino non può che preoccuparsi.

Giorgio Vaccaro

Avvocato del Foro di Roma


Add a comment

Anm: Sabelli, nuovo Presidente

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLORodolfo Sabelli è il nuovo presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Lo ha eletto il Comitato direttivo centrale. Sabelli (Unicost), pm della procura di Roma, noto per l'inchiesta della P3, guiderà l'Anm insieme con il nuovo segretario generale Maurizio Carbone (Area), pm della procura di Taranto, il vicepresidente Anna Canepa (Area), sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, il vicesegretario generale Ilaria Sasso Del Verme (Unicost), pm della procura di S. Maria Capua Vetere, il direttore della rivista "La Magistratura" Valerio Savio (Area), giudice del tribunale di Roma e gli altri componenti della Giunta esecutiva centrale nominati oggi: Angelo Busacca (Unicost), pm della procura distrettuale di Catania, Alessandra Galli (Area) consigliere presso la Corte d'Appello di Milano, Cristina Marzagalli (Unicost), giudice del tribunale di Varese e Stefania Starace (Area), giudice del tribunale di Napoli. Magistratura Indipendente, che non ha partecipato al voto, resterà all'opposizione.


Add a comment

Il ruolo sociale dell'avvocatura

avvokatiCon la sentenza 18 ottobre 2011(Graziani-Weiss contro Austria), la Corte europea dei diritti dell'uomo ha confermato la propria costante giurisprudenza che, nel distinguere la professione forense dalle altre attività di prestazione di servizi, sottolinea il valore sociale della professione, che impone all'avvocato di assumere funzioni pubbliche quali quelle di tutela e curatela di soggetti incapaci, proprio in ragione della particolare qualificazione professionale acquisita, del superamento dell'esame di abilitazione, e dei doveri deontologici che gravano sul legale. La sentenza accosta pertanto gli avvocati ai notai ed ai magistrati, sottolineando il rilievo pubblico delle professioni giuridiche, che le distingue nettamente - dice la Corte - da gruppi di altre persone che, pur avendo studiato legge, e pur avendo ricevuto una qualche forma di "legal training" non presentano quel complesso universo deontico di diritti e di doveri che connotano invece "lawyers, public notaries, and judges".

Stefano Galeoni

* Avvocato del Foro di Roma


Add a comment
Banner

Newsletter

Newsletter

Immagini da In-giustizia 

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/348377IMG_2330.JPG

404

404: Not Found Sorry, but the content you requested could not be found Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/466707Antonio_Di_Pietro.JPG

La riforma organica della magistratura onoraria

 Nell’ultimo decennio, per contenere l’arretrato giudiziario e alleggerire il carico di lavoro dei magistrati togati, la giurisdizione é stata devoluta sempre più ai magistrati onorari, sia aumentando progressivamente la competenza Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/653028Immagine_015.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/576096Romolo_Reboa_078.JPG

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/585707NI2_4866.jpg

Ricadute sugli uffici e sul personale giudiziario della riforma

La parola a Paola Saraceni, Segretario nazionale UGL Ministeri.   Le modifiche apportate dalla riforma del processo civile a detta di molti determinerà un eccezionale aggravio per l’attività giudiziaria in generale ed Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/221145Immagine_008.JPG

Il sistema giustizia per Santacroce

Incontro con il Presidente della Corte di Appello di Roma   Questo doveva essere il resoconto di un’intervista a tu per tu con il Presidente della Corte d’Appello di Roma, Dott. Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/447772Immagine_007.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/975780Distribuzione_giornale_1993_33.jfif

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/97025316_dicembre.JPG

"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto