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Recensioni

Le adozioni: minori, italiani e stranieri

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOGli autori in questo volume hanno operato un'analisi accurata ed approfondita delle problematiche legate all'adozione in tutte le sue implicazioni: adozione di minori, internazionale, in casi particolari, affidamento familiare, adozione di maggiorenni, con particolare attenzione alla giurisprudenza più recente di legittimità e merito. L'opera è aggiornata alla l. 219/2012 e al recente d.lgs. 154/2013, che hanno profondamente modificato la disciplina della filiazione ed introdotto alcune innovazioni anche nella materia in esame.

Autore: Astigiano Flavio, Dogliotti Massimo

Editore: Giuffrè

Pagine: 318

Prezzo: 35 €

ISBN: 9788814184888


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Giuseppe Verdi, genio universale

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLONella stupenda cornice della sala d'onore di Palazzo Braschi, sede del prestigioso Museo di Roma, posto in uno degli angoli più belli della capitale tra Corso Vittorio Emanuele e Piazza Navona, si è svolto un concerto lirico conclusivo dei festeggiamenti in onore del bicentenario della nascita del nostro colosso musicale Giuseppe Verdi. L'evento, da sottolineare gratuito, è stato organizzato dall' Associazione culturale Ottavia presieduta da Michela Caruso, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale , del Museo di Roma e del suo Dirigente Architetto Mattera, con il sostegno di Studio 12 e della sua Direttrice Isabella Peroni che la stessa Caruso definisce una "vera mecenate per la musica il teatro e la cultura". Nella sala affrescata, gremita di gente per l'occasione, alla quale si accede per stanze museali con veri capolavori di pittura, scultura, pregiatissimo mobilio, sono state eseguite arie tratte da alcune delle opere liriche più conosciute di Giuseppe Verdi. Accompagnati al pianoforte dal Maestro Antonio Maria Pergolizzi, dal 1990 Maestro Sostituto al Teatro dell'Opera di Roma, si sono esibiti cantanti di prim'ordine e respiro internazionale: il soprano Susanne Bungaard, anche insegnante presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha eseguito meravigliosamente e con splendidi filati "Sul fil d'un soffio etesio" tratto dal Falstaff , "Ave Maria" dall'Otello e il duetto con il tenore Mario Lombardi "Parigi o cara" da La Traviata; il mezzosoprano Alessandra Franceschi ha cantato con maestria e voce piena le celebri arie "Stride la vampa" e "Re dell'abisso" da Un Ballo in Maschera e Il Trovatore oltre al duetto del IV atto dell'Aida con il Tenore Mario Leonardi il quale ultimo ha eseguito con voce potente anche "O tu che in seno agli angeli" da La forza del destino, "De' miei bollenti spiriti" da la Traviata. Infine il basso-baritono Howard Ray ha fatto ascoltare con voce imponente e scura "Il lacerato spirito" e Ella giammai m'amò" dal Simon Boccanegra e Don Carlo. L'evento è stato di alto livello. I cantanti hanno accontentato il pubblico che chiedeva il bis eseguendo il celebre "Brindisi" tratto da La Traviata. Il concerto è stato organizzato per rendere omaggio al genio incontrastato di Giuseppe Verdi, reso tale dalla sua capacità di mettere in musica sentimenti e drammi che da ogni tempo e in ogni luogo agitano l'animo umano. Sono emozioni forti quelle descritte o evocate dalla musica di Verdi e che si sono rese palpabili ancora una volta per il pubblico presente in sala, attraverso le voci espressive degli interpreti esibitisi per l'evento. Verdi quindi genio universale in quanto capace di esprimere attraverso l'arte sentimenti appartenenti all'umanità. Cio'che ha avuto occasione di sottolineare anche Michela Caruso nell'introduzione alla serata, "Verdi è genio non solo italiano ma anche europeo e del mondo in quanto le sue opere prendono ispirazione anche da grandi stranieri quali Shakespeare, Hugo, Scheele.., e le ambientazioni delle sue opere spesso sono collocate fuori dai confini italiani".

Ambra Lattanzi


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"Socialdemocrazia l'altra voce dell'Europa"

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOPerchè in Italia, diversamente che in vari altri Paesi d'Europa, soprattutto centrosettentrionale, non s'è mai sviluppata una vera socialdemocrazia, capace di diventare – come in Inghilterra, Germania, Paesi scandinavi - forza trainante del governo del Paese? Perchè il nostro Paese continua a rimanere, in sostanza, la terra delle due Chiese, cattolica e comunista? A queste domande tenta di rispondere l'ultimo libro di Giuseppe Averardi, parlamentare a lungo membro della Direzione dello storico Partito socialdemocratico di Saragat, già direttore della rivista d' area riformista "Ragionamenti", e autore di vari saggi di storia contemporanea: "Socialdemocrazia l'altra voce dell' Europa- Un' uscita di sicurezza per l' Italia" (Roma, Data News ed., 2014, pp. 327, €. 20,00). Il saggio è scritto non solo da Averardi, ma anche da altri giornalisti, già collaboratori di "Ragionamenti": come Enrico Moratti, già Vicedirettore del GR 3, recentemente scomparso, e Fabrizio Federici (che ha curato, in particolare, i capitoli sulle socialdemocrazie svedese e austriaca, e l'intervista-prefazione a Franco Ferarrotti, "decano" dei sociologi italiani, Premio 2001 per la Sociologia dell' Accademia dei Lincei). Averardi e i suoi collaboratori focalizzano il patrimonio di esperienze e lezioni per il futuro accumulato, invece, dalle grandi socialdemocrazie europee: il laburismo britannico, dalla Society" al "NewLabour" di Blair; la socialdemocrazia tedesca, col suo storico Congresso di Bad Godesberg del 1959, grande "resa dei conti" del socialismo democratico col marxismo dogmatico e ripiegato su sé stesso. Federici ripercorre il lungo governo della socialdemocrazia svedese (1932-1976 e poi dall' 82 al 2006), col suo irripetibile contributo alla creazione d'un Welfare State che resta tuttora tra i piu' efficaci del mondo. E ricorda il grande interesse mostrato negli anni '30, da un Roosevelt ancora incerto nel delineare il New Deal, prima ancora che per la Svezia socialdemocratica (1936), per l'Italia fascista(1934): che, effettivamente, rappresentò uno dei primi esempi di politica economica fortemente keynesiana (tale, infati, da far risentire assai poco, all' Italia, le conseguenze mondiali della grande crisi esplosa in USA nel 1929). Il saggio, infine, analizza le prospettive del Welfare State europeo oggiAggiungi un appuntamento per oggi, tra crisi incalzante e difficili, quanto però doverose, prospettive di rilancio.


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Vetri rotti

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLONella romantica cornice del Teatro Agorà a Trastevere, è in scena "Vetri Rotti", intrigante e sottile spettacolo in due atti, di Arthur Miller. Il regista, Salvatore Di Mattia riporta sul palco il dramma profondo e le mediocrità superficiali dei suoi personaggi. E' il novembre del 1938 quando la Kristallnacht, la Notte dei Cristalli, infrange le vetrine dei negozi ebrei in Germania e la nebbia sulle intenzioni del Governo Del Führer. Sylvia, magistralmente interpretata da Eleonora Pariante, è un'ebrea emigrata in America, che resta improvvisamente paralizzata dalle gambe in giù. Solo con l'aiuto del medico Harry Hyman, interpretato dal bravo Mauro Lorenzini, comincerà un viaggio interiore, alla ricerca dell'origine del suo male. Un male che sembra provenire sia dall'indifferenza e allontanamento del marito Phillip, ebreo ma "a fasi alterne", interpretato dal bravissimo Giorgio Carosi e dalle notizie che giungono dalla Germania. Nel ruolo della frizzante moglie del Dott. Hyman, Margaret, la deliziosa Maria Grazia Bordone, che con il suo personaggio regala twist allegri ad una pièce di profondo impegno. Le sue risatine e la passione per la cioccolata distinguono Margaret dagli altri interpreti, chiusi nelle proprie preoccupazioni e mediocrità. A questo spettacolo Di Mattia "ha voluto dare un taglio non leggero, ma normale, poiché i drammi diventano più drammi nella normalità. A paralizzare Sylvia è l'indifferenza degli altri.". La nota critica di Miller è sapientemente resa, per uno spettacolo che riesce a tenere lo spettatore col fiato sospeso, fino all'ultimo secondo.

Francesca Oresta


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Agenzia Capitolina sulle tossicodipendenze

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLO"L' Agenzia nacque, diversi anni fa, con l'intenzione di rappresentare un punto d'osservazione globale su un fenomeno, quello delle tossicodipendenze a Roma, complesso e in continuo cambiamento, e alla cui base vi sono fattori sociali, ideologici e di disagio familiare. Per quindici anni abbiamo dialogato costantemente con gli enti territoriali e con le forze dell'ordine, seguendo le indicazioni delle varie amministrazioni comunali, che priviegiavano soprattutto gli spetti sanitari dell' azione contro le tossicodipendenze. L'ultima Amministrazione ci ha chiesto invece, dal 2008 al 2013,di privilegiare la promozione d'uno stile di vita piu' sano tra i giovani, agendo, quindi, piu' sulla domanda di droga; ora, siamo disponibili a seguire le direttive anche della Giunta attualmente in carica, e sarebbe quantomeno un peccato smantellare questa Agenzia, il cui lavoro in cinque anni ha dato validi risultati".

Nella sala conferenze dell' Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, in via Voghera, lo psichiatra Santo Rullo, consigliere anziano dell' Agenzia, ha aperto così la presentazione alla stampa dei risultati dell' azione dell' ACT nel quinquennio 2009-2013, dopo un breve saluto del Presidente, Luigi Maccaro ("Ringrazio tutti gli operatori, che ci hanno aiutato a tirar fuori il problema droga dalle secche dell'ideologia, e ci permetteranno, a fine mese, di chiudere in attivo il bilancio 2013"). E Padre Matteo Tagliaferri, altro membro del Consiglio d'Amministrazione: "Viviamo ancora, sul piano culturale, una disattenzione per le domande sottese all'uso degli stupefacenti, per quella naturale, quanto disperata, esigenza di significati, di qualcosa per cui vivere, che, insoddisfatta, spinge tanti giovani a rivolgersi alla droga.Se vogliamo realizzare le indicazioni dell' ONU, che recentemente ha ribadito l'importanza di combattere proprio la domanda di droga, dobbiamo capire, insomma, cosa spinge gli utenti a cercarla: appunto per questo, negli ultimi anni, abbiamo organizzato tanti incontri tra i nostri operatori, i giovani e le famiglie".

"Nel 2009 - ha ricordato Massimo Canu, direttore dell' ACT - iniziammo a seguire le linee guida approvate dal Consiglio Comunale: le prime dopo undici anni di attività dell' Agenzia, che tenevan conto degli obbiettivi del PAN, Piano d' Azione Nazionale per le tossicodipendenze, e del Piano dell' Unione Europea di lotta alla droga. Prima, l'80% del bilancio dell' ACT ( che nel 2008, preciso, trovammo in passivo, e abbiamo riportato poi in attivo) era speso per la riduzione dei danni da tossicodipendenza. Noi abbiamo cercato invece d' agire direttamente sulle persone piu' bisognose d'intervento, anche quelle potenziali: cioè abbiamo lavorato alla realizzazione, per la prima volta, di servizi per una vera prevenzione del ricorso alla droga, e la promozione di stili di vita piu' sani. Questo ha comportato anzitutto lo sviluppo di tutta la rete informativa dell' Agenzia, sul web e telefonica, in merito appunto alle possibilità di cura, asilo, disintossicazione degli utenti e loro reinserimento sociale: i servizi in formativi dal 2012 al 2013 sono cresciuti, in termini di contatti con gli utenti, del 28%. Con la facoltà di medicina della "Sapienza", inoltre, che ha varato un programma di studio sulla diffusione delle tossicodipendenze riguardante 16.719 persone, abbiamo realizzato un questionario che è stato somministrato a 5.086 individui. In complesso, dal 2012 al 2013 la massa di contatti tra i nostri servizi informativi e gli utenti ha avuto un aumento esponenziale, del 191% ".

"In sintesi - ha precisato ancora Canu - risultano estremamente migliorati i servizi di cura, riabilitazione e reinserimento socio-lavorativo dei tossicodipendenti ( cosiddetti servizi "Ad alta soglia", come la Comunità di Riabilitazione Residenziale di Città della Pieve e il Centro Residenziale di Reinserimento di Via del Risaro, gestiti dal CE.I.S, di don Mario Picchi e da alcune cooperative sociali): paragonando i dati 2012 e 2013, si nota che nel 2013 c'è stato un aumento complessivo di utenti pari al 24,1%, rispetto al 2012, segno che il lavoro svolto all'interno dei Servizi a soglia intermedia, nell'anno precedente, è stato efficace, consentendo d' accompagnare l'utente verso percorsi ad alta soglia, finalizzati appunto al suo recupero, e reintegro nel tessuto professionale e, ove possibile, familiare".

Tra i servizi, attivati all'interno del "Nuovo Quadro dei Servizi Cittadino" del 2012, figurano Centri a bassa soglia; nuovi percorsi a soglia intermedia (tra cui, due Comunità Residenziali di prima accoglienza e un Centro Diurno Semiresidenziale); i ricordati servizi potenziati di cura, riabilitazione e reinserimento socio-lavorativo; e quelli deputati alla Prevenzione (tra cui due Servizi di Prevenzione sul web e ben cinque di Prevenzione per le scuole secondarie di secondo grado, presenti in tutti i 15 Municipi romani).

Di disagio giovanile e ricorso alle droghe, questa testata, sin dal 1978-'79, s'è occupata spesso: cercando - come sua precisa scelta, per ogni tema affrontato - d andare sempre dietro le quinte, afferrando il nocciolo della questione. E' da fine estate scorsa, che l'attuale Giunta capitolina non fa mistero di voler chiudere un' Agenzia, appunto questa per le Tossicodipendenze, che in cinque anni, con un fitto lavoro sul campo, ha prodotto anzitutto la diminuzione annuale dei morti per droga a Roma (dato certificato dal Viminale), e cercato di promuovere tra i giovani uno stile di vita sano, fondato sul principio di dire no a qualsiasi droga, "senza se e senza ma", e vòlto al recupero delle enormi potenzialità - intellettive, spirituali, pratiche- presenti in ogni uomo. Se il sindaco Marino vuol chiudere l' ACT, riaffidandone i compiti alle ASL (e quindi, diciamo la verità, dandolo interamente in gestione a quello stesso giro di cooperative che da piu' di trent'anni, ormai, in parte se ne occupa), ne dica chiaramente i motivi: spiegando bene ai cittadini come continuerebbero ad essere forniti al pubblico i servizi dell' Agenzia, e con quale impiego dei soldi dei contribuenti.

FABRIZIO FEDERICI


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