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Recensioni

"Il Partito dei Magistrati"

libbNel suo ultimo libro, l'avvocato Maurizio Mellini, già deputato radicale e membro del CSM, denuncia "il male oscuro della giustizia italiana", la quale, da circa sessant'anni tende a sostituirsi al potere legislativo, nonché a quello esecutivo, creando una gravissima devianza e trasformando sempre più la magistratura in un "partito politico", con il risultato ultimo di destabilizzare l'intero sistema istituzionale. Lo sconfinamento parte da lontano, già nel dopoguerra e trova i primi appigli nell'ambiguo compromesso costituzionale. Il punto di svolta, tuttavia, arriva in seguito, con la necessaria gestione di due grandi emergenze, mafia e terrorismo: è allora che la giustizia scavalca irrimediabilmente i limiti delle sue funzioni. L'autore, attraverso questo memoriale che raggiunge toni quasi romanzeschi, tocca questioni tecnico-giuridiche quali la composizione del Csm, i tranelli del nuovo codice, i magistrati fuori ruolo, intrecciandole con storie nazionali come il caso Montesi e il caso Tortora, per giungere all'allarmante conclusione che questo sconfinamento è guidato da interessi politici più che da un'attività svolta in nome della giustizia; allarmante perché il pericolo che investe le istituzioni è sempre più radicato e, al contempo, meno visibile. Il linguaggio franco e sapientemente esplicativo si trasforma nel grido di una verità che ha bisogno di essere ascoltata, prima di tutto dalle vittime di questa corrotta evoluzione del diritto: la massa. Eppure è l'autore, per primo, a temere che la sua rimanga una testimonianza sterile, figlia di un garantismo sempre più utopistico e solitario. La conferma sta nella dedica, rivolta da lui stesso "a coloro che non leggeranno il libro con l'augurio che non se ne pentano" ; e forse ancor di più nella incisiva prefazione a cura di Giuliano Ferrara, il quale, con brevi, ma significative parole, sottolinea la stima verso uno scrittore che ha sempre avuto il coraggio di andare contro corrente quando c'era bisogno di riportare a galla verità di sopraffazioni celate dietro una coltre di ipocrisia, e non manca di confermarlo nella sua nuova opera quanto mai attuale in questo periodo di confusione e riforme per l'intera società, invitandola prima di tutto a riflettere su che è stato e che è, per avere gli elementi che le consentiranno di cambiare ciò che sarà.

 

Vanessa Pinato

Autore: Mauro Mellini con la collaborazione di Alessio Di Carlo

Editore: Bonfirraro Editore, Barrafranca (EN) – ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Prezzo Euro € 15,90 • Pagine: 201

ISBN: 886272036X


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"On the Sea"

http://in-giustizia.eu/images/stories/alatri_thumb307_.jpgChiama l'Italia e l'America le sue due patrie, gli piace stare a New York dove ha appena comprato una casa nel "Village" e si sente anche americano Alessandro D'Alatri, che ha da poco presentato il suo nuovo e bellissimo film "On the Sea", tratto dal romanzo "In bilico sul mare" di Anna Pavignano alla rassegna "Open Roads: New Italian Cinema", presso la Film Society of Lincoln Center di New York. Ha due occhi grandi e blu Alessandro D'Alatri che parlano di buono, come anche questo film, che pur trattando temi difficili come il lavoro nero in Italia, le morti bianche, la difficoltà di comunicazione tra classi sociali, l'abbandono in amore, riesce a trasmetterti, attraverso dialoghi e immagini, messaggi che lasciano qualcosa di bello in bocca, nell'anima, nel cuore, nello sguardo. On the Sea parla di un amore tra due ventenni, un amore vero, fatto di attrazione sincera, sentimenti autentici, passione irresistibile, sofferenza indicibile e inesplicabile, ma parla anche soprattutto di un amore a trecentosessanta gradi per la vita, per l'amicizia, per il comportamento giusto da tenere. Può apparire obsoleto parlare di comportamento giusto in un periodo storico nel quale ognuno sembra capace di ergersi a dio di se stesso, capace di dettarsi le regole da solo; che poi alla fine si riducono ad una sola: - " Mi conviene lo faccio, non mi conviene non lo faccio". E invece qui la storia è diversa, Salvatore, barcaiolo a servizio dei turisti sull'isola di Ventotene durante la stagione estiva, manovale in nero durante la stagione invernale, non si detta legge da solo ma segue quella del valore della vita sempre e comunque, anche a costo della sua, di vita. Durante una delle giornate di lavoro in nero, un ragazzone di colore con il quale aveva stretto amicizia perde l'equilibrio e precipita da un' impalcatura, Salvatore lo agguanta per le gambe e non lascia la presa fino a quando non arriveranno i soccorsi, ma quello sforzo enorme eccessivo prolungato gli provocherà lesioni che lo porteranno a sprazzi a perdere il controllo sulla mobilità delle gambe e di conseguenza la vita. Illuminante il colloquio con il proprio padre, che con sottintesi di parole gli vuole insegnare a vivere e la risposta di Salvatore che in un attimo lo smaschera : -" Mi stai dicendo che avrei dovuto lasciarlo cadere?". Come davvero a volte l'età non conta nulla...E il suo grande amore, Valentina, che arriva dalla Liguria per le immersioni, la sua grande passione, la sua grande illusione. Anche lei a modo suo, con il suo comportamento gli toglierà la capacità di camminare. Colta, di famiglia importante, con alle spalle un padre giornalista morto durante un servizio in guerra..anche lei non sarà capace di scegliere con altrettanta libertà e chiarezza dentro di sé. Il suo fardello e le richieste sociali la porteranno a scegliere qualcosa che forse non la renderà felice...Parla anche dell'eternità della vita "On the Sea". Sicuramente il film sembrerebbe non avere un happy ending se non fosse per quel celeste intenso con cui ci lascia, per le parole di Salvatore che mentre si avvia verso la sua nuova vita dice solo cose buone e per quel "Senza fine" di Gino Paoli che già da solo dice tutto. Il cast è composto da giovani esordienti: Dino Castiglio (Salvatore) e Martina Codecasa (Martina) che forti di un buon curriculum di studi alle spalle hanno dato il meglio sé e da attori già di provata esperienza come Nunzia Schiano, Vincenzo Merolla e Raffaele Vassallo. -" Ho capito subito che era quello che stavo cercando", ha dichiarato D'Alatri rispetto al romanzo della Pavignano. "Volevo qualcosa di fresco, che parlasse di giovani, osservandoli e stando con loro mi sono reso conto che sono smarriti e volevo realizzare un film fuori dagli schemi soliti del mercato cinematografico. Desideravo ritrovare una forte libertà espressiva e provare a girare un film come fanno tanti ragazzi che hanno pochi soldi, una videocamera digitale ma tanta voglia di realizzare un bel progetto." Il film infatti è stato girato in digitale, con una troupe ridotta al massimo e con un budget relativamente molto basso. E' sicuramente un film da vedere " On the Sea", pensare che doveva essere solo un esperimento per Alessandro D'Alatri..ma deve avere rappresentato qualcosa di importante, che è andato oltre le aspettative anche per lui, se si è fatto coniare in metallo il ciak di questo film e se lo porta sempre al collo. Da quello che mi ha detto è la prima volta che lo fa.

Anna Gorrieri


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Avvocato e mediazione

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIl ruolo dell’avvocato nella mediazione
Il volume oltre a illustrare gli aspetti normativi del fenomeno mediazione in Italia, con riferimento altresì al recentissimo Decreto ministeriale 180/2010, il volume funge da guida pratica per gli avvocati al fine di trarre il massimo vantaggio dalla mediazione. Storie di 'mediazione vissuta', aneddoti e spunti di riflessione accompagnano il lettore lungo un percorso professionale decisamente nuovo e stimolante: da prima che la mediazione inizi, ai momenti successivi al verbale di conciliazione.

Autori: Giuseppe De Palo - Leonardo D’Urso – Rachele Gabellini

Editore: Giuffrè Editore

Prezzo Euro € 25,00 • Pagine: 216

ISBN: 9788814158735


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Stalking e tutela penale

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIl volume in questione assegna una rilevanza particolare al nuovo reato degli atti persecutori, agli istituti al medesimo connessi e ai profili comparatistici, sociologici, psicologici e medico legali del fenomeno di stalking. Uno sguardo analitico ai singoli articoli del decreto ed alle modifiche al Codice penale in tema di aggravanti del delitto di omicidio, al Codice di procedura penale in relazione alle nuove ipotesi di arresto obbligatorio, all'obbligo di applicazione della custodia cautelare in carcere, alla misura del divieto di avvicinamento, alle nuove indicazioni in tema di assunzione della prova. Senza dimenticare i ritocchi al Codice civile, alla legge sull'ordinamento penitenziario, al gratuito patrocinio, sino alle nuove indicazioni sull'assistenza alle vittime dei reati sessuali. Vi sono anche osservazioni sulle ricadute in materia civilistica della nuova fattispecie penale "atti persecutori", con particolare riguardo alla risarcibilità del danno e alla lesione di interessi costituzionalmente protetti.

Carmen Langellotto

Autore: Cesare Parodi
Editore: Giuffrè Editore
Prezzo Euro € 29,00 • Pagine: 305
ISBN: 9788814150500


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Il "gladiatore" della letteratura

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOHa due stelle luminose al posto degli occhi Margaret Mazzantini. La incontro in occasione dell'uscita negli Stati Uniti del suo romanzo "Venuto al mondo", in Italia edito da Mondadori e negli States da Penguin con la traduzione di Ann Gagliardi e il titolo "Twice Born".
Twice Born narra di Gemma e della sua struggente storia d'amore con Diego conosciuto a Sarajevo anni prima e della estrema e disperata ricerca della maternità dalla quale è stata pervasa. Chiamata di nuovo in quella città Gemma si immergerà con forza nei meandri delle vie della città che è stata dilaniata dal conflitto bellico, in un percorso a ritroso nel suo passato con al suo fianco questa volta il figlio Pietro…
D. Tu scrivi romanzi molto intensi, che vanno ad incidere sull'essenza dell'essere umano e sulla necessità di rimeditare le scelte. Cosa ti spinge a toccare queste corde?
R. Uno scrittore non sa mai come arriva a scrivere un libro scegliendo un tema piuttosto che un altro. Quando scrivo, scrivo e basta. Sono trascinata come da una febbre, da un sentimento, da una nostalgia, dal voler restituire qualcosa. Uno scrittore ha i sensi che si dilatano, tu catturi le cose del tuo mondo, quelle che ti fanno soffrire, che ti inteneriscono, che ti commuovono, che ti divertono. Penso che questo libro sia nato nel 1991, quando ho avuto il mio primo figlio, Pietro infatti, il figlio di Gemma, ha gli stessi anni di mio figlio. Mi ricordo la nascita, il senso di speranza che mi accompagnava, la voglia di credere, sperare nel futuro e avere uno sguardo ottimista sulla vita. Io allattavo e ricordo che passavano in televisione le immagini della guerra a Sarajevo e credo proprio che il sentimento iniziale sia stato lo strappo tra questa mia voglia di sperare e l'orrore che cominciava ad entrare nella mia quotidianità. Perché quella è stata la prima guerra veramente filmata che è entrata nelle nostre case con disinvoltura. Adesso è un'abitudine convivere con l'orrore, siamo seduti sui nostri divani, chiacchieriamo, ci mettiamo la crema, facciamo gli spaghetti e nel frattempo...
D. Quanto è importante per te inviare messaggi attraverso ciò che scrivi?
R. Penso che uno scrittore si debba interrogare, io poi non credo mai di voler spiegare qualcosa. Ma adesso ad esempio mi stanno scrivendo tanti ragazzi per dirmi che non sapevano niente della guerra e che attraverso questo romanzo si sono resi conto di una situazione a loro sconosciuta. Questo è molto importante perché la letteratura può avere veramente una funzione altissima.
D. Che valore ha l'uso della metafora nella tua scrittura?
R. Io lavoro attraverso le metafore e i simboli. Ognuno di noi ha dei dolori murati che non riesce a superare, poi può accadere di leggere in un romanzo della morte di un gatto e si piangono tutte le lacrime che non si sono versate per la morte di qualcuno molto caro. Ciò capita, la metafora ha una grande forza evocativa. Io non ho mai scritto per cincischiare, in realtà sono sempre partita come un gladiatore per voler raccontare le cose importanti della vita con grande forza e con grande dignità mettendocela tutta e provandoci, perché non è detto che tu ci riesca. Quando parlo della scrittura uso la metafora dello sprofondamento, del tunnel, è veramente scendere cento metri sotto il mare a cercare una luce e poi devi farcela a tornare su. E’ veramente un immergersi nel profondo e questo senso di profondità c'è anche in Gemma, nella sua volontà di procreare che la rende sì una donna adulta ma anche un essere preistorico, una donna menomata che cerca come un cane randagio qualcosa, sfida tutto pur di avere un figlio. Diventa anche opaca, brutta, perché ha il coraggio di essere tutto e alla fine incontrerà la maternità nell'utero nero di questa guerra, che poi era quello che volevo raccontare: come dall'orrore possa nascere qualcosa che ti possa restituire la speranza e questo figlio che nonostante tutto il male del mondo, della storia, incontra lei, incontra il suo bisogno.
D . Amori imperfetti, storie imperfette dalle quali nasce la vita?
R. C'è qualcosa di positivo nel fatto che siamo tutti imperfetti perché questo ci lega e lega anche i personaggi del libro. Questo è un libro di tanti padri e di tante madri, passa di padre in padre e alla fine i padri sono i lupi, è il male assoluto. E’ un libro su chi sono gli altri, su chi sono quelli che stanno con noi in metropolitana, su chi sono i nostri figli.
Twice Born di Margaret Mazzantini richiama i dipinti del Caravaggio, mostra neri scenari improvvisamente illuminati da tagli di luce che evidenziano un particolare della scena, talmente importante o evocativo da far passare in secondo piano tutta l'oscurità circostante.

Anna Gorrieri

 

 

 


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