Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

    Guarda la Cookie Policy

Etica

"Il Lazio: Passato e Futuro"

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOUna analisi dell’ On. Francesco Saponaro.

Lunedì 14 marzo u.s. a Roma, sulla bella terrazza dell’Hotel dei Consoli, si è svolta la presentazione del libro “Il Lazio: passato e futuro”, un’approfondita analisi dell’On. FRANCESCO SAPONARO, Presidente della Commissione Regionale P.M.I.

Nel libro l’Autore esamina le sfide economiche che attendono il Lazio, affrontando le attuali criticità del sistema imprenditoriale e formulando proposte per il rilancio dell’economia, con particolare attenzione ai giovani, alle dinamiche innovative dello sviluppo e alla salvaguardia delle PMI tradizionali. Francesco Saponaro, eletto nel 2010 con la lista Polverini, già consigliere regionale nel 2005, assessore alle Attività Produttive con la Giunta Storace nel 2000 ed in precedenza segretario generale della Confcommercio Roma, ha sempre svolto un dialogo fattivo con le istituzioni locali e con le forze attive del territorio, avanzando proposte concrete per tutelare i consumatori e sostenere le imprese, divenendo un autorevole punto di riferimento del sistema sociale ed economico del Lazio.La conferenza è stata aperta dal Dr. ANDREA BACCHERINI, Presidente dell’Associazione “Nero su Bianco”, che ha sottolineato le tematiche economiche riguardanti la Regione Lazio, passando poi la parola al Dr. FRANCESCO GUZZARDI, dirigente Cisl e direttore del periodico “Conquiste del lavoro”, nonché coordinatore dell’incontro, che ha affermato come oggi ci si debba impegnare per trovare risorse e soprattutto come ben impiegarle. Infatti, le problematiche del Lazio di fronte alla globalizzazione devono essere innanzitutto ben affrontate e gestite…la Germania non a caso è uscita dalla crisi per prima in Europa, in quanto il suo export è rivolto alla Cina e all’India, ove non si registra alcuna crisi. In questo settore l’Italia si sta invece appena affacciando, con un 8% dell’esportazione in tale area. Infine è importante anche ciò che si può fare a costo zero, come ad esempio la semplificazione fiscale.

Il Dr. STEFANO COMMINI, presidente giovani imprenditori Confindustria- Lazio, alla domanda se le parti sociali oggi debbono o possono agire indipendentemente, ha risposto che in mancanza di interlocutori le aziende devono necessariamente organizzarsi e fare gioco di squadra, in quanto – isolatamente – non vi sono prospettive. In Italia, ove la sanità ha  un debito pazzesco e l’Irpef un carico insopportabile, le aziende si devono necessariamente organizzare in modo sistematico ma, a volte c’è carenza di interlocutori e, con riferimento a Saponaro, purtroppo una sola persona “non fa un istituto”.

Sulla domanda riguardante l’ipotizzato grande distretto per la nautica tra Ostia e Fiumicino, COMMINI ha risposto che su tale progetto si parla da tempo, ma per la realizzazione  occorrono sinergie. Roma ha un’altissima concentrazione di università e di centri ricerca, ma oggi ci vuole un’internazionalizzazione: è questa una necessità, soprattutto verso i paesi dove il Pil cresce a due cifre. Bisogna investire, fare infrastrutture nei nuovi paesi, conquistare mercati, creare nuovi bacini d’utenza, nonostante il disinteresse dei nostri grandi gruppi.

Il prof. PAOLO MAZZOLETTI, docente Marketing alla Luiss, su ciò che bisognerebbe fare per sviluppare le P.M.I, afferma che da noi c’è troppo individualismo, mentre occorre invece fare sistema e lavorare insieme per il bene comune. Non si può pensare di nominare amministratori solo per la loro fede politica: amministrare significa avere una condivisione e per lavorare occorre un contesto nazionale, con obiettivi comuni, senza i quali il paese avrà grossi problemi di competitività e di crescita. MAZZOLETTI, inoltre, riflettendo sull’odierno predominio della finanza sull’economia, ha evidenziato i dati impressionanti sulla entità della speculazione rispetto ai Pil nel mondo, superiore di ben tre volte e la esplosività di tale situazione; la complessità dei mercati richiede una immediata regolamentazione. Al di là delle proposte indicate da Saponaro per la Regione, le difficoltà esistono e ciò richiede un momento di riflessione. Sempre secondo MAZZOLETTI la nostra classe accademica è restia a cedere potere, c’è poca collaborazione col mondo produttivo, le nostre università nel mondo non sono ai primi posti, tanto che la prima di esse si trova al 40° posto delle classifiche internazionali, illustrando come anche nelle recenti riforme della scuola, pur in presenza di intuizioni giuste, scarseggiano tutti quegli investimenti indispensabili nella cultura e nella ricerca.

GUZZARDI, colloquiando con i suoi interlocutori, ha anche evidenziato che oggi in Italia le tasse sono tante, come quelle sulla benzina: £.1,90 sono per il rifinanziamento della guerra in Etiopia del 1936, altre per la crisi di Suez del 1956, poi per la catastrofe del Vajont, per l’alluvione di Firenze, per i terremoti del Belice, del Friuli e dell’Irpinia, per le missioni in Libano e in Bosnia, mentre la benzina in fondo non costerebbe oltre i dieci dollari al barile e spesso molto meno… Il resto è speculazione! GUZZARDI ha anche ricordato come in Europa il 99% delle imprese siano piccole e medie, occupando circa 150/milioni di lavoratori e come ciò, stranamente, non riesce ad essere un volano per i giovani nel campo dell’occupazione.

Il Dr. ARNALDO ACQUARELLI, presidente della fondazione “Etica ed Economia”, ha evidenziato l’influenza dell’economia e finanza, rispetto ad altri valori fondamentali. In Italia ci sono ad esempio 280.000 leggi contro le 5.900 in Francia; da noi la politica si interessa di tutto, anche ove basterebbe una semplice circolare, dimenticandoci allo stesso tempo dei costi sulla benzina. I problemi della finanza sono stati portati dalla bolla speculativa ma, dove non c’è un’economia di fondo, i nodi presto o tardi vengono al pettine. L’etica e l’economia inoltre sono state da sempre separate, ma non può esserci economia se non è un’economia responsabile, che guardi al bene comune, a partire dalle scuole. Non si può agire solo individualmente o per la difesa di interessi particolari. Ci vorrebbe oggi un’autorità sovrannazionale che organizzi la finanza e l’economia mondiale. Il Lazio è infatti incardinato in Italia, questa in Europa e l’Europa nel mondo. Siamo insomma una rete, facciamo parte di un mondo. Così dal Giappone il disastro delle centrali atomiche arriverà presto o tardi alla finanza e poi all’economia reale.

Il libro di Saponaro compie una interessante indagine sulla situazione economica del Lazio, non elencando solo ciò che non funziona, ma offrendo uno studio su numerosissime proposte per la Regione. Ciò in quanto l’autore non proviene dal mondo della politica, ma da quello degli scout, ove ha iniziato la sua attività, poi è passato alla Confcommercio prima di diventare assessore alle attività produttive. Oggi purtroppo in Italia mancano persone esperte che conoscano bene la materia e le difficoltà; infatti bisogna anzitutto conoscere bene i fenomeni, per poi intervenire efficacemente. Inoltre ACQUARELLI ha risposto a GUZZARDI (che ricordava come il welfare abbia garantito in passato certe condizioni - ora non più esistenti) come oggi il welfare nel mondo sia agonizzante. Ad esempio, l’Inghilterra sta sperimentando in questo campo nuove possibili soluzioni, spostando il welfare da un sistema centralizzato alle persone, che vengono così maggiormente responsabilizzate. Per la sanità, ad esempio, viene indicato un budget personale ed i servizi si stanno autogestendo con grande successo grazie al volontariato, conseguendo un  risparmio fino al 50%. E’ questa un’economia sociale che ci può liberare dai servizi centralizzati.

Infine SAPONARO, nel suo intervento riepilogativo, ha illustrato la necessità di riprogettare il “concetto di amministratore pubblico”. Amministrare il Lazio oggi è assai complesso perché non esiste  una classe di amministratori all’altezza, essendo stati questi eletti in una lista civica di persone spesso prive di esperienza amministrativa, senza alcun rapporto col territorio. Il libro dà una valutazione su ciò che è stato fatto negli ultimi anni. Quello che è mancato sono state soprattutto le scelte e la preparazione culturale necessaria per capire le esigenze e le problematiche del territorio.

Saponaro ha quindi ribadito come nel nostro paese esiste purtroppo una molteplicità di leggi, un autentico ginepraio, tanto da dover operare costantemente una serie di semplificazioni, come egli stesso, durante la sua attività di assessore nel settore dell’artigianato, ha proceduto, passando da 700 a 76 leggi ! Leggi che poi risultano tutt’ora spesso difficili, necessarie di spiegazioni, interpretazioni e soprattutto di semplificazioni. Altra cosa da rilevare è che spesso opere realizzate, come la Nuova Fiera di Roma o la Nuvola di Fuksas, non offrono i risultati auspicati in quanto non sono inserite nel circuito culturale di Roma, né inserite in un contesto di internazionalizzazione; mentre si riscontrano buoni risultati con l’Auditorium, evidentemente perché è gestito bene.

In conclusione ci vuole sussidiarietà, oggi gli enti pubblici non riescono più a gestire il territorio e tra società civile e Regione non c’è dialogo. Occorre costruire progettualità, con ingegno e fantasia, per il bene comune. A giugno uscirà una 2^ parte del libro, che costituirà un nuovo documento per affrontare l’evoluzione dei concetti di rappresentatività, di progettualità, di imprenditorialità.

 

Giuliano Marchetti

www.consulpress.it

 


Add a comment

Telemarketing: le regole del Garante

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIn concomitanza con l'entrata in funzione del Registro pubblico delle opposizioni, introdotto dalla recente normativa che ha modificato le regole del telemarketing, il Garante privacy ha fissato i limiti entro i quali gli operatori del settore potranno utilizzare i dati personali degli abbonati presenti negli elenchi telefonici per effettuare chiamate con operatore ai fini di invio di materiale pubblicitario, vendita diretta, ricerche o comunicazioni commerciali.

Infatti, gli abbonati che non desiderano ricevere telefonate pubblicitarie dovranno iscriversi al Registro, gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni. E proprio per assicurare che la volontà dei cittadini venga effettivamente rispettata, il Garante ha imposto alle imprese una serie di obblighi: le società che operano nel settore del telemarketing non potranno più contattare i numeri degli abbonati che si sono iscritti nel Registro; se un abbonato ha chiesto a una determinata azienda di non essere più disturbato, quell'azienda dovrà rispettare la sua volontà anche se l'abbonato non si è iscritto al Registro; la singola azienda che abbia invece ricevuto in passato il consenso dell'abbonato a ricevere telefonate promozionali, potrà contattarlo, anche se questi è iscritto nel Registro. Tale consenso, che dovrà essere documentabile per iscritto al Garante, potrà comunque essere ritirato in qualunque momento. Con l'entrata in funzione del Registro viene meno anche la possibilità di utilizzare le numerazioni telefoniche contenute in banche dati comunque formate (comprese quelle costituite utilizzando i dati estratti dagli elenchi telefonici prima del 1° agosto 2005), senza aver prima acquisito un consenso ad hoc. Per quanto riguarda le numerazioni presenti in pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque (ad es. albi professionali) esse potranno essere utilizzate solo se le telefonate promozionali risultino direttamente funzionali all'attività svolta dall'interessato (sempre che questi non si sia opposto) o se il telemarketing sia previsto dalla normativa di riferimento. L'avvio del Registro non modifica le regole finora usate  per la pubblicità  via posta o effettuata con strumenti diversi dal telefono (ad es. posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms o Sms, chiamate automatizzate senza operatore) che prevedono sempre e comunque la richiesta di un consenso preventivo e informato dell'utente.

Il mancato rispetto delle prescrizioni dell'Autorità comporta l'applicazione di una sanzione da 30mila a 180mila euro, che potrà raggiungere, nei casi più gravi, i 300mila euro. (www.garanteprivacy.it)


Add a comment

Un uomo di giustizia

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOL’ampia visione di Giovanni Paolo II, appassionato difensore della dignità della persona nella sua integralità.

 

Viene alla mente il famoso episodio biblico (Genesi 18) in cui Abramo, al fine di evitare la distruzione di Sodoma e Gomorra, intercede presso Dio chiedendo: «Faresti tu perire così il giusto insieme con l’empio?». Dio lo rassicura a condizione che si trovino almeno dieci giusti; ma i dieci giusti non si trovarono.

E oggi si troverebbero? E chi è giusto? «Beato l’uomo che retto procede,/che non entra in consiglio con gli empi;/ […] ma nella legge di Dio si compiace/ e la medita il giorno e la notte», recita il Salmo 1. Da questo spunto iniziale del Salterio emerge la figura del “giusto” (iustum) come uomo retto, che procede cioè sulla retta via, che vive secondo la verità di Dio e i suoi divini precetti.

Giovanni Paolo II su questa via ha camminato di sicuro e la sua vita si è svolta in conformità al volere di Dio.

Egli, pertanto, è stato un uomo giusto. E per il giusto Dio è sempre prodigo di beni: «...l’uomo che teme il Signore, ogni cosa che fa, riesce bene», recita ancora il Salmo 1. Nel caso di Giovanni Paolo, possiamo dire, ciò si è verificato abbondantemente sia prima sia dopo l’ascesa al soglio pontificio.

Già da giovane studente e seminarista nella sua Polonia occupata dai nazisti e poi dai comunisti, non si è sottratto a prove e sacrifici duri e difficili, mantenendo sempre fedeltà alla sua coscienza e coerenza ai suoi convincimenti; come anche più tardi da sacerdote e vescovo, sempre nella sua Polonia, in una realtà sociale e politica dominata da una ideologia atea e illiberale; e, infine, nel corso del suo lungo pontificato, mettendo sempre al primo posto Dio e l’uomo, in ogni situazione, pagando di persona e testimoniando fino all’oblazione di sé l’amore per gli ultimi, la fede e il coraggio della speranza. Egli è stato così realmente, anche sotto questo aspetto, vicario di Cristo,che è il giusto per eccellenza.

A dare ulteriore forza a questa affermazione può bastare il richiamo ad alcuni avvenimenti straordinari della sua vita. Primo, il perdono offerto all’uomo che, senza una ragione apparente, aveva tentato di ucciderlo in Piazza S. Pietro il 13 maggio del 1981. L’immagine del Papa seduto accanto ad Ali Agca nella cella del carcere, le due teste quasi che si toccano in un atteggiamento di profondo e intimo colloquio, è penetrata nella coscienza del mondo e appartiene ormai alla storia.

Secondo, l’ingresso nella sinagoga ebraica, la prima volta di un Papa dopo duemila anni, e l’incontro col rabbino capo di Roma Elio Toaff nel 1986, nel corso del quale pronunciò le parole famose con cui riconobbe gli Ebrei “nostri fratelli maggiori nella fede”, ha rappresentato una svolta storica di grande significato e valore, ratificata più tardi con la visita a Gerusalemme e la preghiera sotto al Muro del Pianto. Terzo, quasi simmetricamente al primo, la richiesta di perdono, fatta pubblicamente in occasione del Giubileo, per le colpe e gli errori commessi nel passato dalla Chiesa di Roma.

L’umanità intera è stata da lui assunta come unica famiglia, all’interno della quale deve regnare il dialogo e l’amore.

Si tratta, come si può vedere, di atti e scelte di grande rilevanza pubblica ma anche di enorme valore etico e religioso, atti che nella misura in cui penetrano nella nostra coscienza sono capaci di fecondare e migliorare la nostra esistenza.

Il giusto allora, in quanto uomo di Dio, «sarà com’albero piantato / su rivi di acque correnti, / che dà frutto nella sua stagione, / né una foglia (a terra) ne cade. / Il suo cammino è ben noto a Dio / e non va alla rovina come la via degli empi » (Salmo 1).

In una prospettiva non biblica ma più squisitamente giuridico- sociale il discorso non cambia. Il diritto positivo riesce a garantire una sufficiente giustizia tra gli uomini nella misura in cui non contrasta col diritto naturale, fondato sull’ordine stabilito da Dio. Giusto, dunque, è colui che rispetta il ius, ma è sufficiente? La giustizia senza amore è vera giustizia?

Quante volte sperimentiamo la profonda verità racchiusa nel principio summum ius, summa iniuria? Non a caso nella riflessione ecclesiale la giustizia si accompagna alla carità.

E’ la carità che anima e vivifica ogni cosa.

«Se non ho la carità, io sono un bronzo che risuona o un cembalo che squilla» ci insegna San Paolo.

Giovanni Paolo II è stato un uomo giusto perché vissuto nell’amore di Dio.

Perciò egli, come già il padre Abramo, potrà contare su una discendenza numerosa come le stelle del cielo e la sabbia del mare. E sul suo esempio la nostra vita potrà divenire sicuramente più umana e la terra avvicinarsi sempre di più al cielo.

 

 


Add a comment

Orazione in memoria

Papa Giovanni Paolo IILa morte di Papa Giovanni Paolo II. La profonda fusione tra ragione e sentimento.

 

Questo non è un epinicio, o semplice memento. E’ atto di partecipazione, personalissima, espressa da cittadino dell’Umanità, da cittadino del mondo del Diritto. Non escludo che la partecipazione sia ispirata da pathos per l’addio, forse limitato al tempo della vita, forse circoscritto all’apparire reale, del Padre Santo. Ma l’imput, è fornito dal ricordo e dalle infinite quanto profonde, incidenze dei gesti, delle mani congiunte in preghiera, delle dita benedicenti, delle parole pronunciate, anche quando divennero incerte le dita, sincopate le parole.

Erano pronunce di quella pace così frequentemente e drammaticamente infranta, di esortazione, quasi di tono impositivo, al rispetto dei principi di libertà, di coesione, di giustizia.

La Sua lunga vita, umana e pontificale, fu testimonianza di ispirazioni e di aspirazioni, nel segno profondo dello Spirito, che costituiscono il Suo retaggio, il Suo compendio ereditario, il più vero, il meno oppugnabile.

E’ mio profondo convincimento che nel Padre Santo trovassero indissolubile fusione gli elementi concettuali dell’illuminismo e dell’umanesimo. Fusione tra ragione e sensibilità, intesa questa come adesione intima all’intimo.

Encicliche, decreti, scritti pontificali, sono fonti di diritto, non soltanto di tipologia canonica. Da radici giuridiche ispirati, costituiscono indirizzi comportamentali erga omnes, ed indicano sentieri ben inseribili in un più ampio contesto normativo ed in un più esteso corpus legis.

E pure appaiono in simbiosi, con le sottili vibrazioni della spiritualità, che privilegiano le esigenze dell’io, conscio o inconscio, valorizzandone provenienza ed essenza, e proiettandole nel mondo del concreto. Percepisco, per questo, il coinvolgimento nella sfera del Diritto, ove coesistono gli aspetti dell’essere e gliaspetti dell’esistere, il rispetto dei primi, la tutela garantistica degli altri.

Attuazione delle norme, interazione con la conformazione stessa della essenza umana, rappresentano elementi costitutivi del diritto e del suo mondo.

“Sensibilità ed affabilità”, “prudentia, sollertia, diligentia, vigilantia”, (v. il tacitiano “Dialogo degli Oratori”, il ciceroniano “Discussioni Tuscolane”).

Tutte Egli osservò, tutte a Lui si addicono.

Il Padre Santo, che si rivolgeva alle menti ed ai cuori ritenendoli, come giusto, membra vive ed operanti dell’essere, nella Sua ecumenicità, nel tentativo di coniugare per l’Umanità intera i principi dell’essere e dell’esistere, dispose che il suo sepolcro fosse nella terra. E’ sintomatico: il ritorno alla fonte della vita, alla natura del reale, alla genetrix corporea, vibrante anche nei minuscoli cumuli di quella sua originaria, appaiono componenti di quel flusso ciclico che, anche in senso esoterico, dalla esistenza conduce alla non esistenza, confluente nel Supremo intangibile.

Non casualmente, credo, era Suo tutor la Madre Celeste, la genetrix Suprema, conclamata vero simbolo del Pontificato; e non casualmente egli teneva a Sé avvinta la Croce, che alla Madre riconduceva, poiché concepita e vissuta nel segno del Figlio.

Non posso non congiungere questi segni alla tangibile presenza della sofferenza, che fu tributo silente e assoluto alla Madre ed alla Croce, in profonda, consapevole adesione alla prima quale fonte di vita, alla seconda quale testimone della presenza dell’Essere a sublimazione della vita stessa.

Tali estremi costituiscono la connotazione della rappresentanza, da parte del Padre Santo, della presenza del Cristo in terra. E’ nel nome Loro, della Mater genetrix e della Croce, che Egli propagò, nel mondo, i principi della libertà e della pace, coniugandoli: non può esistere questa senza il rispetto e la tutela dell’altra. Sono principi, anche, di diritto puro, dei quali costituiscono fonte primigenia, essendo finalizzati alla tutela di condotta giusta ed equa, ed alla riprovazione di turbative comunque connotate. La partecipazione di quanti hanno reso, e renderanno, omaggio al sepolcro del Padre Santo, e di quanti hanno versato lagrime quando è stato, ma solo in apparenza, sottratto agli sguardi per essere introdotto là dove giace Pietro, è solo fugace, transituro momento. Il “quaesivi, sed non inveni” pronunciato con disperazione dallo scrittore Augusto Guerriero, per non aver attinto alla Fede in prossimità della fine della vita, si attenua, ora, nell’omaggio doveroso al Padre, che ha saputo dispensare, con umiltà e con amore, principi di giustizia, di fiducia, di equità. E non possiamo non indulgere, con serenità al “qui credit in me, non morietur”.

 

Mario Barca*

Avvocato del Foro di Roma, Giudice di Pace in Civitavecchia


Add a comment

Il crocifisso in tribunale

Si riapre una questione "spinosa". avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLO

 

Basta poco per riaccendere la miccia al dibattito sulla giustificata o meno presenza del crocifisso nelle aule di Tribunale o nelle scuole pubbliche. Questa volta il ‘pretesto’ per riaprire la questione è la notizia che Michele Duchi, presidente del Tribunale di Ragusa, ha fatto togliere i crocifissi appesi nelle nuove aule dell’appena edificata sezione distaccata del Tribunale di Vittoria. Duchi aveva già respinto la richiesta inoltrata dal locale Ordine degli avvocati nel 2005 di rimettere al suo posto, nelle aule di Ragusa, il simbolo religioso della cristianità. ‘L’Italia è uno Stato laico’, risponde a chi gli chiede della sua presa di posizione; concetto ribadito anche dalla Corte Costituzionale in svariate sentenze, che si basano su ciò che dice il dettato costituzionale agli art. n. 7, 8 e 20; ma quando si ricomincia a parlare di togliere crocifissi dalle aule scolastiche o dalle aule di Tribunale non sono in molti a pensarla come lui.

Lo schieramento dei contrari di solito non nega il principio riconosciuto della laicità dello stato ma ricorda come la maggioranza degli italiani si riconosca comunque nella religione cattolica e quindi nel suo simbolo, il crocifisso.

Dal canto loro, i favorevoli dicono che la presenza del simbolo di un’unica religione contrasta con il principio della pluralità delle confessioni.

Andando a ritroso nel tempo ricordiamo che nel 2003 il dibattito si era infiammato per il ricorso d’urgenza presentato al Tribunale dell’Aquila da Adel Smith, presidente dell’Unione musulmani d’Italia, il quale chiedeva la rimozione del crocifisso dalle aule della scuola elementare frequentata dai figli.

All’epoca si mossero tutti, dal Ministro della Giustizia Castelli alla Cei, contro la sentenza del giudice Mario Montanaro, che condannava l’istituto a rimuovere il crocifisso.

Più recente (2008) è la sentenza del Tribunale dell’Aquila che ha condannato il giudice del Tribunale di Camerino, Luigi Tosti, ad un anno di reclusione per essersi rifiutato nel 2006 di fare udienza in aule dove era presente il crocifisso. Una questione di non facile soluzione se lo stesso Tribunale nel giro di pochi anni ha emesso due sentenze così diverse.

Per ora tutto rimane com’è, in attesa della prossima notizia che scalderà gli animi religiosi e laici degli italiani.

 

 

Federica Teresa Calcioli 


Add a comment
Banner

Newsletter

Newsletter

Immagini da In-giustizia 

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/348377IMG_2330.JPG

404

404: Not Found Sorry, but the content you requested could not be found Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/466707Antonio_Di_Pietro.JPG

La riforma organica della magistratura onoraria

 Nell’ultimo decennio, per contenere l’arretrato giudiziario e alleggerire il carico di lavoro dei magistrati togati, la giurisdizione é stata devoluta sempre più ai magistrati onorari, sia aumentando progressivamente la competenza Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/653028Immagine_015.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/576096Romolo_Reboa_078.JPG

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/585707NI2_4866.jpg

Ricadute sugli uffici e sul personale giudiziario della riforma

La parola a Paola Saraceni, Segretario nazionale UGL Ministeri.   Le modifiche apportate dalla riforma del processo civile a detta di molti determinerà un eccezionale aggravio per l’attività giudiziaria in generale ed Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/221145Immagine_008.JPG

Il sistema giustizia per Santacroce

Incontro con il Presidente della Corte di Appello di Roma   Questo doveva essere il resoconto di un’intervista a tu per tu con il Presidente della Corte d’Appello di Roma, Dott. Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/447772Immagine_007.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/975780Distribuzione_giornale_1993_33.jfif

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/97025316_dicembre.JPG

"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto