Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

    Guarda la Cookie Policy

Diritti

Non solo carcere

Gli operatori delle strutture penitenziarie ed i detenuti sono attivi su molti fronti.

 

Il carcere non è solo il triste luogo immaginato da molti. Sia gli operatori delle strutture, soprattutto la polizia penitenziaria, che i detenuti stessi, svolgono molte attività.

DAP - Polizia penitenziaria

La Polizia penitenziaria, e in genere il Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria, è operativa anche di al di là delle tradizionali funzioni ufficiali. In tempi recenti, per quanto riguarda ad esempio la formazione interna ed esterna, si può citare il caso del Te.M.In.Cri, il master universitario di II livello su “Teorie e metodi nell’investigazione criminale”, organizzato dall’Università di Roma La Sapienza (Facoltà di Scienze della Comunicazione, Dipartimento di Sociologia e Comunicazione, Cattedra di Criminologia), in collaborazione col DAP e la Polizia di Stato (Servizio Centrale Polizia Scientifica, Unità Analisi Crimine Violento). Nel settore dello sport la PP è riuscita ad inviare ben 9 atleti ad Atene per le recenti Olimpiadi, e con ottimi risultati.

Detenuti

Molti detenuti hanno svolto o stanno svolgendo attività lavorative, culturali o sociali nell’ambito delle strutture penitenziarie.

Ha avuto un grande riscontro l’iniziativa “Telelavoro Info12 a San Vittore”, cioè la realizzazione di un centro per l’assistenza clienti per il quale lavorano i detenuti del carcere. Un altro esempio è quello dell’iniziativa di Ferragosto a Verbania, dove i detenuti hanno affiancato le guardie del Corpo Forestale in alcune operazioni a difesa dell’ambiente. Ancor più le note le numerose iniziative a scopo culturale-artistico, soprattutto nel settore del teatro, che hanno avuto anche risonanza sulla stampa.


Add a comment

Detenuti: corrispondenza più libera

Il Senato ha recentemente approvato il Disegno di Legge di iniziativa governativa 2466 che prevede nuove disposizioni in materia di visto sulla corrispondenza dei detenuti.

 

Il Senato ha recentemente approvato il Disegno di Legge di iniziativa governativa 2466 che prevede nuove disposizioni in materia di visto sulla corrispondenza dei detenuti.

Il DL deve passare ora alla Camera per l’ultima approvazione.

Si prevede l’inserimento nella legge 354 del 26 luglio 1975 di un articolo 18-ter, il cuore della legge, secondo il quale per esigenze attinenti le indagini o investigative o di prevenzione dei reati, ovvero per ragioni di sicurezza o di ordine dell’istituto, possono essere disposti, nei confronti dei singoli detenuti o internati, per un periodo non superiore a sei mesi (prorogabile per periodi non superiori a tre) una serie di provvedimenti: le limitazioni nella corrispondenza epistolare e telegrafica e nella ricezione della stampa; la sottoposizione della corrispondenza a visto di controllo; il controllo del contenuto delle buste che racchiudono la corrispondenza, senza lettura della medesima (in questo caso l’apertura delle buste che racchiudono la corrispondenza avviene alla presenza del detenuto o dell’internato).

Questo disposizioni non si applicano qualora la corrispondenza epistolare o telegrafica sia indirizzata ai soggetti indicati nel comma 5 dell’articolo 103 del codice di procedura penale (difensori, consulenti tecnici e loro ausiliari), all’autorità giudiziaria, alle autorità indicate nell’articolo 35 della presente legge, ai membri del Parlamento, alle Rappresentanze diplomatiche o consolari dello Stato di cui gli interessati sono cittadini ed agli organismi internazionali amministrativi o giudiziari preposti alla tutela dei diritti dell’uomo di cui l’Italia fa parte.

I provvedimenti vengono adottati dal magistrato di sorveglianza con decreto motivato, su richiesta del pubblico ministero o su proposta del direttore dell’istituto, nei confronti dei condannati, degli internati e degli imputati dopo la pronuncia della sentenza di primo grado. Invece, nei confronti degli imputati, fino alla pronuncia della sentenza di primo grado, i provvedimenti vengono adottati dal giudice indicato nell’articolo 279 del codice di procedura penale; se procede un giudice collegiale, il provvedimento è adottato dal presidente del tribunale o della corte di assise.

L’autorità giudiziaria, nel disporre la sottoposizione della corrispondenza a visto di controllo, se non ritiene di provvedere direttamente, può delegare il controllo al direttore o ad un appartenente all’amministrazione penitenziaria designato dallo stesso direttore.

Qualora, in seguito al visto di controllo, l’autorità giudiziaria ritenga che la corrispondenza o la stampa non debba essere consegnata o inoltrata al destinatario, dispone che la stessa sia trattenuta e il detenuto e l’internato vengono immediatamente informati.

Contro i provvedimenti previsti può essere proposto reclamo al tribunale di sorveglianza, se il provvedimento è emesso dal magistrato di sorveglianza, ovvero, negli altri casi, al tribunale nel cui circondario ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento.

Del collegio non può fare parte il giudice che ha emesso il provvedimento.

Le disposizioni del nuovo articolo 18-ter si applicano anche ai provvedimenti in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della medesima legge.


Add a comment

Vittime della strada, più tutela

Il recente Disegno di Legge presentato dall’onorevole Mugnai può aggiornare la normativa nazionale e rafforzare gli strumenti a tutela dei diritti delle vittime degli incidenti stradali.

 

 

L’evoluzione del diritto positivo, la richiesta di una sua interpretazione più attinente al comune sentire, la giurisprudenza più attenta a redimere contrasti costituzionali e ad allargare la tutela giuridica delle vittime della strada portano a ritenere necessaria la modifica di alcune norme del codice civile e l’inserimento di altre innovative.

Tale convenzione risulta rafforzata anche dall’effetto delle direttive europee e delle sentenze della Corte di Giustizia della Comunità, che hanno precipuamente stabilito l’obbligo per gli stati aderenti all’Unione di dotarsi di normative diverse dalle attuali.

In ambito comunitario, dopo una fase iniziale contraddistinta da misure sporadiche ed occasionali, sono state adottate numerose ed importanti direttive che si sono concentrate soprattutto su aspetti specifici di volta in volta apparsi meritevoli di una disciplina comune, segnatamente per quanto concerne il diritto dei contratti e della responsabilità civile.

Da tali considerazioni e riferimenti emerge con chiarezza la necessità di adeguare la nostra normativa vigente modificando alcune norme che si pongono in contrasto con le direttive europee prima richiamate.

Il disegno di legge S 2047, presentato il 28 febbraio al Senato dall’onorevole Franco Mugnai, è diretto proprio ad aggiornare il codice civile ed il codice di procedura civile. Una breve analisi dell’articolato consente di coglierne i punti di forza.

L’articolo 1 intende dare tutela e certezza del diritto alle vittime della strada evitando differenze di trattamento e risolvere il problema (anche di costituzionalità) dell’attuale interpretazione dell’articolo 2059, che non prevede la risarcibilità del danno morale in alcune situazioni.

L’articolo 2 potrebbe porre rimedio alla situazione attuale per cui il diritto al risarcimento del danno è ora legato ad un’incomprensibile sperequazione del termine prescrizionale a seconda se il danno venga causato da un fatto illecito generico o dalla circolazione di veicoli.

Il terzo articolo del DDL S2047 è stato inserito per evitare la presentazione di querele al solo fine di allungare il termine prescrizionale applicabile all’azione civile.

Il quarto articolo prevede termini di prescrizione adeguatamente lunghi per i diritti derivanti da polizze infortuni o malattie.

Infine, gli articoli 5 e 6 consistono in una serie di innovazioni che, risolvendo alcuni problemi tecnici, consentirebbero un miglioramento della macchina giudiziaria e quindi una maggiore tutela per i cittadini.

Si tratta dunque di una normativa il cui fine è risolvere in maniera precisa i problemi attuali senza produrre nuovi oneri o carichi di lavoro per gli operatori del diritto.

Settimio Catalisano* Avvocato del Foro di Roma


Add a comment

Iraq:detenuti senza diritti

Il consiglio d'Europa nel frattempo sta realizzando un'indagine.

 

Dopo lo scandalo delle torture in Iraq è impossibile non chiedersi cosa sia veramente successo in quelle carceri, se lì veramente sono stati violati i più importanti diritti umani o se è solo un'operazione per infangare il lavoro di pacificazione della coalizione internazionale.

Quindi abbiamo chiesto a Paolo Tobiati, presidente di “Amnesty International Italia”, cosa si sta muovendo per chiarire una vicenda molto controversa.

Grazie al suo intervento abbiamo potuto sapere che Amnesty è un'organizzazione per i diritti umani che non ha autorità e che non può intervenire se non facendo pressione sui governi e informando i cittadini così da smuovere l'opinione pubblica.

Intanto però grazie alla denuncia di questa grande associazione si sta finalmente muovendo qualcosa a livello internazionale: il Consiglio d'Europa sta realizzando un'indagine sul trasferimento dei prigionieri per gli USA come merce di scambio tra servizi segreti.

La coalizione guidata dagli Stati Uniti si è difesa negando che vi siano violazioni delle leggi e comunque si giustifica facendo notare che esiste un vuoto giuridico nelle attuali convenzioni dove la figura del “combattente illegale” non è contemplata.

 

Massimo Reboa


Add a comment

Revirement della Cassazione

Nel 2006, una donna di 39 anni è stata condannata al pagamento di un multa di euro 600 per aver occupato abusivamente, assieme al figlio minore, un’immobile di proprietà dell’IACP.

 

Occupare una casa per stato di necessità non è più reato.

Con una pronuncia del Settembre 2007 (la n. 35580), la Corte di Cassazione ha difatti sancito che la scriminante dello stato di necessità (art. 54 c.p.) opera anche nel caso in cui il danno grave alla persona attenga non soltanto la lesione della vita o dell’integrità personale ma anche situazioni che “attentino alla sfera dei diritti fondamentali della persona, secondo la previsione contenuta nell’art. 2 della Costituzione” (Cass. pen., sez. II, 27.6.07, sent. n. 35580).

Rientrerebbero pertanto - secondo la Corte - nel concetto di stato di necessità anche quelle situazioni che “minacciano solo indirettamente l'integrità fisica del soggetto in quanto si riferiscono alla sfera dei beni primari collegati alla personalità, fra i quali deve essere ricompresso il diritto all'abitazione in quanto l'esigenza di un alloggio rientra fra i bisogni primari della persona”.

Nella sentenza in esame, la Cassazione non manca comunque di ribadire il principio, già presente in altre pronunce (Cass. pen., 18.03.83), secondo il quale, nel momento in cui si giustifica un’interpretazione “estensiva” del danno grave alla persona, è al contempo essenziale una più attenta, analitica e penetrante indagine giudiziaria diretta a circoscrivere la sfera di azione della esimente ai soli casi in cui sia indiscutibile l’esistenza degli altri elementi costitutivi della stessa, in particolare la necessità e l'inevitabilità, “tenuto conto delle complesse esigenze di tutela dei beni dei terzi, che, coinvolti involontariamente dallo stato di necessità, non possono essere compressi se non in condizioni eccezionali, chiaramente comprovate” (in tal senso anche Cass. pen., 19.03.03, n. 24290).

Con queste motivazioni il Supremo Collegio ha annullato con rinvio la sentenza con la quale la Corte d’Appello di Roma aveva condannato, nel 2006, una donna di 39 anni al pagamento di un multa di euro 600 per aver occupato abusivamente, assieme al figlio minore, un’immobile di proprietà dell’IACP.

La recente pronuncia della Cassazione costituisce inoltre, sul piano interpretativo, un’importante novità in materia di determinazione dei limiti e del contenuto dell’esimente dello stato di necessità.

Può difatti considerarsi oramai superata la tesi per cui lo stato di necessità sarebbe invocabile solo ed esclusivamente in caso di danno “alla persona” come, erroneamente, sostenuto, fino a qualche anno fa, dalla stessa giurisprudenza di legittimità la quale arrivò a sostenere che: “La necessità di ottenere un alloggio non rientrerebbe nella causa di giustificazione prevista dall'art. 54 c.p., il cui presupposto sarebbe solo la concreta imminenza di un grave pericolo "alla persona", non altrimenti evitabile”.

(Cassazione penale , sez. VI, 03 maggio 1988).

A metà strada fra la sentenza del 2007 ed il precedente orientamento, si collocano invece alcune pronunce attraverso le quali la Corte di Cassazione, seppur in maniera più attenuata rispetto al passato, continuava comunque a ribadire che, al fine di consentire una corretta applicazione dello causa di giustificazione dello stato di necessità, “occorrerebbe pur sempre poter escludere in modo assoluto la sussistenza di ogni altra concreta possibilità, priva di disvalore penale, di evitare il danno” (Cass. pen., 06.10.00, n. 12429). Pertanto “gli estremi della scriminante non sarebbero ipotizzabili quando il pericolo di restare senza abitazione risulti concretamente evitabile attraverso i meccanismi del mercato o dello Stato sociale”.

(Cass. pen., 26.01.06, n. 19811).

La sentenza del Settembre 2007, accogliendo un’accezione “ampliata” dello stato di necessità, costituisce, inoltre, un’autorevole fonte di legittimazione e riconoscimento del cd. “diritto ad un alloggio adeguato”, presente in numerosi trattati internazionali sui diritti umani fra i quali la stessa Dichiarazione universale dei diritti umani secondo la quale: “Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo (..) all'abitazione” (articolo 25).

 

 

Francesco Salamone


Add a comment
Banner

Newsletter

Newsletter

Immagini da In-giustizia 

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/348377IMG_2330.JPG

404

404: Not Found Sorry, but the content you requested could not be found Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/466707Antonio_Di_Pietro.JPG

La riforma organica della magistratura onoraria

 Nell’ultimo decennio, per contenere l’arretrato giudiziario e alleggerire il carico di lavoro dei magistrati togati, la giurisdizione é stata devoluta sempre più ai magistrati onorari, sia aumentando progressivamente la competenza Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/653028Immagine_015.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/576096Romolo_Reboa_078.JPG

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/585707NI2_4866.jpg

Ricadute sugli uffici e sul personale giudiziario della riforma

La parola a Paola Saraceni, Segretario nazionale UGL Ministeri.   Le modifiche apportate dalla riforma del processo civile a detta di molti determinerà un eccezionale aggravio per l’attività giudiziaria in generale ed Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/221145Immagine_008.JPG

Il sistema giustizia per Santacroce

Incontro con il Presidente della Corte di Appello di Roma   Questo doveva essere il resoconto di un’intervista a tu per tu con il Presidente della Corte d’Appello di Roma, Dott. Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/447772Immagine_007.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/975780Distribuzione_giornale_1993_33.jfif

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/97025316_dicembre.JPG

"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto