Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

    Guarda la Cookie Policy

Diritti

Due volte parti lese

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOLa crisi economica si traduce in una crisi di diritti. Infatti, ad oggi, anche subire un reato ha un costo. Questa è la triste sensazione che abbiamo provato uscendo da un'aula del Tribunale penale di Roma. In effetti, nel corso di un'udienza destinata, tra l'altro, alla costituzione delle parti civili, il Giudice ha invitato i difensori costituendi ad apporre sui relativi atti una marca da bollo da 8 euro. Tale richiesta, come un fulmine a ciel sereno, ha spiazzato tanti difensori presenti in aula, che erano sprovvisti del su indicato valore bollato. Tutto ciò ha determinato confusione ed incertezza tra gli avvocati, che si sono confrontati sulla legittimità di tale richiesta di pagamento. Tra i difensori presenti in aula vi era anche l'avv. Romolo Reboa, che, una volta tornato a studio, ha inteso approfondire la questione sulle pagine di questa rivista da lui diretta. Ebbene, da ricerche effettuate è emersa una nota del 5 marzo 2008 a firma del Ministero della Giustizia, la quale ha stabilito che "la parte civile nel processo penale deve provvedere al pagamento della spesa di 8 euro in base all'art. 30 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115". La citata norma, infatti, impone un pagamento forfettario di 8 euro alla parte che per prima si costituisce in un giudizio civile. Ora, la stessa norma non fa alcun riferimento alla costituzione di parte civile nel processo penale. L'effetto è inevitabilmente un notevole stato di incertezza, che ha portato alcuni Tribunali ad adeguarsi alla citata nota ministeriale, senza porsi fino in fondo il problema della legittimità del pagamento, ed altri Uffici Giudiziari, come ad esempio il Tribunale di Bari, a sollecitare il Ministero della Giustizia per ottenere un chiarimento della questione. A tutt'oggi, non essendo stato raggiunto alcun punto certo, il direttore della rivista ha inviato una lettera ai Presidenti dell'Unione delle Camere Penali Italiane e delle Camere Penali del Lazio, così da ricevere la loro opinione su una problematica di diretto interesse non solo per l'avvocato ma, soprattutto, per il cittadino. In attesa di una loro risposta, che provvederemo a rendere nota su queste pagine, ci si chiede quanto sia giusto che migliaia di cittadini che si rivolgono alla giustizia per vedere protetti i loro beni più importanti si debbano trovare di fronte un cassiere prima che un giudice.

Giuseppe Asmodeo


Add a comment

CEDU: caso Italia

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOCi hanno sempre insegnato a guardare avanti, che il futuro ci avrebbe dato la speranza e che con l'impegno e un po' di fortuna avremmo potuto far valere le nostre ragioni. Ogni tanto ci accorgiamo che le cose non vanno necessariamente così e che alla visione lineare ed evolutiva del tempo se ne affianca una ciclica, dove immancabilmente si commettono sempre gli stessi errori ma dove il punto più basso è anche quello di maggior speranza perché segna l'inizio di un nuovo ciclo virtuoso. A leggere la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dell'8 Gennaio 2013, caso Torreggiani, viene da pensare che quel punto più basso, il "fondo", l'abbiamo davvero raggiunto. Il sovraffollamento carcerario italiano infatti viene definito "strutturale", poiché nel 2010 vi erano 67.961 detenuti a fronte di una capienza massima di 45.000 persone con un tasso di sovraffollamento del 151%. La grandezza di tali numeri e la loro stabilità chiarisce che il sovraffollamento abbia ormai carattere non temporaneo e dunque si possa a ragione parlare di un "caso Italia", che ingloba tutti i misconosciuti casi dei carcerati italiani. Preso atto della permanente emergenza italiana, la Corte esamina se e quali misure l'Italia abbia adottato per farvi fronte. Il 13 Gennaio 2010 il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, il 19 Marzo 2010 ha nominato un commissario per elaborare il "Piano carceri", il 29 Giugno 2010 ha approvato tale piano per realizzare, entro il 31 Dicembre 2012, 11 nuove carceri e 20 nuovi padiglioni in strutture esistenti e il 26 Novembre 2010 la legge 199 ha previsto che fino al 2013 gli ultimi 12 mesi di detenzione avvengano presso l'abitazione del condannato, salvo casi particolarmente gravi. Tanto si è detto e dibattuto in Parlamento e sulla stampa di tali provvedimenti che poco si è fatto. Anche al netto del decreto "svuota carceri" del ministro Severino, la situazione al 2012 rimane sostanzialmente invariata, con una popolazione carceraria di 66.585 persone e un tasso di sovraffollamento del 148%. Nella sentenza Torreggiani allora la Corte è passata dalla mera condanna dell'Italia ad un'opera di consulenza tecnica non richiesta, per cui peraltro essa stessa si dichiara fuori ruolo. La Corte evidenzia come il problema non può essere risolto con la creazione di nuove strutture carcerarie né è legata alla contingenza del momento, ma riguarda piuttosto il corretto uso delle strutture esistenti. Le misure cautelari dovrebbero essere, secondo la CEDU, le minime compatibili con gli interessi della giustizia e invece il 42% dei detenuti è recluso in regime di custodia cautelare a cui nella metà dei casi non seguirà una condanna definitiva. La Corte ci ricorda anche come mai abbiamo considerato seriamente le misure alternative alla carcerazione, come il famoso "braccialetto elettronico", apparso solo nel bilancio dello stato e nelle serie televisive. La convivenza col "caso Italia" non fa neanche più notizia, assomiglia un po' ad un conoscente antipatico che ogni tanto incontriamo al bar sotto casa e salutiamo controvoglia. La stabilità del "caso Italia" è di quelle che lascia solo la speranza e niente più, speranza che affidiamo agli operatori del diritto, coscienza civile del paese, perché mutino lo stabile declino della situazione carceraria in un nuovo ciclo virtuoso.

Massimo Reboa


Add a comment

Figli naturali: assistenza morale

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLO"Il figlio ha diritto ad essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni". Così riporta l'articolo 315 bis del codice civile, in vigore dal 1° gennaio 2013, in virtù delle modifiche apportate dall'art. 1, comma 11, L. 219/2012 "Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali". La riforma, che di fatto che eguaglia i diritti dei figli naturali a quelli dei legittimi, ovvero nati all'interno del matrimonio (nel Codice Civile le parole "figli legittimi" e "figli naturali", ovunque ricorrono, sono sostituite dalla parole "figli") incide, dunque, anche sulla disciplina inerente la potestà genitoriale. La previsione, nella nuova formulazione, contempla espressamente il diritto dei figli – nati al di fuori o all'interno di un rapporto matrimoniale – a crescere in famiglia e a mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore che abbia compiuto i 12 anni, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha altresì diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. Si generalizza per legge dunque (oltre a quanto già prevede l'articolo 155-sexies del codice civile per la separazione e il divorzio) il diritto del minore a esprimere il suo punto di vista.


Add a comment

Responsabilità da cose in custodia

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOLa Cassazione, con la sentenza n. 27898/11, si occupa nuovamente del delicato tema della responsabilità da cose in custodia, di cui all'art. 2051 c.c.. Il caso: S.P.P. conveniva in giudizio il Comune, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta, avvenuta nel tardo pomeriggio del giorno 11 gennaio 1998, mentre percorreva la rampa di scale che dall'interno dell'edificio portava all'uscita. L'attore esponeva di essere scivolato su uno dei gradini, a causa della mancanza di illuminazione nonchè dei detriti e dei calcinacci che imbrattavano il percorso. In primo grado la domanda veniva rigettata, per poi trovare accoglimento in appello, così che il Comune decideva di proporre ricorso per Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, ha confermato la sentenza impugnata, ribadendo come la responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, prevista dall'art. 2051 c.c., prescinde dall'accertamento del carattere colposo della condotta del custode e dall'accertamento della pericolosità della cosa, "avendo natura oggettiva e necessitando, per la sua configurabilità, del mero rapporto eziologico tra bene ed evento, di talchè essa sussiste, in definitiva, in relazione a tutti i danni cagionati dalla res, sia per la sua intrinseca natura, sia per l'insorgenza in essa di agenti dannosi, essendo esclusa solo dal caso fortuito (Cass. civ. 7 aprile 2010, n. 8229; Cass. civ. 19 febbraio 2008, n. 4279; Cass. civ. 5 dicembre 2008, n. 28811)". Nel caso di specie, quindi, mentre l'attore aveva dimostrato che la caduta si era verificata lungo la scala di un edificio di proprietà del Comune, a causa della mancanza di illuminazione nonchè a causa della presenza di calcinacci sui gradini, il convenuto, invece, non aveva fornito prova alcuna di aver adottato tutte le misure idonee a scongiurare danni a terzi, così che, a parere degli Ermellini, era da ritenersi responsabile ai sensi dell'art. 2051 c.c..

Daniele Costa


Add a comment

Tutela europea dei diritti umani

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOCon il patrocinio di Thorbjørn Jagland, Segretario Generale del Consiglio d'Europa prende il via a partire dal 23 novembre 2012 il CORSO DI SPECIALIZZAZIONE SULLA TUTELA EUROPEA DEI DIRITTI UMANI. Il corso di specializzazione, giunto alla sua XIII edizione, si articola in una serie di quattro incontri, della durata di tre ore ciascuno, che si terranno presso l'Aula Magna della Suprema Corte di Cassazione, il venerdì ed il sabato. Durante il corso i partecipanti potranno accedere alla documentazione relativa a ciascuna lezione attraverso il sito dell'Associazione (www.unionedirittiumani.it ). Le iscrizioni al corso dovranno effettuarsi presso la segreteria dell'Unione forense per la tutela dei diritti umani (Sig.ra Gioia Silvagni), tel. 06 8412940, e.mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. entro il 22 novembre 2012 e sino al numero massimo di 200 partecipanti. La quota di iscrizione è di € 150,00 (comprensiva di IVA) inclusiva della documentazione distribuita durante il corso. Al termine del corso sarà rilasciato ai partecipanti un attestato di frequenza che darà titolo al riconoscimento di n. 16 crediti formativi da parte del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma.


 


Add a comment
Banner

Newsletter

Newsletter

Immagini da In-giustizia 

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/348377IMG_2330.JPG

404

404: Not Found Sorry, but the content you requested could not be found Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/466707Antonio_Di_Pietro.JPG

La riforma organica della magistratura onoraria

 Nell’ultimo decennio, per contenere l’arretrato giudiziario e alleggerire il carico di lavoro dei magistrati togati, la giurisdizione é stata devoluta sempre più ai magistrati onorari, sia aumentando progressivamente la competenza Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/653028Immagine_015.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/576096Romolo_Reboa_078.JPG

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/585707NI2_4866.jpg

Ricadute sugli uffici e sul personale giudiziario della riforma

La parola a Paola Saraceni, Segretario nazionale UGL Ministeri.   Le modifiche apportate dalla riforma del processo civile a detta di molti determinerà un eccezionale aggravio per l’attività giudiziaria in generale ed Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/221145Immagine_008.JPG

Il sistema giustizia per Santacroce

Incontro con il Presidente della Corte di Appello di Roma   Questo doveva essere il resoconto di un’intervista a tu per tu con il Presidente della Corte d’Appello di Roma, Dott. Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/447772Immagine_007.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/975780Distribuzione_giornale_1993_33.jfif

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/97025316_dicembre.JPG

"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto