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Informazioni legislative

Cassa Forense: contributi minimi 2013

lawavv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOAlla fine del mese di gennaio l'istituto cassiere, Banca Popolare di Sondrio, invierà a tutti gli iscritti alla Cassa un plico contenente i quattro bollettini con scadenza 28 febbraio, 30 aprile, 30 giugno e 30 settembre 2013, da utilizzare per il pagamento della contribuzione minima dell'anno. La contribuzione minima per l'anno 2013 è così determinata: contributo minimo soggettivo * € 2.700,00; contributo minimo integrativo ** € 680,00; contributo per l'indennità di maternità *** € 132,00.

(*) Il contributo soggettivo minimo è ridotto alla metà per i primi 5 anni di iscrizione alla Cassa, a condizione che l'istanza di iscrizione sia stata presentata dopo il 31/12/2008 e comporti una decorrenza anteriore al compimento del 35° anno di età;

(**) l'obbligo del contributo minimo integrativo è escluso per il periodo di praticantato con abilitazione al patrocinio e, a decorrere dal 2010, anche per i primi cinque anni di iscrizione all'Albo;

(***) per i pensionati di vecchiaia, dall'anno solare successivo alla maturazione del diritto a pensione, i bollettini contengono il solo contributo per l'indennità di maternità.

Nella sezione "Accesso Riservato - servizi on line - mav - dettaglio mav", è riportato il dettaglio analitico delle somme chieste in pagamento. In caso di mancato recapito o smarrimento dei bollettini M.Av., utili per il pagamento dei contributi minimi 2013, è possibile la riproduzione autonoma e la ristampa dei bollettini, sempre tramite la sezione "Accessi riservati - Posizione Personale - Servizi On line - M.Av. - M.Av. Contributi minimi". Il pagamento dei bollettini M.Av. può avvenire anche mediante "Forense Card", senza alcun onere aggiuntivo. La Forense Card va preventivamente richiesta tramite il sito della Cassa nell'area riservata agli iscritti. Per chiarimenti relativi alle modalità di pagamento dei bollettini è attivo il numero verde della Banca Popolare di Sondrio 800248464, mentre per informazioni relative alla composizione della contribuzione contattare l'Information Center della Cassa al n. 06 36 21 11. Infine, con l'occasione, si invita a verificare sul sito web della Cassa www.cassaforense.it sezione "accessi riservati - posizione personale" (mediante PIN e Codice Meccanografico) la correttezza dell'indirizzo di studio risultante alla Cassa effettuando, se necessario, la rettifica. La variazione effettuata verrà registrata in tempo reale.


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Corte di Appello di Roma: orario di accettazione delle richieste di atti agli ufficiali giudiziari anno 2013

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOORARIO DI ACCETTAZIONE DELLE RICHIESTE DI ATTI AGLI UFFICILI GIUDIZIARI, DELL'UFFICIO UNICO PRESSO LA CORTE D'APPELLO DI ROMA E DEI TRIBUNALI DEL DISTRETTO ANNO 2013

UFFICIO UNICO – CORTE DI APPELLO – ROMA

SEZIONE NOTIFICAZIONI CIVILI – PALAZZINA B- PIANO TERRA

Ricezione atti:

- n° 1 cassa riservata agli avvocati, ai procuratori e agli studi legali e alle agenzie, che presentino le richieste di notificazione con un'apposita distinta per l'addebito dell'importo della specifica e delle eventuali spese successive sul c/c dell'Unicredit Spa;

- n° 3 casse riservate agli avvocati, ai procuratori ed alla Avvocatura generale dello Stato;

- n° 2 casse per studi legali, privati ed enti pubblici;

- n°1 cassa per le agenzie;

- n°1 cassa per l'accettazione degli atti del Giudice di Pace di Roma di valore inferiore ad € 1.032, 91;

- n° 3 casse riservate agli atti in materia di lavoro, situate al primo piano della Palazzina B. Una cassa sarà riservata agli Avvocati ed un'altra, che dalle ore 8,00 alle ore 9,30 darà la precedenza agli atti presentati nell'interesse dell'Avvocatura Generale dello Stato. Queste due casse accetteranno da ogni utente al massimo 5 richieste. Una terza cassa sarà dedicata alla ricezione di richieste di notificazione su supporto informatico senza alcun limite.

Restituzione atti:

- n° 4 sportelli al piano terra della Palazzina B;

- n° 1 sportello al 1° piano, Palazzina B, per gli atti in materia di Lavoro.

ORARIO DI ACCETTAZIONE:

L'orario delle suddette casse è fissato come segue:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.00 alle ore 12.00;

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.00 alle ore 09.00 per gli atti ultimo giorno;

dal lunedì al venerdì: gli atti "urgenti-urgenti", cioè quelli i cui termini perentori legali e giudiziari scadono il giorno successivo alla richiesta di notificazione, possono essere presentati entro le ore 12.00;

sabato: dalle ore 8.00 alle ore 09.00 solo atti ultimo giorno e atti previsti dall'art. 36 del D.P.R. 115 del 30/05/2002 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva.

prefestivi (escluso il sabato): dalle ore 8.00 alle ore 11.00;

prefestivi (escluso il sabato): dalle ore 8.00 alle ore 09.00 gli atti ultimo giorno e atti previsti dall'art. 36 del 36 del D.P.R. 115 del 30/05/2002 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva.

Gli atti, che in virtù di provvedimenti giudiziari debbano essere notificati nello stesso giorno dell'emissione del provvedimento, potranno essere presentati fino ad un'ora prima della chiusura nei giorni feriali e prefestivi, escluso il sabato.

La certificazione dell'esatta trascrizione dei titoli prevista dall'art. 480 del C.P.C. e il rilascio di copie conformi agli atti notificati possono essere richiesti dalle ore 9.00 alle ore 11.00 e soltanto per gli atti per i quali si richieda la notifica a cura dell'Ufficio Unico di Roma. Nei giorni prefestivi, escluso il sabato, l'orario è fissato dalle ore 9.00 alle ore 11.00.

Nelle giornate prefestive del 24 e 31 dicembre l'orario è fissato dalle ore 8.00 alle ore 9.00 solo per gli atti previsti dall'art. 36 del D.P.R. 115 del 30.05.2002 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva.

Dal 1° agosto al 15 settembre l'orario di chiusura è anticipato di un'ora, escluso il sabato.

Dello stesso richiedente non possono essere consegnati per la notifica o per la restituzione più di 5 atti per volta.

Dopo l'orario di chiusura delle casse di accettazione e restituzione, i richiedenti presenti in sala, muniti di ticket di prenotazione, avranno diritto alla presentazione di sole 2 richieste di notificazione di atti o al ritiro di soli 2 atti.

Il sabato le casse restituzione restano chiuse, salvo l'autorizzazione del preposto per la restituzione di atti ultimo giorno o per altri motivi particolari e d'urgenza.

CANCELLERIE E SEGRETERIE GIUDIZIARIE

Gli atti in materia civile e penale, a richiesta degli Uffici Giudiziari, saranno ricevuti dalle ore 8.30 alle ore 10.30.

Gli atti previsti dall'art. 36 del D.P.R. 115/02 (ovvero da notificare in giornata o nella giornata successiva) devono pervenire all'UNEP entro le ore 9.00 già selezionati dalle cancellerie e segreterie richiedenti.

Durante il periodo feriale e nei giorni prefestivi l'orario per la ricezione degli atti è fissato dalle ore 8.30 alle ore 10.00, esclusi quelli di cui all'art. 36 predetto, che debbono pervenire dalle Cancellerie e Segreterie richiedenti già selezionati entro le ore 9.00.

In caso di sopravvenuta urgenza, gli atti potranno essere ricevuti sino alle ore 11.00.

Il sabato, il 24 dicembre e il 31 dicembre si ricevono solo le richieste di notificazioni, previste dall'art. 36 del D.P.R. 115/02, cioè quelle i cui termini perentori, legali e giudiziari, scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva e devono pervenire in ufficio entro le ore 9.00.

Tali atti devono pervenire già selezionati dalle Cancellerie e Segreterie richiedenti.

Per gli atti che pervengono tramite il servizio fax, tutte le cancellerie e le segreterie giudiziarie richiedenti devono osservare gli stessi orari sopra indicati. Dopo i predetti orari, il fax viene disattivato, ma saranno adottate idonee misure per assicurare la possibile ricezione di messaggi telefonici finalizzati alla trasmissione fax per particolari esigenze che potranno verificarsi.

SEZIONE ESECUZIONI CIVILI- PALAZZINA B- PIANO TERRA

L'orario di ricezione degli atti è fissato come segue:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 12.30;

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 09.00 per gli atti ultimo giorno;

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 09.00 per gli atti previsti dall'art. 36 del D.P.R. 115 del 30.05.2002 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva;

sabato: dalle ore 8.30 alle ore 09.00 solo atti ultimo giorno e atti previsti dall'art. 36 del D.P.R. 115 del 30/05/2002 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva.

prefestivi (escluso il sabato): dalle ore 8.30 alle ore 11.30;

prefestivi (escluso il sabato): dalle ore 8.30 alle ore 09.00 gli atti ultimo giorno e atti previsti dall'art. 36 del 36 del D.P.R. 115 del 30/05/2002 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva.

Nelle giornate prefestive del 24 e 31 dicembre l'orario è fissato dalle ore 8.30 alle ore 9.00 solo per gli atti previsti dall'art. 36 del D.P.R. 115 del 30.05.2002 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva.

Dal 1° agosto al 15 settembre l'orario di chiusura è anticipato di un'ora, escluso il sabato.

Dello stesso richiedente non possono essere consegnati per la notifica o per la restituzione più di 5 atti per volta.

Le casse per le richieste di esecuzione presso terzi, riguardanti le sole controversie di Lavoro, riceveranno sino a 25 procedure esecutive con distinta predisposta dalla parte richiedente.

Dopo l'orario di chiusura delle casse di accettazione e restituzione, i richiedenti presenti in sala, muniti di ticket di prenotazione, avranno diritto alla presentazione di sole 2 richieste di esecuzione o di restituzione di atti.

Il sabato le casse restituzione restano chiuse, salvo l'autorizzazione del preposto per la restituzione di atti ultimo giorno o per altri motivi particolari e d'urgenza.

I termini di restituzione dei residui dei depositi sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

CIRCONDARIO DI ROMA

Ufficio Nep Sezione distaccata di Ostia:

dal lunedì al venerdì accettazione e restituzione dalle ore 9.00 alle ore 11.30;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

 

CIRCONDARIO DI TIVOLI

Ufficio Nep Tribunale di Tivoli:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Castelnuovo di Porto:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

Sezione distaccata di Palestrina:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

 

CIRCONDARIO DI CASSINO

Ufficio Nep Tribunale di Cassino:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

A richiesta degli uffici giudiziari gli atti in materia civile e penale dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 10.30; in caso di sopravvenuta urgenza fino alle ore 11.30; sabato e prefestivi, solo gli atti urgenti o ultimo giorno, che devono pervenire entro le ore 10.00 già selezionati dalle cancellerie richiedenti.

Dal 1° agosto al 31 agosto dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 10.30;

atti urgenti fino alle ore 10.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 10.00 solo atti urgenti scadenti in giornata.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Sora:

dal lunedì al sabato tutti gli atti dalle ore 9.00 alle ore 11.00.

 

CIRCONDARIO DI CIVITAVECCHIA

Ufficio Nep Tribunale di Civitavecchia:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 10.00;

dal lunedì al venerdì: richieste protesti dalle ore 16.00 alle ore 18.00;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 10.00.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Bracciano:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

Dal 1° luglio al 15 settembre dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

 

CIRCONDARIO DI FROSINONE

Ufficio Nep Tribunale di Frosinone:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 11.30;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 10.00;

dal lunedì al venerdì: richieste protesti dalle ore 16.00 alle ore 18.00;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 10.00.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Alatri:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 10.30;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 10.30;

dal lunedì al venerdì: richieste protesti dalle ore 16.00 alle ore 18.00;

sabato e prefestivi dalle ore 8.30 alle ore 10.30;

richieste a mezzo fax dalle ore 9.00 alle 13.00.

La richiesta di pignoramenti viene presentata presso l'Unep di Frosinone.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Anagni:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 12.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: richieste protesti dalle ore 16.00 alle ore 18.00;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

richieste a mezzo fax dalle ore 9.00 alle 13.00.

 

CIRCONDARIO DI LATINA

Ufficio Nep Tribunale di Latina:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti dalle ore 8.30 alle ore 10.00;

dal lunedì al venerdì atti ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 09.00;

sabato e prefestivi: solo atti ultimo giorno e atti previsti dall'art. 36 del D.P.R. 115 del 30/05/2012 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva dalle ore 8.30 alle ore 9.30;

dal 1° agosto al 31 agosto 2013 dalle ore 8.30 alle ore 10.00;

dal 21/12/2013 al 31/12/2013 solo atti ultimo giorno e atti previsti dall'art. 36 del D.P.R. 115 del 30/05/2012 i cui termini perentori, legali e giudiziari scadono nella stessa giornata della richiesta o in quella successiva dalle ore 8.30 alle ore 9.30.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Gaeta:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

sabato e prefestivi solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

dal 1° agosto al 31 agosto 2013 atti normali ed urgenti dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

sabato e prefestivi: solo atti scadenti in giornata dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Terracina:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 11.30;

sabato e prefestivi: solo atti scadenti in giornata dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

Dal 05/08/2013 al 31/08/2013 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 11.30.

 

CIRCONDARIO DI RIETI

Ufficio Nep Tribunale di Rieti:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 11.30; (dall'1/8 al 15/9 chiusura sportello ore 11.00);

dal lunedì al venerdì: atti urgenti dalle ore 9.00 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 09.30;

sabato e prefestivi: solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 09.30;

 

Richieste protesti:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 11.00 e dalle ore 17.00 alle ore 18.00;

dalle ore 9.00 alle ore 9.30 per i soli assegni bancari dell'ultimo giorno di presentazione.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Poggio Mirteto:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 10.00 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti dalle ore 10.00 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti ultimo giorno dalle ore 10.00 alle ore 11.00;

sabato e prefestivi: solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 09.30;

 

CIRCONDARIO DI VELLETRI

Ufficio Nep Tribunale di Velletri:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 09.00 alle ore 12.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi: dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

Dal 1° agosto al 31 agosto 2013 dalle ore 9.00 alle ore 10.00, solo per gli atti urgenti ed ultimo giorno, o in scadenza del mese.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Albano Laziale:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 09.00 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi: dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

atti urgenti e prefestivi ultimo giorno: dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

Dal 1° agosto al 31 agosto 2013 dalle ore 8.30 alle ore 10.00 solo atti urgenti o in scadenza del mese.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Anzio:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 09.00 alle ore 12.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi: dalle ore 9.00 alle ore 10.30;

atti urgenti e ultimo giorno: dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

Dal 1° agosto al 31 agosto 2013 dalle ore 8.30 alle ore 10.00 solo atti urgenti o in scadenza del mese.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Frascati:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 11.00;

dal lunedì al venerdì: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi: dalle ore 8.30 alle ore 10.00;

atti urgenti e prefestivi ultimo giorno: dalle ore 8.30 alle ore 10.00.

Dal 1° agosto al 31 agosto 2013 dalle ore 8.30 alle ore 10.00 solo atti urgenti o in scadenza del mese.

 

CIRCONDARIO DI VITERBO

Ufficio Nep Tribunale di Viterbo:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 11.30;

sabato e prefestivi: solo atti ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 10.00;

Dal 1° agosto al 31 agosto 2013 dalle ore 8.30 alle ore 10.30.

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Civita Castellana:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 09.00 alle ore 10.00;

sabato e prefestivi: solo atti ultimo giorno dalle ore 9.00 alle ore 10.00;

 

Ufficio Nep Sezione distaccata di Montefiascone:

dal lunedì al venerdì: dalle ore 8.30 alle ore 11.30;

sabato dalle ore 8.30 alle ore 10.00;

tutti i giorni: atti urgenti e ultimo giorno dalle ore 8.30 alle ore 10.00.


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Ritardi di pagamento nelle transizioni commerciali: G.U. n. 167 del 15/11/2012 il D. Leg.vo 09/11/2012, n. 92

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOPubblicato sulla G.U. n. 167 del 15/11/2012 il D. Leg.vo 09/11/2012, n. 92, recante "Modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per l'integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, a norma dell'articolo 10, comma 1, della legge 11 novembre 2011, n. 180".1.
La disciplina del decreto legislativo si applicherà ai contratti conclusi dal 01/01/2013.
Il Decreto è stato emanato in attuazione della delega di cui all‘art. 10, co. 1, L. 11 novembre 2011 n. 180 2 e mira a recepire la Direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (rifusione)
Riportiamo il testo del D. Lgs. 9 ottobre 2002 n. 231, con le modifiche introdotte indicate in carattere grassetto, nonché, di seguito, il testo integrale del D. Lgs. 9 novembre 2012 n. 192.
MODIFICHE AL DECRETO LEGISLATIVO 9 OTTOBRE 2002, n. 231 A SEGUITO DEL D. LEG.VO 09/11/2012, N. 92
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
(omissis)
Emana il seguente decreto legislativo:

Art.1
Ambito di applicazione
1. Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale.
2. Le disposizioni del presente decreto non trovano applicazione per:
a) debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore, comprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito;
b) richieste di interessi inferiori a 5 euro;
c) pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno, compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore.
1 La direttiva Direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo dovrebbe trovare applicazione anche in favore delle professioni liberali, come si evince dal considerando nr. 10: “Il fatto che le professioni liberali ricadano nell’ambito di applicazione della presente direttiva non dovrebbe obbligare gli Stati membri a trattarle come imprese o attività commerciali per fini diversi da quelli della presente direttiva” e dalla definizione di cui all’art. 2 nr. 3) “«impresa»: ogni soggetto organizzato, diverso dalle pubbliche amministrazioni, che agisce nell’ambito di un’attività economica o professionale indipendente, anche quando tale attività è svolta da una sola persona;”. Ne conseguerebbe il diritto per le professioni liberali a godere di quanto previsto dall’art.10) per le procedure di recupero di crediti non contestati.
2 Art. 10, co. 1, L. 11 novembre 2011 n. 180
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per l’integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi: a) contrasto degli effetti negativi della posizione dominante di imprese sui propri fornitori o sulle imprese subcommittenti, in particolare nel caso in cui si tratti di micro, piccole e medie imprese; b) fermo quanto previsto dall’articolo 12 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, previsione che l’Autorità’ garante della concorrenza e del mercato possa procedere ad indagini e intervenire in prima istanza con diffide e irrogare sanzioni relativamente a comportamenti illeciti messi in atto da grandi imprese. (…)”)2

Art.2
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) “transazioni commerciali”, i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi, contro il pagamento di un prezzo;
b) “pubblica amministrazione”, le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 25, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e ogni altro soggetto, allorquando svolga attività per la quale e’ tenuto al rispetto della disciplina di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
c) “imprenditore”, ogni soggetto esercente un’attività economica organizzata o una libera professione;
d) “interessi moratori”: interessi legali di mora ovvero interessi ad un tasso concordato tra imprese;
e) “interessi legali di mora”: interessi semplici di mora su base giornaliera ad un tasso che e’ pari al tasso di riferimento maggiorato di otto punti percentuali;
f) “tasso di riferimento”: il tasso di interesse applicato dalla Banca centrale europea alle sue più recenti operazioni di rifinanziamento principali;
g) “importo dovuto”: la somma che avrebbe dovuto essere pagata entro il termine contrattuale o legale di pagamento, comprese le imposte, i dazi, le tasse o gli oneri applicabili indicati nella fattura o nella richiesta equivalente di pagamento.


Art.3
Responsabilità del debitore
1. Il creditore ha diritto alla corresponsione degli interessi moratori sull’importo dovuto ai sensi degli articoli 4 e 5, salvo che il debitore dimostri che il ritardo nel pagamento del prezzo è stato determinato dall’impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Art.4
Decorrenza degli interessi moratori
1. Gli interessi moratori decorrono, senza che sia necessaria la costituzione in mora, dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento.
2. Salvo quanto previsto dai commi 3, 4 e 5, ai fini della decorrenza degli interessi moratori si applicano i seguenti termini:
a) trenta giorni dalla data di ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente. Non hanno effetto sulla decorrenza del termine le richieste di integrazione o modifica formali della fattura o di altra richiesta equivalente di pagamento;
b) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non e’ certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento;
c) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento e’ anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi;
d) trenta giorni dalla data dell’accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell’accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data.
3. Nelle transazioni commerciali tra imprese le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore rispetto a quello previsto dal comma 2. Termini superiori a sessanta giorni, purché non siano gravemente iniqui per il creditore ai sensi dell’articolo 7, devono essere pattuiti espressamente. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto.
4. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una pubblica amministrazione le parti possono pattuire, purché in modo espresso, un termine per il pagamento superiore a quello previsto dal comma 2, quando ciò sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione. In ogni caso i termini di cui al comma 2 non possono essere superiori a sessanta giorni. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto.
3
5. I termini di cui al comma 2 sono raddoppiati:
a) per le imprese pubbliche che sono tenute al rispetto dei requisiti di trasparenza di cui al decreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333;
b) per gli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria e che siano stati debitamente riconosciuti a tale fine.
6. Quando è prevista una procedura diretta ad accertare la conformità della merce o dei servizi al contratto essa non può avere una durata superiore a trenta giorni dalla data della consegna della merce o della prestazione del servizio, salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella documentazione di gara e purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell’articolo 7. L’accordo deve essere provato per iscritto.
7. Resta ferma la facoltà delle parti di concordare termini di pagamento a rate. In tali casi, qualora una delle rate non sia pagata alla data concordata, gli interessi e il risarcimento previsti dal presente decreto sono calcolati esclusivamente sulla base degli importi scaduti.

Art.5
Saggio degli interessi
1. Gli interessi moratori sono determinati nella misura degli interessi legali di mora. Nelle transazioni commerciali tra imprese è consentito alle parti di concordare un tasso di interesse diverso, nei limiti previsti dall’articolo 7.
2. Il tasso di riferimento è così determinato: a) per il primo semestre dell’anno cui si riferisce il ritardo, è quello in vigore il 1° gennaio di quell’anno; b) per il secondo semestre dell’anno cui si riferisce il ritardo, e’ quello in vigore il 1° luglio di quell’anno.
3. Il Ministero dell’economia e delle finanze da’ notizia del tasso di riferimento, curandone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana nel quinto giorno lavorativo di ciascun semestre solare.3
3 Per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2005 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione prevista, è pari al 2,09% , ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 8 gennaio 2005.
Per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2005 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari al 2,05%, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 28 luglio 2005.
Per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2006 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari al 2,25%, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 13 gennaio 2006.
Per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2006 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari al 2,83%, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 10 luglio 2006.
Per il periodo 1° gennaio-30 giugno 2007 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari al 3,58%, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 5 febbraio 2007.
Per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2007 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari al 4,07 per cento ai sensi di quanto disposto dall’ articolo unico del comunicato 30 luglio 2007.
Per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2008 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari al 4,20 per cento ai sensi di quanto disposto dall’ articolo unico del comunicato 11 febbraio 2008.
Per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2008 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari al 4,10 per cento ai sensi di quanto disposto dall’ articolo unico del comunicato 21 luglio 2008.
Per il periodo 1° gennaio-30 giugno 2009 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari a 2,50 per cento ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 2 febbraio 2009.
Per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2009 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari all’1 per cento, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 28 agosto 2009.
Per il periodo 1° gennaio-30 giugno 2010 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari all’ 1 per cento, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 18 febbraio 2010.
Per il periodo 1° luglio – 31 dicembre 2010 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari all’1 per cento, ai sensi di quanto disposto dall’ articolo unico del comunicato 16 agosto 2010.
Per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2011 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, èpari all’1 per cento, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 8 febbraio 2011.
Per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2011 il saggio d’interesse di cui al presente comma, al netto della maggiorazione ivi prevista, è pari al 1,25 per cento, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 18 luglio 2011.
Per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2012 il saggio d’interesse di cui al comma 1 del presente articolo, al netto della maggiorazione ivi prevista, e’ pari all’1 per cento, ai sensi di quanto disposto dall’ articolo unico del comunicato 27 gennaio 2012.
Per il periodo dal 1° luglio – 31 dicembre 2012 il saggio d’interesse di cui al comma 1 del presente articolo, al netto della maggiorazione ivi prevista, e’ pari all’1 per cento, ai sensi di quanto disposto dall’articolo unico del comunicato 13 luglio 2012. 4

Art. 6
(Risarcimento delle spese di recupero).
1. Nei casi previsti dall’articolo 3, il creditore ha diritto anche al rimborso dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrisposte.
2. Al creditore spetta, senza che sia necessaria la costituzione in mora, un importo forfettario di 40 euro a titolo di risarcimento del danno. E’ fatta salva la prova del maggior danno, che può comprendere i costi di assistenza per il recupero del credito.

Art.7
(Nullità)
1. Le clausole relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero, a qualunque titolo previste o introdotte nel contratto, sono nulle quando risultano gravemente inique in danno del creditore. Si applicano gli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile.
2. Il giudice dichiara, anche d’ufficio, la nullità della clausola avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, tra cui il grave scostamento dalla prassi commerciale in contrasto con il principio di buona fede e correttezza, la natura della merce o del servizio oggetto del contratto, l’esistenza di motivi oggettivi per derogare al saggio degli interessi legali di mora, ai termini di pagamento o all’importo forfettario dovuto a titolo di risarcimento per i costi di recupero.
3. Si considera gravemente iniqua la clausola che esclude l’applicazione di interessi di mora. Non e’ ammessa prova contraria.
4. Si presume che sia gravemente iniqua la clausola che esclude il risarcimento per i costi di recupero di cui all’articolo 6.
5. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una pubblica amministrazione e’ nulla la clausola avente ad oggetto la predeterminazione o la modifica della data di ricevimento della fattura. La nullità è dichiarata d’ufficio dal giudice.


Art. 8
Tutela degli interessi collettivi
1. Le associazioni di categoria degli imprenditori presenti nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), prevalentemente in rappresentanza delle piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi e degli artigiani, sono legittimate ad agire, a tutela degli interessi collettivi, richiedendo al giudice competente:
a) di accertare la grave iniquità, ai sensi dell’articolo 7, delle condizioni generali concernenti il termine di pagamento, il saggio degli interessi moratori o il risarcimento per i costi di recupero e di inibirne l’uso;
b) di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate;
c) di ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o più quotidiani a diffusione nazionale oppure locale nei casi in cui la pubblicità del provvedimento possa contribuire a correggere o eliminare gli effetti delle violazioni accertate.
2. L’inibitoria è concessa, quando ricorrono giusti motivi di urgenza, ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti del codice di procedura civile.
3. In caso di inadempimento degli obblighi stabiliti dal provvedimento reso nel giudizio di cui ai commi 1 e 2, il giudice, anche su domanda dell’associazione che ha agito, dispone il pagamento di una somma di denaro, da Euro 500 a Euro 1.100, per ogni giorno di ritardo, tenuto conto della gravità del fatto.

Art.9
Modifiche al codice di procedura civile
(omissis)5

Art.10
Modifiche alla legge 18 giugno 1998, n. 192
1. All’articolo 3, della legge 18 giugno 1998, n. 192, il comma 3 è così sostituito: “In caso di mancato rispetto del termine di pagamento il committente deve al subfornitore, senza bisogno di costituzione in mora, un interesse determinato in misura pari al saggio d’interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea applicato alla sua più recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione, maggiorato di otto punti percentuali, salva la pattuizione tra le parti di interessi moratori in misura superiore e salva la prova del danno ulteriore. Il saggio di riferimento in vigore il primo giorno lavorativo della Banca centrale europea del semestre in questione si applica per i successivi sei mesi. Ove il ritardo nel pagamento ecceda di trenta giorni il termine convenuto, il committente incorre, inoltre, in una penale pari al 5 per cento dell’importo in relazione al quale non ha rispettato i termini.”.

Art.11
Norme transitorie finali
(omissis)
2. Sono fatte salve le vigenti disposizioni del codice civile e delle leggi speciali che contengono una disciplina più favorevole per il creditore.
3. La riserva della proprietà di cui all’articolo 1523 del codice civile, preventivamente concordata per iscritto tra l’acquirente ed il venditore, è opponibile ai creditori del compratore se è confermata nelle singole fatture delle successive forniture aventi data certa anteriore al pignoramento e regolarmente registrate nelle scritture contabili.
(omissis)

* * *
D. Lgs. 9 novembre 2012 n. 192
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 11 novembre 2011, n. 180, recante norme per la tutela della liberta’ d’impresa. Statuto delle imprese, ed in particolare l’articolo 10;
Vista la direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (rifusione);
Visto il decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, recante attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 ottobre 2012;
Sulla proposta dei Ministri per gli affari europei e della giustizia, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione;
Emana il seguente decreto legislativo:

Art. 1
Modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231

1. Al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, recante attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’articolo 1 e’ sostituito dal seguente: «Art. 1 (Ambito di applicazione). – 1. Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale. 2. Le disposizioni del presente decreto non trovano applicazione per: a) debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore, comprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito; b) pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno, compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore.»;
b) l’articolo 2 e’ sostituito dal seguente: «Art. 2 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente decreto si intende per: a) “transazioni commerciali”: i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo; b) “pubblica amministrazione”: le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 25, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e ogni altro soggetto, allorquando svolga attività per la quale e’ tenuto al rispetto della disciplina di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163; c) “imprenditore”: ogni soggetto esercente un’attività’ economica organizzata o una libera professione; d) “interessi moratori”: interessi legali di mora ovvero interessi ad un tasso concordato tra imprese; e) “interessi legali di mora”: interessi semplici di mora su base giornaliera ad un tasso che e’ pari al tasso di riferimento maggiorato di otto punti percentuali; f) “tasso di riferimento”: il tasso di interesse applicato dalla Banca centrale europea alle sue più recenti operazioni di rifinanziamento principali; g) “importo dovuto”: la somma che avrebbe dovuto essere pagata entro il termine contrattuale o legale di pagamento, comprese le imposte, i dazi, le tasse o gli oneri applicabili indicati nella fattura o nella richiesta equivalente di pagamento.»;
c) all’articolo 3, dopo le parole: «interessi moratori» sono inserite le seguenti: «sull’importo dovuto»;
d) l’articolo 4 e’ sostituito dal seguente: «Art. 4 (Decorrenza degli interessi moratori). – 1. Gli interessi moratori decorrono, senza che sia necessaria la costituzione in mora, dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento. 2. Salvo quanto previsto dai commi 3, 4 e 5, ai fini della decorrenza degli interessi moratori si applicano i seguenti termini: a) trenta giorni dalla data di ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente. Non hanno effetto sulla decorrenza del termine le richieste di integrazione o modifica formali della fattura o di altra richiesta equivalente di pagamento; b) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non e’ certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento; c) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento e’ anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi; d) trenta giorni dalla data dell’accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell’accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data. 3. Nelle transazioni commerciali tra imprese le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore rispetto a quello previsto dal comma 2. Termini superiori a sessanta giorni, purché non siano gravemente iniqui per il creditore ai sensi dell’articolo 7, devono essere pattuiti espressamente. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto. 4. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore e’ una pubblica amministrazione le parti possono pattuire, purché in modo espresso, un termine per il pagamento superiore a quello previsto dal comma 2, quando ciò sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione. In ogni caso i termini di cui al comma 2 non possono essere superiori a sessanta giorni. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto. 5. I termini di cui al comma 2 sono raddoppiati: a) per le imprese pubbliche che sono tenute al rispetto dei requisiti di trasparenza di cui al decreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333; b) per gli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria e che siano stati debitamente riconosciuti a tale fine. 6. Quando e’ prevista una procedura diretta ad accertare la conformità della merce o dei servizi al contratto essa non può avere una durata superiore a trenta giorni dalla data della consegna della merce o della prestazione del servizio, salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella documentazione di gara e purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell’articolo 7. L’accordo deve essere provato per iscritto. 7. Resta ferma la facoltà delle parti di concordare termini di pagamento a rate. In tali casi, qualora una delle rate non sia pagata alla data concordata, gli interessi e il risarcimento previsti dal presente decreto sono calcolati esclusivamente sulla base degli importi scaduti.»;
e) l’articolo 5 e’ sostituito dal seguente: «Art. 5 (Saggio degli interessi). – 1. Gli interessi moratori sono determinati nella misura degli interessi legali di mora. Nelle transazioni commerciali tra imprese e’ consentito alle parti di concordare un tasso di interesse diverso, nei limiti previsti dall’articolo 7. 2. Il tasso di riferimento e’ così determinato: a) per il primo semestre dell’anno cui si riferisce il ritardo, e’ quello in vigore il 1° gennaio di quell’anno; b) per il secondo semestre dell’anno cui si riferisce il ritardo, e’ quello in vigore il 1° luglio di quell’anno. 3. Il Ministero dell’economia e delle finanze da’ notizia del tasso di riferimento, curandone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana nel quinto giorno lavorativo di ciascun semestre solare.»;
f) l’articolo 6 e’ sostituito dal seguente: «Art. 6 (Risarcimento delle spese di recupero). – 1. Nei casi previsti dall’articolo 3, il creditore ha diritto anche al rimborso dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrisposte. 2. Al creditore spetta, senza che sia necessaria la costituzione in mora, un importo forfettario di 40 euro a titolo di risarcimento del danno. E’ fatta salva la prova del maggior danno, che può comprendere i costi di assistenza per il recupero del credito.»;
g) l’articolo 7 e’ sostituito dal seguente: «Art. 7 (Nullità). – 1. Le clausole relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero, a qualunque titolo previste o introdotte nel contratto, sono nulle quando risultano gravemente inique in danno del creditore. Si applicano gli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile. 2. Il giudice dichiara, anche d’ufficio, la nullità della clausola avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, tra cui il grave scostamento dalla prassi commerciale in contrasto con il principio di buona fede e correttezza, la natura della merce o del servizio oggetto del contratto, l’esistenza di motivi oggettivi per derogare al saggio degli interessi legali di mora, ai termini di pagamento o all’importo forfettario dovuto a titolo di risarcimento per i costi di recupero. 3. Si considera gravemente iniqua la clausola che esclude l’applicazione di interessi di mora. Non e’ ammessa prova contraria. 4. Si presume che sia gravemente iniqua la clausola che esclude il risarcimento per i costi di recupero di cui all’articolo 6. 5. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore e’ una pubblica amministrazione e’ nulla la clausola avente ad oggetto la predeterminazione o la modifica della data di ricevimento della fattura. La nullità è dichiarata d’ufficio dal giudice.»;
h) all’articolo 8, comma 1, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente: «a) di accertare la grave iniquita’, ai sensi dell’articolo 7, delle condizioni generali concernenti il termine di pagamento, il saggio degli interessi moratori o il risarcimento per i costi di recupero e di inibirne l’uso.».

Art. 2
Modifiche alla legge 18 giugno 1998, n. 192

1. All’articolo 3, comma 3, della legge 18 giugno 1998, n. 192, le parole: «di sette punti percentuali» sono sostituite dalle seguenti: «di otto punti percentuali».

Art. 3
Disposizioni finali

1. Le disposizioni di cui al presente decreto legislativo si applicano alle transazioni commerciali concluse a decorrere dal 1° gennaio 2013.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 9 novembre 2012


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Orario apertura uffici del Tribunale di Roma: il Tar Lazio rigetta il ricorso dell'Ordine degli Avvocati di Roma

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOLe motivazioni del Tar Lazio contro la impugnativa dell'Ordine degli avvocati di Roma: la contestata limitazione d'orario è stata adottata nella consapevolezza che (alla luce dell'elevato "standard" di informatizzazione raggiunto dai vari Uffici) non si sarebbe arrecato alcun danno all'utenza.

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Sentenza n. 10016 del 30/11/2012

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm., sul ricorso numero di registro generale 8003 del 2012, proposto dall'Ordine degli Avvocati di Roma, rappresentato e difeso dall'avv. Angelo Clarizia, con domicilio eletto presso di questi in Roma, via Principessa Clotilde 2;

contro

il Ministero della Giustizia, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12;

per l'annullamento

del provvedimento con cui gli organi direttivi del Tribunale di Roma hanno stabilito che, a decorrere dal 26.9.2012, taluni Uffici (anche di Cancelleria) restassero aperti al pubblico (soltanto) dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

Visto il ricorso, con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore, nella Camera di Consiglio del giorno 7 novembre 2012, il dott. Franco Angelo Maria De Bernardi e uditi – per le parti – i difensori come da verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Ritenuto e considerato quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Reputandolo illegittimo sotto più profili, l'Ordine degli Avvocati di Roma ha impugnato (con contestuale richiesta di tutela cautelare) il provvedimento con cui gli organi direttivi del Tribunale capitolino hanno stabilito che – a decorrere dal 26.9.2012 – taluni Uffici (anche di Cancelleria) restassero aperti al pubblico (soltanto) dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

Stante la manifesta pretestuosità delle argomentazioni attoree, nella Camera di Consiglio del 7.11.2012 (data in cui il relativo ricorso è stato sottoposto, ai fini della delibazione della suindicata istanza incidentale, al prescritto vaglio collegiale), si ritiene – preavvisatene le parti – di poter definire immediatamente il giudizio con una sentenza in forma semplificata.

Al riguardo; premesso

-che la questione sottoposta all'esame di questo giudice attiene, con tutta evidenza, all'"autoorganizzazione amministrativa";

-che, in questo specifico settore, alle competenti Autorità è (e non può che esser) riconosciuto un potere discrezionale particolarmente ampio,

si osserva

-che, nella circostanza, i limiti entro i quali l'esercizio di tale potere è – tradizionalmente – circoscritto non possono assolutamente considerarsi superati;

-che, in particolare, la copiosa documentazione versata in atti dalla resistente dimostra (innanzitutto) che il provvedimento impugnato è stato adottato a conclusione di un'approfondita istruttoria: nel corso della quale sono stati attentamente valutati, e comparati, i vari interessi coinvolti nella delicata (ed ormai annosa) vicenda.

Si rileva, altresì che il cennato provvedimento va visto nell'ottica dell'avviato potenziamento del "servizio informatico": e del difficilissimo contesto in cui, anche per consentire un simile potenziamento, è quotidianamente chiamato ad operare il personale addetto al Tribunale di Roma.

Non si può – del resto – non evidenziare (per quel che concerne la dedotta violazione del principio "partecipativo") che, per concordare le modalità di attuazione di quello che è stato definito il "Piano straordinario di digitalizzazione (e, più in generale, per fronteggiare le imprescindibili esigenze ad esso connesse), si sono svolte – sin dal 2009 – numerose riunioni: alle quali sono sempre stati chiamati a partecipare (per darvi il loro fattivo contributo) autorevoli rappresentanti del soggetto ricorrente.

Quel che è, comunque, certo è

-che gli utenti del Tribunale di Roma possono ormai giovarsi di appositi sportelli telematici e (a fini di consultazione) di numerose postazioni informatiche;

-che è, del pari, in atto (tramite il "sistema informatico ufficiale di gestione dei registri di Cancelleria") la scansione dei provvedimenti giurisdizionali in materia civile e di lavoro;

-che ciò consente, a ciascun professionista all'uopo abilitato, di visualizzare "on line" (direttamente dal proprio studio) i provvedimenti stessi.

E' superfluo aggiungere che la realizzazione, ed il mantenimento, di simili risultati (assolutamente imprevedibili all'epoca della promulgazione della, incongruamente richiamata, legge n. 1196 del '60) ha comportato – e comporta – la necessità di chiedere al personale amministrativo (che svolge già un'impressionante mole di lavoro straordinario) un impegno che non poteva (e non può) non riflettersi sull'orario di apertura al pubblico degli sportelli di tipo "tradizionale".

E dunque; atteso

-che la contestata limitazione d'orario è stata adottata nella consapevolezza che (alla luce dell'elevato "standard" di informatizzazione raggiunto dai vari Uffici) non si sarebbe arrecato alcun danno all'utenza;

-che, in definitiva, il provvedimento impugnato (oltre a non confliggere con alcun principio logico) appare pienamente rispondente all'interesse pubblico,

il Collegio (pur ravvisando giustificati motivi per far luogo all'integrale compensazione delle spese di lite) non può – appunto – che concludere per l'infondatezza della proposta impugnativa.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima)

-rigetta il ricorso indicato in epigrafe;

-compensa, tra le parti, le spese del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del giorno 7 novembre 2012, con l'intervento dei magistrati:

Calogero Piscitello, Presidente

Franco Angelo Maria De Bernardi,

Consigliere, Estensore

Elena Stanizzi,

Consigliere

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 30/11/2012

IL SEGRETARIO


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Tabella contributo unificato 2013

Tabella Contributo Unificato 2013

IMPUGNAZIONI (novità 2013):

Quando l'impugnazione, anche incidentale, e' respinta integralmente o e' dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l'ha proposta e' tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale, a norma del comma 1-bis. Il giudice da' atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al periodo precedente e l'obbligo di pagamento sorge al momento del deposito dello stesso (La disposizione si applica ai procedimenti iniziati dal 31 gennaio 2013 - trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge.)

Processo civile ordinario

Per i processi di valore fino a € 1.100,00  € 37,00

Per i processi di valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00 € 85,00

Per i processi di valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00 € 206,00

Per i processi di valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00 € 450,00

Per i processi di valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00 € 660,00

Per i processi di valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00 € 1.056,00

Per i processi di valore superiore a € 520.000,00 € 1.466,00

Il contributo è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione (quindi non solo l'Appello ma anche il Reclamo, come confermato da recente circolare ministeriale) ed è raddoppiato per i processi dinanzi alla Corte di Cassazione. Nell'atto introduttivo del giudizio: ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio numero di fax ai sensi degli artt. 125,co. 1 c.p.c. e 16 co. 1 bis, del D.Lgs. n. 546/1992; ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale Il C.U. è aumentato della metà.

Valore Indeterminabile

Per i processi civili di valore indeterminabile (si prende lo scaglione fra € 26.000,00 ed € 52.000,00) € 450,00

Per i processi di valore indeterminabile di competenza del Giudice di Pace (come sopra al 50%) € 206,00

Valore non dichiarato

Per i processi in cui manca la dichiarazione del valore si prende lo scaglione più alto € 1.466,00

Giudice di Pace

I processi avanti il Giudice di Pace seguono le tabelle ordinarie C.U. Ordinario (non va la marca da € 8 fino ad € 1.033,00)

Contributo al 50% rispetto al processo civile ordinario

Per i procedimenti Speciali previsti nel Libro IV titolo I c.p.c. anche se proposti nella causa di merito. Ad Esempio:

accertamento tecnico preventivo;

procedimento per ingiunzione;

procedimento per convalida di sfratto;

procedimenti cautelari;

procedimenti possessori al 50%.

Per il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo in aggiunta a quanto corrisposto al deposito del ricorso monitorio al 50%

Per il giudizio di sfratto per morosità al 50%

Per il giudizio di sfratto per finita locazione al 50%

Per i processi di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento al 50%

Per il nuovo procedimento sommario (702 bis c.p.c.) al 50%

Per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, salvo quanto previsto dall'art. 9 co. 1 bis del D.P.R. n. 115/2002 al 50%

 

Procedimenti riguardanti la Locazione, il Comodato, etc.

Per i processi in materia di locazione C.U. ordinario

Per i processi in materia di comodato C.U. ordinario

Per i processi in materia di occupazione senza titolo C.U. ordinario

Per i processi in materia di impugnazione di delibere condominiali C.U. ordinario

 

Procedimenti di Separazione e di Divorzio

Per i procedimenti di cui all'art. 711 del c.p.c (separazione consensuale) (non va la marca da 8 euro) € 37,00

Per i procedimenti di cui all'art. 4 co. 16 della Legge 1° dicembre 1970, n. 898 (domanda congiunta dei coniugi di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio) (non va la marca da 8 euro) € 37,00

Per i processi contenziosi di cui all'art. 4 della Legge n. 898/1970 (in materia di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio) (non va la marca da 8 euro) € 85,00

Per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo I c.p.c.

-separazione personale dei coniugi (non va la marca da 8 euro) € 85,00

 

Altri Procedimenti

Per i processi di volontaria giurisdizione € 85,00

Per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI c.p.c. (procedimenti in Camera di Consiglio) € 85,00

Reclami contro i provvedimenti cautelari (Circolare Ministeriale n. 5 del 31-07-02) € 85,00

Regolamento di competenza C.U. ordinario

Regolamento di giurisdizione C.U. ordinario

Processi innanzi alla Corte di Cassazione C.U. ordinario oltre ad un importo pari all'imposta fissa di registrazione dei provv. giudiziari

 

Procedimenti di Esecuzione

Per i processi di esecuzione per consegna o rilascio € 121,00

Per i processi di esecuzione mobiliare di valore inferiore a € 2.500,00 € 37,00

Per i processi di esecuzione mobiliare di valore superiore a € 2.500,00 € 121,00

Esecuzione forzata di obblighi di fare o non fare € 121,00

Per i processi di esecuzione immobiliare € 242,00

Per i processi di opposizione agli atti esecutivi € 146,00

 

Procedure di Diritto Fallimentare

Insinuazione tempestiva al passivo NON SI ISCRIVE A RUOLO ESENTE

Dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura € 740,00

Per i processi di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento Il contributo è ridotto della metà

Istanza di fallimento € 85,00

 

Riepilogo Procedimenti esenti

Per i processi già esenti, secondo previsione legislativa e senza limiti di competenza o di valore, dall'imposta di bollo o da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura ESENTE

Per i processi di rettificazione di stato civile ESENTE

Per i processi in materia tavolare ESENTE

Per i processi di cui al libro IV, titolo II, capi II, III, IV e V, del c.p.c. dell'interdizione e dell'inabilitazione; disposizioni relative all'assenza e alla dichiarazione di morte presunta; disposizioni relative ai minori, agli interedetti e agli inabilitati; dei rapporti patrimoniali dei coniugi; ESENTE

Per i processi in materia di assegni per il mantenimento della prole o riguardanti la stessa. ESENTE

Per i processi di cui all'art. 3, della legge 24 marzo 2001, n. 89 (Legge "Pinto") ESENTE

Procedure di Lavoro con i requisiti di cui all'art. 9 comma 1-bis TU Sp Giust Procedimenti relativi alla esecuz mobiliare o immobiliare delle sentenze o ordinanze emesse nei giudizi di lavoro. ESENTE

 

Opposizione a Ordinanza-ingiunzione - Art 23 L. 689/81

Per le procedure di opposizione a ordinanza-ingiunzione C.U. ordinario oltre a spese forfetizzate secondo l'importo di cui all'art. 30 D.P.R. 115/2002

 

Per i Giudizi di Diritto del Lavoro e di Previdenza e Assistenza obbligatoria

Per le controversie di Previdenza ed assistenza obbligatorie

Per i decreti ingiuntivi l'importo sarà ridotto della metà (non è dovuta la marca da 8 euro) € 37,00

Per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego Per i decreti ingiuntivi, in questo caso è esclusa una doppia riduzione (non è dovuta la marca da 8 euro) C.U. al 50% rispetto al processo civile ordinario

Nei procedimenti relativi alla esecuzione mobiliare o immobiliare delle sentenze o ordinanze emesse nei giudizi di lavoro. ESENTE

Per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, e per le controversie di Previdenza ed assistenza obbligatorie, se le parti siano titolari di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a tre volte l'importo previsto dall'art. 76 del D.P.R. n. 115/2002 (per l'ammissione al Gratuito Patrocinio) ESENTE

Avanti la Corte di Cassazione sia le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego sia le controversie di Previdenza ed assistenza obbligatorie non subiscono alcuna riduzione dovendosi applicare la tabella ordinaria.

TABELLA ORDINARIA

Ricorsi davanti ai Tribunali Amministrativo Regionali e al Consiglio di Stato

Per i ricorsi in materia di accesso ai documenti amministrativi (art. 116 del D.Lgs n.104/2010) € 300,00

Per i ricorsi avverso il silenzio (art. 117 del D.Lgs n.104/2010) € 300,00

Per i ricorsi aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, diritto di residenza € 300,00

Per i ricorsi aventi ad oggetto il diritto di soggiorno o il diritto di ingresso nel territorio dello Stato € 300,00

Per i ricorsi di esecuzione della sentenza o ottemperanza del giudicato € 300,00

Per i ricorsi previsti dall'articolo 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al D. Lgs n. 195/2005, di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale ESENTE

Per i ricorsi aventi ad oggetto rapporti di pubblico impiego Contributo ridotto a metà, salvo quanto previsto dall'art 9, co 1-bis

Per ricorsi cui si applica il rito abbreviato € 1.800,00

Per i ricorsi ex art. 119 co. 1 lett. a) e b) del D.Lgs. n. 104/2010

quando il valore della controversia e' pari o inferiore ad euro 200.000 € 2.000,00

quando il valore della controversia e' compreso tra euro 200.000 e 1.000.000 € 4.000,00

quando il valore della controversia supera euro 1.000.000 € 6.000,00

Nel processo amministrativo per valore della lite: nei ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, si intende l'importo posto a base d'asta individuato dalle stazioni appaltanti negli atti di gara, ai sensi dell'articolo 29, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Nei ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, in caso di controversie relative all'irrogazione di sanzioni, comunque denominate, il valore e' costituito dalla somma di queste.

Per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica € 650,00

Per tutti gli altri ricorsi (per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove) € 650,00

Il contributo e' aumentato della meta' per i giudizi di impugnazione. Ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax ai sensi dell'art. 136 del Codice del Processo Amministrativo di cui al D. Lgs. 104/10 Il C.U. è aumentato della metà.

 

Azione civile nel procedimento penale

Il contributo unificato è dovuto solo se è formulata richiesta di condanna al pagamento di una somma di danaro e la domanda è accolta C.U. Ordinario

Nel caso sia richiesta solo la condanna generica del responsabile ESENTE

Ricorsi principale e incidentale avanti alle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali

Controversie di valore fino a euro 2.583,28 € 30,00

Controversie di valore superiore a euro 2.582,28 e fino a euro 5.000 € 60,00

Controversie di valore superiore a 5.000 e fino a euro 25.000 € 120,00

Controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a euro 75.000 € 250,00

Controversie di valore superiore a 75.000 e fino a euro 200.000 € 500,00

Controversie di valore superiore a euro 200.000 € 1.500,00

Nel ricorso introduttivo del giudizio: Ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio numero di fax ai sensi degli artt. 125,co. 1 c.p.c. e 16 co. 1 bis, del D.Lgs. n. 546/1992, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale Il C.U. è aumentato della metà.

Materia di Impresa

Per i processi di competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa Il C.U. è il doppio rispetto al processo ordinario

(per effetto della Legge 24 marzo 2012, n. 27)


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