Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

    Guarda la Cookie Policy

Roma (foro)

Avvocatura: acque agitate

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOUn' intricata vicenda vede, ormai da mesi, contrapporsi Consiglio dell' Ordine degli Avvocati di Roma - o, meglio, quella maggioranza di consiglieri, espressa dalla lista Mauro Vaglio, risultata vittoriosa, con piu' del 50% delle preferenze, alle elezioni del 2012 - e Consiglio Nazionale Forense: in merito proprio a una serie di scelte del presidente del COA romano, Mauro Vaglio, e altri dirigenti, di cui alcune oggetto d' indagini da  parte della Magistratura. A maggio e giugno 2014, tre importanti quotidiani nazionali - "Corriere della Sera", "Il Messaggero", "Il Tempo" - annunciano il ritiro, da parte della Procura della Repubblica di Roma, della richiesta d' archiviazione indagini nei confronti del Presidente del COA romano, Mauro Vaglio: richiesta formulata, dalla stessa Procura, il 26  luglio 2013. Cos' era accaduto? Nella primavera del 2012 - ricorda lo stesso Vaglio in un intervento sul suo sito del 10 maggio scorso - il Consiglio dell' Ordine di Roma, dopo che il suo Presidente da tempo evidenziava la necessità, per l' Ordine romano, di dotarsi d'un responsabile della comunicazione, capace di far percepire in modo diverso, e piu' obbiettivo, a stampa e opinione pubblica, la figura dell' avvocato nella società italiana e le possibili iniziative di "autoriforma" dell' Ordine, deliberava d'affidare quest'incarico, per un anno, a Mauro Milita, amministratore unico della Skycklic S.r.L.: cioè allo stesso comunicatore che aveva condotto con successo, mesi prima, la campagna elettorale della lista Vaglio. Il tutto per un compenso di 24.000 euro. Quattro consiglieri dell' Ordine romano, però, controllando atti e bilanci del Consiglio, scoprivano in seguito - presentando un esposto alla magistratura - che l'incarico era stato assegnato in modo informale, senza il necessario bando di concorso pubblico; e che, nella stessa Skyclic S.r.L., il presidente Vaglio aveva detenuto, ancora nel 2012, quote di partecipazione (da lui dichiarate, sempre nell'intervento sul sito del 10 maggio, inattive da anni), poi cedute, in data 13 settembre 2012, al figlio di Milita. In una "lettera aperta" ai colleghi dell' Ordine romano del 3 giugno scorso, pubblicata in Rete, il consigliere Domenico Condello fa il punto sulle accuse contro Vaglio: ricordando che, oltre a lui, anche l'avv. Pietro di Tosto, segretario del' Ordine romano, avrebbe commesso abusi stipulando, in solo nove mesi (marzo-dicembre 2012), ben 74 contratti d' assunzione a tempo deterrminato presso l' Ordine. E, soprattutto, che, il 28 maggio 2013, il P.M. comunicava al Consiglio Nazionale Forense d'aver concluso le indagini, per presunta turbativa di gara d'appalto, svolte nei confronti del Tesoriere dell' Ordine romano e di un alto suo funzionario, in merito all'affidamento dell'appalto per le pulizie nella sede del'Ordine. La richiesta, fatta il 20 maggio scorso al Presidente Vaglio e al Segretario di Tosto, di fornire chiarimenti su quest'ultima vicenda non ha avuto ancora esito; mentre - sottolinea Cordello - le responsabilità dei due nell'aver tenuto a lungo all' oscuro, su tutti questi argomenti, il Consiglio dell' Ordine romano sono state accertate dall'ispezione che il Consiglio Nazionale Forense ha svolto, nei mesi scorsi, su esplicita richiesta del ministero della Giustizia. Appunto in seguito al deposito al Palazzo di Giustizia, aggiungiamo, della relazione del CNF censurante la mancata comunicazione ai consiglieri romani, da parte di Vaglio, del conflitto d'interessi a proposito dell'incarico assegnato a Mauro Milita, la Procura di Roma ha ritirato, a maggio scorso, la richiesta d'archiviazione indagini nei confronti del Presidente dell' Ordine. Di tutte queste situazioni passibili d'indagine da parte della magistratura penale - conclude Domenico Condello - il Consiglio dell' Ordine degli Avvocati di Roma è venuto a conoscenza solo nell'adunanza del 22 maggio scorso: in cui ha appreso dell'indagine svolta dal CNF e ha preso visione della relativa relazione, consegnata ai consiglieri dallo stesso Presidente Vaglio. Come si vede, la materia è potenzialmene esplosiva, comunque tale da gettare grave discredito non solo sugli 'attuali Presidente, Segretario e Tesoriere dell'Ordine romano (che farebbero bene ad autosospendersi dall'incarico, in attesa che si chiarisca il tutto): ma su tutto il Consiglio di Roma.Questo perchè, senza voler entrare qui nel merito delle indagini in corso, è alquanto strano, difficilmente sostenibile, che un Consiglio dell' Ordine di Roma ampiamente dominato dalla lista Vaglio vincitrice delle elezioni del 2012 (ben 13 consiglieri su 15), non sapesse nulla, proprio nulla, di queste iniziative del Presidente e dei suoi piu' stretti collaboratori. Vaglio, sempre sul suo sito, parla di probabile complotto ordito da suoi nemici nella vecchia consiliatura e nel CNF, ricordando i suoi obbiettivi successi (come le battaglie contro il Regolamento CNF sulle specializzazioni e l'istituto della mediazione obbligatoria voluto tempo fa dall'allora ministro della Giustizia Alfano: poi dichiarati entrambi nulli da TAR e Corte Costituzionale). Intanto, una lancia a suo favore è stata indirettamente spezzata dal deputato grillino Andrea Colletti: firmatario, alla Camera, d'un'interrogazione, a Presidenza del Consiglio e ministeri dell'Economia e della Giustizia, sulla "legittimità sostanziale" (al di là di quella formale) e l'opportunità della recente nomina, a membro del C. d'A. di Finmeccanica , del Prof. Guido Alpa, presidente proprio del Consiglio Nazionale Forense (dall' odissea dei due marò in India ai rapporti con Brasile e altri Pasi emergenti, la Finmeccanica sembra essere assurta, dietro le quinte, tra i "primum mobile" della nostra politica estera...!). Noi di "Ingiustizia", fedeli alle nostre tradizioni di ricerca obbiettiva della verità e rispetto per diritti e doveri d'ogni cittadino, attendiamo con fiducia l'esito di tutte queste indagini: riservandoci di dar direttamente la parola, nei prossimi numeri, a tutte le parti coinvolte, e sempre nella contrarietà sia alle esaltazioni (o autoesaltazioni) interessate che alle condanne decise a tavolino.

 FABRIZIO FEDERICI


Add a comment

Anno giudiziario: era ora

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOForse ci siamo. Per l'inaugurazione dell'anno giudiziario gli Avvocati hanno imboccato la strada giusta. Le toghe italiane si sono colorite dei segni della protesta dell'intero Paese. A Roma Mauro Vaglio ha indossato, sulla toga, una fascia tricolore dove era scritto "A difesa della democrazia". Gli Avvocati Napoletani si sono presentati alla inaugurazione con le mani legate e una fascia tricolore sulle toghe con la scritta "In difesa dei diritti". A Milano il Presidente dell'Ordine Paolo Giuggioli ha denunciato l'azione demolitrice del potere contro il diritto dei cittadini di accesso alla giustizia. Dunque l'Avvocatura italiana si è finalmente schierata, all'unanimità, contro l'azione demolitrice del potere politico, a tutela dei diritti e della democrazia e non soltanto dei propri modesti interessi professionali. La denuncia dell'Avvocatura italiana assume ora un valore epocale e nasce da una coraggiosa e veritiera analisi della classe politica, minoranza organizzata ignara di ogni regola morale, che antepone ancora una volta il proprio interesse a quello contrario e legittimo dei cittadini a un armonioso e articolato rapporto della maggioranza degli amministrati, disorganizzati e succubi, con le minoranze organizzate al potere.. Non senza ragione mi ero permesso in un precedente intervento di richiamare l'attenzione dei nostri rappresentanti su alcuni politologi le cui analisi sono attualissime. Primo fra tutti Gaetano Mosca. La sovranità popolare, secondo l'illustre Siciliano, finisce con l'essere una finzione quando, in ragione dell'apparenza democratica, la minoranza organizzata in classe politica adopera il sistema elettorale, elaborato in virtù del proprio interesse, per conquistare mantenere il potere e abusarne. Da ciò la conseguenza che la classe politica non annovera Uomini di Stato ma solo politici di professione. In conseguenza l'attualità del nostro Paese è caratterizzata dalla crisi della democrazia liberale e di quella socialista. La crisi delle ideologie trova sostegno e conferma, come osserva Paul Ginsborg, dal fatto che tutta la società umana è ormai dipendente dal grande capitale che impone alla classe politica al potere le scelte dettate dall'economia globale. Qual è allora l'alternativa. Se lo chiede tra gli altri Ralf Dahrendorf - e la domanda acquista particolare e drammatica rilevanza - quando si verta in materia di diritti individuali ai quali non può sovrastare un sistema elettorale quale quello che si tenta oggi fermamente di riproporre, senza vergogna, impegnato a garantire la supremazia dei partiti. Dunque, come è già avvenuto in altre epoche e in altre storie, spetta agli avvocati scendere in campo per difendere con ogni mezzo la democrazia e i diritti. Come e con quali iniziative ? Con l'informazione, il dibattito, la protesta soprattutto fuori dai ristretti spazi dell'informazione professionale. Resta da aggiungere, con viva soddisfazione, che è sopraggiunta il 20 febbraio la Manifestazione di protesta degli Avvocati italiani in difesa della democrazia che ha avuto un grande successo di partecipazione e di cronaca. Era ora! Complimenti al Consiglio dell'Ordine di Roma e soprattutto al suo Presidente Mauro Mauro Vaglio.

Giorgio della Valle

Avvocato del Foro di Roma 

Gli autori citati:

Gaetano Mosca – La classe politica (da Elementi di Scienza Politica ) con introduzione di N. Bobbio

Ralf Dahrendolf – Dopo la Democrazia

Paul Ginsborg – La democrazia che non c'è


Add a comment

Avvocatura: il toga party no

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOMentre il diritto e la democrazia stanno morendo per mano di una classe politica corrotta ad avida nella quale manca anche un solo Uomo di Governo ma si affollano politicanti di professione impegnati ad accumulare potere e ricchezza; mentre questo accade, gli avvocati romani si esibiscono nel toga party!!! E perché poi? Per apparire nella pagina di cronaca mondana di un quotidiano romano, quella stessa che ospita politici screditati, attricette dal sorriso invitante, nobili dall'araldica lontana e incerta, piccoli protagonisti dello spettacolo, manager e burocrati in cerca di una occasionale pubblicità. Questo il motivo? o forse anche qualche non lontana occasione elettorale dell'Ordine Forense o della politica nazionale. Ma come! Dopo il corteo e il raduno di Piazza S.S Apostoli, dopo i palloncini multicolori agitati nei giardini di Piazza Cavour, eventi che facevano sperare in una avvocatura romana impegnata nella sua vocazione di guardiana del diritto e della giustizia, siamo finiti nel toga party? E intanto i nostri rappresentanti istituzionali di più alto livello si impegnano a combattere "Amica card" un portale web che consente alle imprese di promuovere i propri sevizi, anche quelli di avvocati, pagando un canone "irrisorio" al sito e così recando offesa alla "dignità" dell'avvocato e al suo diritto a "una esistenza libera e dignitosa". E' una battaglia del Consiglio Nazionale Forense ignorata o poco apprezzata dalla stampa (leggi Stefano Feltri su "Il Fatto Quotidiano" del 31 luglio che titola "Avvocati - la lobby è più forte di ogni legge"). Possibile che non se ne indovini una? Possibile che l'avvocatura italiana si impegni in piccole guerre di bottega (meritandosi l'insofferenza e il fastidio della Cancellieri) e taccia sui veri problemi del diritto e della giustizia che sono problemi della collettività alla soluzione dei quali l'avvocatura è anch'essa deputata dalla costituzione. I tempi e le carenze della giustizia ? I tentativi ripetuti di seppellirla e farla tacere: nel civile con riforme e strumenti vari di decimazione del contenzioso, con tempi secolari delle pronuncie; con la sostanziale impotenza dell'azione esecutiva; nel penale con la pratica quotidiana della prescrizione faticosamente ostacolata, con frequenti insuccessi, dalla magistratura. Su questo poco o nulla dai nostri rappresentanti. Nulla sulla difesa della costituzione che la classe politica tenta di modificare con un colpo di mano? Nulla sulle riforme legislative e carcerarie finalizzate alla incolumità dei politici corrotti. Nulla sul trattamento privilegiato che si vuole riservare ai potenti nel loro rapporto con la giustizia. offrendo loro, come prezzo della collaborazione politica, la riforma della giustizia. Su tutto questo nulla. Così da far apparire tutta l'avvocatura allineata agli interessi della classe politica. Ma non siamo noi i portatori dei valori costituzionali di libertà e di giustizia, non solo a difesa dei convenuti e degli imputati, ma anche degli attori e delle parti offese? In realtà dovremmo difendere la magistratura dagli attacchi quotidiani che riceve perché questo è l'interesse della collettività e, guarda caso, il nostro. Non possiamo e non dobbiamo, invece, prendere a modelli e ispiratori gli avvocati dei potenti. Intanto il sistema democratico è fortemente e forse irreparabilmente compromesso dalla potenza delle lobby economiche e politiche che opprimono le minoranze non organizzate. Non riesco a rassegnarmi al fatto che l'avvocatura italiana sia ridotta ad occuparsi di tariffe e di mediazioni mentre ben altro è il suo ruolo; quando la democrazia è in pericolo, noi avvocati, più di ogni altra categoria, abbiamo il compito di difenderla. Mi permetto in conclusione di suggerire, in nota (1), ai nostri rappresentanti qualche lettura. Ma i nostri rappresentanti leggono?

di Giorgio della Valle*

Avvocato del Foro di Roma

(1) Gaetano Mosca – La classe Politica (da Elementi di Scienza Politica) con introduzione di N.Bobbio

Bruno Tinti – La questione immorale Chiarelettere

Ralf Dahrendorf – Dopo la Democrazia

Paul Ginsborg – La Democrazia che non c'è


Add a comment

Tribunale di Roma: 200 stage

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOAi sensi dell'art. 73 cit. in oggetto è indetta la procedura per l'individuazione 200 stagisti da immettere presso questo Tribunale nell'anno 2014. La formazione è riservata a coloro i quali contestualmente: sono laureati in giurisprudenza all'esito di un corso di durata almeno quadriennale; sono, in possesso dei requisiti di onorabilità di cui all'articolo 42-ter, secondo comma, lettera g), del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (non aver riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzioni e non essere sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza); abbiano riportato una media di almeno 27/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo, o un punteggio di laurea non inferiore a 105/110; non abbiano compiuto i trenta anni di età. Il periodo di formazione teorico-pratica presso il Tribunale sarà della durata complessiva di diciotto mesi; durante lo stage gli ammessi non possono esercitare attività professionale innanzi a questo Tribunale, né possono rappresentare o difendere, anche nelle fasi o nei gradi successivi della causa, le parti dei procedimenti che si sono svolti dinanzi al magistrato formatore (a cui sono affidati durante lo stage) o assumere da costoro qualsiasi incarico professionale. Lo svolgimento dello stage non dà diritto ad alcun compenso e non determina il sorgere di alcun rapporto di lavoro subordinato o autonomo né di obblighi previdenziali e assicurativi. Lo stage può essere interrotto in ogni momento dal capo dell'ufficio, anche su proposta del magistrato formatore, per sopravvenute ragioni organizzative o per il venir meno del rapporto fiduciario, anche in relazione ai possibil i rischi per l'indipendenza e l'imparzialità dell'ufficio o la credibilità della funzione giudiziaria, nonché per l'immagine e il prestigio dell'ordine giudiziario. Lo stage può essere svolto contestualmente ad altre attività, compreso il dottorato di ricerca, il tirocinio per l'accesso alla professione di avvocato o di notaio e la frequenza dei corsi delle scuole di specializzazione per le professioni legali, purché con modalità compatibili con il conseguimento di un'adeguata formazione. Il contestuale svolgimento del tirocinio per l'accesso alla professione forense non impedisce all'avvocato presso il quale il tirocinio si svolge di esercitare l'attività professionale innanzi al magistrato formatore. L'attività degli ammessi allo stage si svolge sotto la guida e il controllo del magistrato formatore a cui sono affidati e nel rispetto degli obblighi di riservatezza e di riserbo riguardo ai dati, alle informazioni e alle notizie acquisite durante il periodo di formazione, con obbligo di mantenere il segreto su quanto appreso in ragione della loro attività e astenersi dalla deposizione testimoniale. Gli stagisti sono ammessi ai corsi di formazione decentrata organizzati per i magistrati dell'ufficio ed ai corsi di formazione decentrata loro specificamente dedicati e organizzati con cadenza almeno semestrale secondo programmi che sono indicati per la formazione decentrata da parte della Scuola superiore della magistratura. All'esito dello stage il magistrato formatore redige una relazione sull'esito del periodo di formazione e la trasmette al capo dell'ufficio. Per l'accesso alla professione di avvocato e di notaio per il periodo di un anno ai fini del compimento del periodo di tirocini o professionale ed è valutato per il medesimo periodo ai fini della frequenza dei corsi della scuola di specializzazione per le professioni legali, fermo il superamento delle verifiche intermedie e delle prove finali d'esame di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398. COSTITUISCE TITOLO DI PREFERENZA a parità di merito, a norma dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggi o 1994, n. 487, nei concorsi indetti dall'amministrazione della giustizia, dall'amministrazione della giustizia amministrativa e dall'Avvocatura dello Stato. Per i concorsi indetti da altre amministrazioni dello Stato l'esito positivo del periodo di formazione costituisce titolo di preferenza a parità di titoli e di merito. COSTITUISCE TITOLO DI PREFERENZA per la nomina a giudice onorario di tribunale e a vice procuratore onorario. La domanda per la partecipazione allo stage si presenta alla Presidenza del Tribunale con il modulo di seguito inserito e con allegata la documentazione comprovante il possesso dei requisiti richiesti per l'ammissione alla formazione, anche a norma degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 44. Nella domanda può essere espressa una preferenza ai fini dell'assegnazione, di cui si tiene conto compatibilmente con le esigenze dell'ufficio. Si fissa il termine per la presentazione della domanda per il giorno 5 dicembre del 2013 alle ore 13.00.  Quando non è possibile avviare al periodo di formazione tutti gli aspiranti muniti dei requisiti sopra indicati si riconosce preferenza, nell'ordine, alla media degli esami indicati, al punteggio di laurea e alla minore età anagrafica. A parità dei requisiti previsti dal primo periodo si attribuisce preferenza ai corsi di perfezionamento in materie giuridiche successivi alla laurea.


Add a comment

COA Roma: di ritorno dall'assemblea

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOOre 15 del 13 giugno 2013. Torno sconsolato e un po' incazzato dall'Assemblea dell'Ordine romano destinata all'approvazione del bilancio. Ubbidiente alla convocazione mi ero presentato qualche minuto prima delle 13 all'ingresso dell'Aula Avvocati del Palazzaccio insieme a un mio vecchio Amico e Collega. Niente da fare. L'Aula, modesta per capienza e decoro, era già inaccessibile e stracolma; gli avvocati straripavano nello spazio esterno antistante, nei corridoi e soprattutto... nel caffè del Palazzaccio. Per di più la area antistante l'aula era accuratamente recintata e vigilata per impedire forse che qualche avvocato si appropriasse delle sedie accatastate in gran numero oltre la recinzione. Dentro e fuori l'aula nemmeno l'ombra di un posto a sedere, problema non da poco per Avvocati giovanissimi come il sottoscritto: non c'era nemmeno spazio per appoggiarsi al muro o per sporgersi dal loggione secondo antiche tradizioni goliardiche e teatrali. Il mio Amico, assistito dalla fortuna, era riuscito a collocarsi nell'unica sedia libera fuori dall'aula ma dopo qualche minuto, per galanteria, ha lasciato il posto a una non più giovane collega piuttosto malandata che lo aveva... perentoriamente (!!!) invitato a lasciarle il posto. Così abbiamo per un po' bighellonato da un collega a un altro scambiando facezie. Avevo in animo di rinnovare, in un breve intervento, l' invito a reagire alle prepotenze che troppo spesso subisce l'avvocatura italiana, ma il Presidente ha seccamente avvertito che non sarebbero stati ammessi interventi non strettamente attinenti il bilancio, quasi che, in un organismo di categoria, l'esame del bilancio non comporti necessariamente l'esame dell'attività svolta che il bilancio necessariamente fotografa. E' seguita, come d'uso, la lettura dei decessi di colleghi verificatisi nell'anno. Quindi travolti dalla stanchezza e dalla depressione il mio Amico ed io ce ne siamo andati riflettendo sui lontani fasti dell'Ordine romano e sulla improvvida organizzazione dell'assemblea alla quale avevano diritto di partecipare gli oltre ventimila avvocati iscritti. Come si poteva pensare di ospitarli in un'aula che contiene a stento tre - quattrocento posti ? Mi chiedo: non si poteva ottenere per l'assemblea annuale dell'Ordine di Roma l'Aula Magna visto il grande salto di reputazione del Consiglio Romano riferito dal Presidente, per essere stato ammesso, nientedimeno, a svolgere un intervento di benvenuto in occasione dell'insediamento del nuovo Primo Presidente della Suprema Corte? In alternativa, non si poteva disporre di un qualsiasi altro locale più capiente, magari affittando un cinema o un teatro come si è fatto in un passato non lontano col Teatro Olimpico e con il più modesto Teatro Manzoni ? Nessuno ci ha pensato o forse non si faceva conto su tante presenze. O forse si preferiva limitare le presenze ai più impegnati o ai più fedeli. Non voglio crederlo ! Sta di fatto che le occasioni di incontro collettivo vanno potenziate e il Consiglio dell' Ordine di Roma, considerata la assoluta insufficienza dei nostri organismi rappresentativi nazionali, non può rinunciare al ruolo di capofila della protesta forense privilegiando ragioni di competizione interna. Non so se il bilancio sia stato approvato; suppongo di sì ma non me ne importa.

Giorgio della Valle*

Avvocato del Foro di Roma


Add a comment
Banner

Newsletter

Newsletter

Immagini da In-giustizia 

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/348377IMG_2330.JPG

404

404: Not Found Sorry, but the content you requested could not be found Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/466707Antonio_Di_Pietro.JPG

La riforma organica della magistratura onoraria

 Nell’ultimo decennio, per contenere l’arretrato giudiziario e alleggerire il carico di lavoro dei magistrati togati, la giurisdizione é stata devoluta sempre più ai magistrati onorari, sia aumentando progressivamente la competenza Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/653028Immagine_015.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/576096Romolo_Reboa_078.JPG

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/585707NI2_4866.jpg

Ricadute sugli uffici e sul personale giudiziario della riforma

La parola a Paola Saraceni, Segretario nazionale UGL Ministeri.   Le modifiche apportate dalla riforma del processo civile a detta di molti determinerà un eccezionale aggravio per l’attività giudiziaria in generale ed Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/221145Immagine_008.JPG

Il sistema giustizia per Santacroce

Incontro con il Presidente della Corte di Appello di Roma   Questo doveva essere il resoconto di un’intervista a tu per tu con il Presidente della Corte d’Appello di Roma, Dott. Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/447772Immagine_007.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/975780Distribuzione_giornale_1993_33.jfif

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/97025316_dicembre.JPG

"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto