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Roma (foro)

Incarichi di curatore fallimentare, commissario, liquidatore

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOI Consigli dell’Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili rendono noto che in virtù di protocollo sottoscritto con la Sezione Fallimentare, del Tribunale Civile di Roma, è stato attivato un sistema informatico on-line per l’acquisizione dei dati necessari per formare l’elenco dei professionisti che si dichiarano disponibili a ricevere incarichi dalla sezione fallimentare. Gli Iscritti agli Albi che intendono comunicare la disponibilità a ricevere incarichi a collegarsi ai siti web(http://www.ordineavvocatiroma.it) o (www.odcec.roma.it) per attivare la scheda per l’inserimento dei dati richiesti e necessari per la creazione dell’elenco. La scheda per l’acquisizione della dichiarazione di disponibilità con i dati così come elaborata dalla Sezione Fallimentare in conformità al protocollo sottoscritto con gli Ordini. Il sistema di acquisizione dei dati prevede: una serie di campi in cui digitare le informazioni; un sistema di controllo dei dati personali mancanti; un sistema automatico di invio dei dati inseriti. Il sistema on-line resterà a disposizione degli interessati fino al 22 Luglio 2011. I dati acquisiti verranno consegnati, unitamente ad un apposito programma software, alla Sezione Fallimentare del Tribunale di Roma per la gestione dell’elenco.

 


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XXXIV Conferenza Giovani Avvocati

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIl Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e i Segretari della XXXII e XXXIII Conferenza dei Giovani Avvocati indicono il concorso per la proclamazione dei “Segretari della XXXIV Conferenza”.

I vincitori del concorso: verranno proclamati “Segretari della XXXIV Conferenza” nel corso di una cerimonia solenne alla quale interverranno le più alte personalità del Parlamento, del Governo, della Magistratura e del Foro, innanzi alle quali il Primo Segretario terrà una conferenza; riceveranno una Toga d’onore dedicata ad un illustre Avvocato, un Diploma d’onore ed un eventuale premio in denaro; svolgeranno un programma di studi e di lavori collegati allo sviluppo della professione forense; collaboreranno ai lavori della Scuola Forense "Vittorio Emanuele Orlando"; parteciperanno alla redazione della Rivista “Temi Romana” e di altre eventuali pubblicazioni promosse dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma;  interverranno, quali rappresentanti della giovane classe forense, ai convegni e alle cerimonie internazionali.

Sono ammessi a partecipare al concorso tutti coloro che svolgono la professione nel Distretto della Corte di Appello di Roma (compresi i praticanti avvocati abilitati).

Le domande di ammissione devono pervenire alla Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Palazzo di Giustizia - Piazza Cavour - Roma, entro e non oltre le ore 13,00 di venerdì 24 giugno 2011.

Il limite di età è fissato in anni 28: possono, quindi, partecipare al concorso i nati dal 1° gennaio 1983.

Lo Statuto della Conferenza ed il Regolamento del concorso possono essere consultati presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine, nonché sul sito del Consiglio www.ordineavvocatiroma.it.

La prova scritta si svolgerà venerdì 8 luglio 2011, alle ore 8,30, presso l’Aula degli Avvocati - Palazzo di Giustizia - Piazza Cavour - Roma: non sarà data ulteriore comunicazione se non in caso di esclusione.

(fonte: www.ordineavvocati.roma.it)


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Reboa: il vero Laziogate

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOSulla condanna a tre anni di Brigandì per la raccolta delle firme false alle elezioni regionali 2005.
 

Il giudice monocratico della VI sezione del Tribunale Penale di Roma, dr.ssa Anna Maria Pazienza, ha condannato ad un anno e sei mesi di reclusione Nunzio Brigandì, ritenuto colpevole per la raccolta delle firme false della lista “Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini” e della ulteriore collegata Lista Quadrifoglio per le elezioni del Presidente e del Consiglio della Regione Lazio del 4 e 5 Aprile 2005 (oltre che per le elezioni europee del 2004).

Con il vincolo della continuazione con la precedenza sentenza che aveva accertato ulteriori fattispecie criminose nel comportamento del Brigandì in occasione di quella competizione elettorale, e la revoca della sospensione condizionale della pena, la pena per l’esponente politico è stata quantificata in tre anni.

Il Tribunale ha interamente accolto la tesi della parte civile costituita, Francesco Storace, allora Presidente della Regione Lazio. Il leader di la Destra, tramite l’avv. Romolo Reboa, ha ricordato che la partecipazione di una lista ad una competizione elettorale senza averne diritto costituisce una gravissima violazione delle regole democratiche garantite dalla Costituzione.

Il difensore aveva anche sostenuto che l’intervento di una lista in una competizione elettorale senza averne titolo, e quindi abusivo, è altamente destabilizzante in un sistema in cui i fenomeni mediatici indirizzano gli umori degli elettori e può avere quale conseguenza immediata e diretta la sconfitta della parte contro cui questa presenza era indirizzata. Aveva poi esposto come, a causa dei complicati meccanismi delle leggi elettorali, una presenza abusiva altera comunque la formazione dei quozienti elettorali e, quindi, dei risultati.

Il Tribunale ha quindi condannato Brigandì a risarcire in sede civile l’on. Storace di tutti i danni subiti, con una provvisionale in suo favore di € 20.00,00, oltre al rimborso delle spese legali.

Con riferimento alla vicenda Laziogate, per la quale lo stesso Storace era stato condannato proprio un anno fa l’avv. Reboa ha dichiarato: La sentenza odierna ristabilisce dopo un anno la verità. Nel 2005 vi è stato un unico Laziogate, quello che Storace ha subito: sono stati proprio i contestati documenti che allora consegnai alla Magistratura ad aver portato alla condanna del Brigandì ed al risarcimento disposto in favore dell’on. Storace, a conferma che, in quell’occasione, egli fu solo la vittima di un reato che ha avuto quale conseguenza cinque anni di governo Marrazzo alla Regione Lazio.

 


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Tribunale: file allo sportello 2

Una “new entry” fra le ingiustizie del Tribunale di Roma è rappresentata dall'aumento sconsiderato delle persone in fila al famigerato sportello “2” della sezione IV^ Mobiliare.

A voler essere precisi, la responsabilità di questa disorganizzazione andrebbe attribuita per un 50% al legislatore, che in nome di un'eccessiva tutela della privacy “sforna” norme sempre più rigide in materia, e per il restante 50% ai dirigenti delle varie cancellerie i quali, facendosi paladini di tale diritto, si impegnano in complesse e “zelanti” operazioni ermeneutiche di tali norme, pretendendo la delega addirittura per consentire l'accesso ai “noti locali” di via Lepanto e viale Giulio Cesare.

Così è sempre più usuale imbattersi da un giorno all'altro in nuove disposizioni, puntualmente scritte con un pennarello nero su fogli bianchi da individuare in mezzo a vecchie disposizioni apposte fuori dalle porte o sugli sportelli!

Ma ritorniamo allo sportello “2”: unico terminale nel Tribunale di Roma per ottenere informazioni sulle esecuzioni mobiliari.

Da sempre questo ufficio si difende per mantenersi tra le posizioni più alte nella classifica della fila più lunga: la “Juventus” di turno è sempre l'ufficio notifiche seguito, a volte, dal Ruolo Generale e dall'ufficio Copie Sentenze.

E' da un po' di tempo a questa parte però che si rischia di dover trascorrere l'intera mattinata anche al “2” della Mobiliare!

Ebbene sì, perché adesso, anche per conoscere semplicemente il numero di ruolo di un'esecuzione relativa a soggetti privati, bisogna mettersi in fila pronunciando la formula di rito: «chi è l'ultimo?».

 

 

Paolo Militerno   


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La riforma della Cassa Forense

Intanto per gli avvocati è caccia al voto.

 

I risultati delle elezioni della Cassa Forense li sapremo presto visto che in questi giorni gli avvocati sono stati chiamati alle urne per decidere chi rientrerà tra gli 11 delegati che spettano al collegio elettorale del Lazio.

Ma visto che in questi mesi si è parlato molto del testo definitivo della riforma della previdenza forense che il Comitato dei Delegati ha licenziato il 17 settembre 2008, vediamo quali sono i principali cambiamenti che interesseranno gli avvocati.

La modifica più significativa attiene all' età pensionabile, che passerà dagli attuali 65 anni a 70 anni. Il Comitato ha però previsto due deroghe all' innalzamento della pensione ai 70 anni. La prima è stata riconoscere all'iscritto la facoltà di anticipare, rispetto a quanto previsto dalla citata scaletta, il conseguimento del trattamento pensionistico a partire dal compimento del 65° anno di età (fermo restando i requisiti della anzianità di iscrizione e contribuzione) perdendo il 25 % della pensione che avrebbe maturato al 70 anno di età.

L'importo della quota di base verrà ridotto nella misura dello 0,41% per ogni mese di anticipazione rispetto al requisito anagrafico ricordato e che corrisponde ad un 5% l'anno. La seconda possibilità ha riguardato un emendamento piuttosto sofferto che ha stabilito che questa riduzione non si applica ove l'iscritto, al raggiungimento del 65° anno di età, abbia maturato un'anzianità di effettiva iscrizione e contribuzione pari ad almeno 40 anni. In tale ipotesi percepirà la pensione nella sua interezza.

Tale emendamento consente di "premiare" gli avvocati che hanno avuto una lunga militanza professionale accompagnata da un' immediata iscrizione alla Cassa. Il Comitato dei Delegati ha votato anche a favore dell'introduzione della pensione Modulare, una sorta di pensione propria su base volontaristica nella quale si può far confluire importi variabili di anno in anno.

Quindi la pensione di vecchiaia sarà costituita dalla somma di due quote che confluiscono in un trattamento unitario. Una prima quota, detta di base, calcolata secondo il criterio retributivo ed una seconda quota, detta modulare, che sarà in piccola parte obbligatoria e per la maggior parte facoltativa, calcolata secondo il criterio contributivo. Attraverso un emendamento è stata anche eliminata la pensione minima, sostituita dall'integrazione al trattamento minimo. L'integrazione al trattamento minimo costituisce un beneficio del quale possono usufruire soltanto gli iscritti realmente bisognosi (fino al 2008 con una pensione annua inferiore a € 10.160,00 e per il futuro con un reddito complessivo dell'iscritto e del coniuge che non può essere superiore, per poterne beneficiare, a tre volte il trattamento minimo e quindi ad € 30.480,00). Si è poi ridotto da dieci a cinque, come per l'infortunio, gli anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa per poter fruire, ricorrendone i requisiti, della pensione di inabilità e invalidità così allargando la tutela per le generazioni più giovani iscritte, continuativamente, da data anteriore al compimento del quarantesimo anni di età. E' stato aumentato il contributo soggettivo dal 12 al 13 per cento. E' stato determinato il contributo minimo pari a 2100,00 euro per l'anno 2010 e 2400,00 euro per l'anno 2011. Per gli anni successivi tale contributo minimo sarà soggetto alla rivalutazione monetaria.

A partire dal primo anno successivo alla maturazione del diritto a pensione dovrà corrispondere sino al tetto reddituale un contributo pari al 5 per cento del reddito professionale netto ai fini Irpef e del 3 per cento per la parte eccedente il tetto reddituale. E' stato introdotto il contributo soggettivo modulare obbligatorio pari all'1 per cento del reddito professionale netto dichiarato ai fini Irpef entro il tetto, destinato al montante individuale su cui sarà calcolata la quota modulare del trattamento pensionistico. In ogni caso sarà dovuto un contributo minimo pari a euro 160,00 per l'anno 2010 e di euro 180,00 per l'anno 2011. Come detto, si è poi previsto che gli iscritti possano versare, in via volontaria ed eventuale, una ulteriore contribuzione modulare dall'1 al 9 per cento del reddito professionale netto dichiarato ai fini Irpef entro il tetto con la medesima destinazione.

Il contributo integrativo è stato aumentato al 4 per cento con un minimo dovuto pari ad euro 550,00 per l'anno 2010 e 650,00 per l'anno 2011. Per i giovani per i quali è stato previsto che per i primi cinque anni di iscrizione agli Albi e praticantato sarà dovuto il contributo integrativo in proporzione all'effettivo volume d'affari dichiarato.

Sono state aumentate le agevolazioni prevedendo che per le domande di iscrizione presentate successivamente al 1° gennaio 2009 che comportino una decorrenza di iscrizione anteriore al compimento del 35° anno di età, il contributo soggettivo minimo di base e modulare sia ridotto alla metà per i primi cinque anni di iscrizione alla Cassa. E' evidente che questi sono solo alcuni dei passaggi principali della riforma e che, con tutta probabilità, i nuovi delegati saranno chiamati a confrontarsi largamente su questi temi.

 


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