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Roma (foro)

Donazione sangue: iniziativa di Movimento Forense

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOMercoledì 6 marzo dalle ore 7.30 alle ore 12.00 tutti i professionisti del Foro di Roma possono donare il sangue presso l'autoemoteca adibita alla donazione messa a disposizione dall'AVIS. L'unità mobile è collocata fuori dal Tribunale Civile di Viale Giulio Cesare. E' una iniziativa che RadioTribunale ed il Movimento Forense portano avanti col duplice scopo di sensibilizzare l'Avvocatura alla donazione, ma anche come opportunità per gli Avvocati di recuperare uno dei tanti momenti sociali e culturali che i ritmi "nuovi" della professione rischiano di sottrarre.


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COA di Roma: in prima linea per la legalità

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOTanti si sono posti il quesito del perché il Legislatore, a fine legislatura, abbia varato la riforma forense. E molti sono stati coloro che hanno pensato ad un ultimo privilegio concesso alla "casta" degli avvocati. Ma non si tratta di una riforma qualsiasi, in quanto era un atto doveroso del Parlamento riconoscere il ruolo costituzionale dell'avvocatura, perché investe direttamente l'art. 24 della Costituzione e, quindi, il professionista, che nell'ambito della propria missione a difesa della legalità, tutela i diritti del cittadino. Nell'ambito di questa "missione", rientra anche la normativa sul gratuito patrocinio che ultimamente rappresenta una doppia sfida per l'Avvocatura, in quanto coinvolge sia le istituzioni forensi sia i singoli patrocinatori. Per un verso, infatti, prima con la legge n. 134/2001, e poi con il Testo unico sulle spese di giustizia (DPR n.115/2002,) i Consigli dei vari ordini sono stati investiti di importanti funzioni, tra le quali l'esame delle domande di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, assolvendo così un importante funzione sociale. Tale funzione infatti è svolta sì nei confronti dell'intera collettività, ma in particolare della collettività più debole ed emarginata. Per altro verso, la responsabilità di fornire un patrocinio fedele grava sul singolo avvocato che assume la difesa del cittadino svantaggiato. Per lo più i richiedenti il gratuito patrocinio sono persone che provengono da paesi stranieri, e, o per mancate documentazioni in possesso o per le difficoltà che si generano nelle Ambasciate di appartenenza, spesso si vedono rifiutata la richiesta avanzata. Divenendo così agli occhi dell'opinione pubblica "vittime sacrificali" dei "poteri forti" rappresentati dalle istituzioni forensi, ree per il solo fatto di gestire le procedure di ammissione. A seguito di "attacchi" da parte di alcuni organi della stampa, nei quali non si entra nel merito, la nostra rivista, come sempre attenta a tematiche così sensitive, ha appurato che, in materia di gratuito patrocinio ed in particolare per ciò che concerne i richiedenti asilo, il COA di Roma, cui va il nostro plauso, ha dimostrato una particolare sensibilità sul tema. In tal modo, consapevole del ruolo sociale che riveste e della delicatezza della materia, il COA di Roma ha ritenuto, attraverso una serie di delibere, tra cui la più importante riteniamo essere quella del 12 luglio 2012, rivolgere un'interrogazione al Ministero della Giustizia "circa le difficoltà obiettive della materia che disciplina gli istituti del gratuito patrocinio e delle difese d'ufficio, nonché della situazione di difficoltà che spesso si genera nelle Ambasciate". Inoltre, nelle more il COA ha invitato i colleghi "a essere più attenti e diffusi nelle note e richieste che elaborano, indicando più motivi possibili e pertinenti per i quali dover ammettere al patrocinio il proprio assistito". A dimostrazione che l'Avvocatura è tutt'altro che quella lobby che certa opinione vuol far credere essere.

Carmen Langellotto


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Nuovo servizio: "Procura 335"

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOE' attivo il nuovo servizio telematico, dedicato agli avvocati, denominato "Procura 335", che consente di richiedere agli Uffici del Ruolo della Procura della Repubblica le informazioni ostensibili ai sensi dell'art. 335 c.p.p., su eventuali iscrizioni nei registri delle notizie di reato dove il cliente figura come indagato o come persona offesa. Nell'adunanza del 4 ottobre 2012 il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma ha deliberato di accettare la proposta della Società Lextel per l'accesso gratuito a tale servizio, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2012, e si è riservato di valutare l'opportunità di mantenerlo dopo tale data in base alle statistiche di utilizzazione da parte degli iscritti nell'Albo di Roma. Al momento, tuttavia, il servizio non è disponibile per la Procura presso il Tribunale di Roma, per cui i penalisti romani dovranno ancora imbattersi nelle lunghe file all'ufficio RE.GE. di Piazzale Clodio. Potranno, invece, essere consultati comodamente da studio, o da qualsiasi luogo dal quale risulta possibile connettersi a internet, i dati delle Procure che fino ad ora hanno aderito al servizio, ossia: Brindisi, Campobasso, Firenze, Gela, Genova, La Spezia, Matera, Napoli, Oristano, Palermo, Rimini, Sala Consilina, Santa Maria Capua Vetere, Savona, Siracusa, Taranto, Termini Imerese, Trapani, Venezia, Vercelli. C'è da augurarsi, quindi, che arrivi al più presto il benestare della Procura di Roma, poiché il nuovo servizio consente agli avvocati penalisti di facilitare e velocizzare gli adempimenti da svolgere quotidianamente presso gli uffici giudiziari, com'è avvenuto già da qualche anno nei procedimenti civili con l'introduzione del Processo Civile Telematico.

Linda Fiore*

Avvocato del Foro di Roma


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Elezioni COA 2012: Caiafa o Caifa?

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLORigettato il ricorso con il quale l'avv. Caiafa ha tentato di subentrare nel Consiglio dell'Ordine all'avv.sa Stoppani. Ma qualcuno pensa che il vero obiettivo poteva essere il seggio dell'avv. Condello. Come sembra essere tradizione, anche le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma 2012-2013 hanno avuto il loro strascico polemico. È recentissima, infatti, la pronuncia con la quale il CNF ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'avv. Antonio Caiafa. L'avv. Caiafa, primo dei non eletti della lista Vaglio, con reclamo ex art. 6 D.L. vo Lgt 23 nov. 1944, n. 382, ha infatti impugnato la proclamazione degli eletti nel turno di ballottaggio, tenutosi dal 13 al 16 febbraio 2012, chiedendone l'annullamento con la conseguente sua proclamazione a componente eletto del neo Consiglio. In particolare, il reclamante ha dedotto, a fondamento della propria domanda, che in diverse occasioni, per meri errori nella scrittura del prenome e/o del cognome, non gli sarebbero stati attribuiti, in sede di scrutinio, i voti con cognome esatto e prenome errato, ovvero, cognome simile e prenome esatto, o, ancora, cognome simile e prenome errato che, invece, secondo la disciplina elettorale richiamata, avrebbero dovuto essergli validamente attribuiti, come previsto dalle vigenti "norme per lo svolgimento delle operazioni elettorali", al punto 8, alle lett. A, b, d ed e. E considerando che l'avv. Caiafa sostiene di essersi classificato primo dei non eletti con 3522 voti distanziandosi dall'ultimo degli eletti di soli 36 voti e che i voti che non gli sarebbero stati attribuiti sarebbero almeno 50 ...... A suffragio della propria posizione, l'avv. Caiafa ha prodotto anche una missiva dell'Avv. Vaglio al CNF con la quale avrebbe denunciato l'irregolarità della procedura di scrutinio con la lettura contemporanea di più schede. Nel procedimento, si è costituita anche il diretto contro interessato, l'avv. Isabella Maria Stoppani, ultima degli eletti, la quale ha dedotto che effettivamente vi sarebbero state irregolarità, quali diversità di criteri nello spoglio da seggio a seggio, e che, pertanto, sarebbe stato opportuno procedere a scrutinare tutte le schede o, comunque, limitando l'indagine agli ultimi cinque eletti. La difesa dell'avv.sa Stoppani è apparsa subito non solo finalizzata alla tutela del proprio seggio ma anche a quella di coinvolgere nella querelle l'avv. Domenico Condello, quattordicesimo degli eletti con soli nove voti in più di quelli dell'avv.sa Stoppani. Invero qualcuno ha affermato che il vero obiettivo dell'avv. Caiafa fosse proprio il seggio dell'avv. Condello visto che sia l'avv. Caiafa sia l'avv.sa Stoppani avevano partecipato alle elezioni entrambi nella lista capeggiata dall'avv. Mauro Vaglio. Solo venti, forse un venticello di calunnia ma, Chernobyl insegna, il vento può portare con sé i veleni e intossicare ambienti diversi da quelli da cui è partito. Il CNF, con decisione n. 91 del 25.06.2012, ha rigettato il ricorso, sostenendo la genericità del medesimo, in quanto nel reclamo non sarebbero stati indicati specificatamente la natura dei vizi denunziati, il numero delle schede contestate e le sezioni cui si riferirebbero le schede medesime. Speriamo che questa volta, a differenza delle precedenti elezioni, la parola "fine" possa essere messa presto e non quasi a ridosso della prossima tornata elettorale.

Valeria Noccioli*

Avvocato del Foro di Roma


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COA Roma: bagarre sui pagamenti IVA

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOChe l'entrata in vigore della Mediazione non sia stata indolore lo sapevamo già: fin dall'inizio, infatti, vi è stata tanta confusione sulle regole procedurali. Ma stavolta a creare agitazione è stata la questione che i compensi dovuti all'Organismo di Mediazione siano assoggettabili o meno all'IVA. La questione è stata recentemente trattata in due sedute del Consiglio dell'Ordine di Roma, rispettivamente quelle del 10 e del 17 maggio, sebbene si sia scoperto che si tratterebbe di una vexata questio già sottoposta agli organi predisposti. Tant'è che è stata avanzata la proposta di una procedimento disciplinare nei confronti dei Consiglieri Gianzi e Condello, i quali, nel corso dei precedenti incarichi, si sarebbero resi rei di omessecomunicazioni al Consiglio relativamente alla questione della mancata fatturazione, quanto meno, a partire dal 10 novembre 2011. La vicenda prende origine dall'audizione del dott. Antonio Spoti, Collaboratore Amministrativo, e del sig. Piero Paris, Funzionario del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma, entrambi sentiti sulle criticità contabili dell'Organismo di Mediazione Forense dell'Ordine degli Avvocati di Roma. In particolare, l'attenzione è stata rivolta sulle già rilevate difficoltà in ordine alla fatturazione fin dal mese di aprile 2011. Si è appreso così che, per le fatture tardive, il Consiglio dell'Ordine aveva già eseguito un ravvedimento operoso. Quisquiglie, si badi, ma il problema si è riproposto tout court il mese successivo. Dal mese di giugno 2011, invece, non è stato più effettuato alcun ravvedimento operoso. Non solo! A fronte di 2.778 procedure iscritte nel 2011, solo 475 sarebbero state fatturate. Nonostante le ripetute richieste di risposte da parte del sig. Paris e del dott. Spoti, il Consiglio non avrebbe dato riscontri ed istruzioni: infatti, quando il sig. Paris riceveva la lista degli incassi, non gli venivano consegnati i dati per emettere le fatture. Cosicchè, tra settembre e dicembre 2011, l'Organismo di Mediazione avrebbe incassato l'importo di euro 350.000,00, senza emettere alcuna fattura!! Nonostante fosse chiaro, a parere del dott. Spoti, che bisognasse applicare l'IVA, così come fatto da tutti gli altri Organismi. Del resto, tale necessità fu confermata dall'Agenzia delle Entrate, nel novembre 2011, e di ciò sarebbero stati informati per iscritto il Consigliere Condello, il Consigliere Gianzi e i Revisori dei Conti. La conseguenza di tutto ciò è che l'Organismo di Mediazione, per il nuovo ravvedimento operoso, dovrà versare all'Agenzia delle Entrate ben € 20.000,00 circa, solo per l'anno 2011; cui andranno necessariamente a sommarsi gli importi dovuti per il ravvedimentoì operoso, gravato degli interessi, per la mancata fatturazione dal 1° gennaio 2012 al 28 febbraio 2012. Per dovere di cronaca, è bene precisare che il Consigliere Condello ha ricordato che il Dipartimento di Mediazione non ha gestito la contabilità, nè poteva farlo, e che la nuova normativa sulla mediazione, non aveva affrontato, dal punto di vista fiscale, il problema della applicabidi lità dell'IVA sulle indennità versate agli Enti Pubblici (i Consigli dell'Ordine). Sul punto è stato anche sentito il Prof. Avv. Claudio Berliri, Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio, il quale ha ribadito che l'Agenzia delle Entrate, rispondendo al suo interpello, ha asserito che tale l'attività di mediazione, in quanto diretta a prestazione di servizi, è riconducibile ad attività commerciale. Pertanto, il contributo versato dalle parti che partecipano alla mediazione è imponibile e soggetto ad IVA. Non è certamente compito di questa rivista trovare il colpevole e condannarlo. Tale compito spetta al Consiglio, previa regolare procedimento disciplinare. Ci si auspica solo che a seguito di tutto ciò si ponga fine alle eventuali irregolarità e che la situazione contabile dell'Organismo di Mediazione diventi chiara.

 

VALERIA NOCCIOLI

* AVVOCATO DEL FORO DI ROMA


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