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Roma (foro)

L'avvocato immigrazionista

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLODa molti anni, quasi un decennio ormai, dapprima come praticante, poi come avvocato, mi occupo di diritto dell'immigrazione e molteplici sono le cose che si scoprono esercitando la professione in questo settore. Tra esse vi è senz'altro la consapevolezza che quanto dicevano alcuni Padri del diritto quando parlavano di "avvocato completo" stavano parlando degli avvocati oggi definiti "immigrazionisti". Al di là delle normali osservazioni in materia di specializzazione che quotidianamente si fanno nelle aule dei tribunali, così come con le persone che non esercitano la professione che, quando scoprono che stanno parlando con un avvocato, sono ormai avvezze all'uso consuetudinario di chiedere: "ma sei civilista o penalista?" così escludendo una serie di altre importanti branche del diritto come quello amministrativo, quello tributario, quello di famiglia e dei minori, e, tra le altre, appunto, immigrazione, quest'ultima branca è quella che, forse più di altre, comprende l'intera e vasta gamma della ramificazione del diritto. Il diritto dell'immigrazione è infatti strettamente connesso al diritto del lavoro (permessi di soggiorno per lavoro subordinato, parasubordinato, specialistico, ecc.), al diritto previdenziale (pensioni di invalidità per infortunio sul lavoro, erogazione e congiunzione delle contribuzioni versate in lavori all'estero, ecc.), al diritto societario (costituzione di imprese in via autonoma, partecipazione alla gestione dell'impresa avente sede centrale in altra Nazione), al diritto minorile (adozioni internazionali, ricongiungimento familiare, diritti dei minori stranieri in relazione alla posizione giuridica dello straniero in Italia, obblighi scolastici ecc.), al diritto di famiglia (matrimoni tra cittadini stranieri contratti in Italia, matrimonio contratto in Italia tra cittadino straniero e cittadino italiano, riconoscimento del matrimonio contratto all'estero con cittadino straniero da cittadino italiano o tra cittadini italiani o tra cittadini esteri, effetti del matrimonio tra cittadino italiano e cittadino straniero, contratto in Italia, sui figli del genitore straniero, ecc.), al diritto penale (reato di immigrazione clandestina e successiva depenalizzazione, reato di permanenza illegale nel territorio dello Stato, reati ostativi al rilascio del permesso di soggiorno o al suo rinnovo, nonché alle richieste di riconoscimento di cittadinanza, ecc.), al diritto amministrativo (richiesta,rilascio,rinnovo del permesso di soggiorno, del visto di ingresso, della carta di soggiorno o di qualsiasi altro titolo abilitativo alla permanenza nel territorio dello Stato), diritto internazionale (accordi con altri Stati non appartenenti all'Unione Europea in materia di trattamento dei cittadini appartenenti a queste nazioni, diritto di asilo, rifugiato politici, ecc.), diritto comunitario (norme U.E. in materia di flussi di ingresso e di respingimento alla frontiera, gestione del fenomeno immigrazione, ecc.), diritti umani e della persona (tratta degli schiavi, sfruttamento della prostituzione, cittadinanza, ecc.) e via dicendo. Del fenomeno dell'immigrazione, infatti, si sono occupati non solo i poteri esecutivo e legislativo del nostro ordinamento, ma in sede giudiziaria tutti gli Uffici, dal giudice di pace, sia penale che civile, ai Tribunali civile, penale, del lavoro, alle Corti Superiori anche in materia fiscale e previdenziale. La materia trae la sua fonte di vita non solo dalle normative, oggi prevalentemente racchiuse in costanti emendamenti alla famosa legge Bossi/Fini del 1998, bensì in numerosissime circolari ministeriali, unendo fisicamente le quali potremmo, probabilmente, coprire una vasta porzione del territorio nazionale. Essere immigrazionisti oggi, dunque, significa avere una doppia valenza: da un lato saper individuare la giusta normativa applicabile, come accade in tutte le branche del diritto, ma qui avendo forse maggior conto che in altre materie di quelle che sono le circolari ministeriali (oramai la media è di circa 4 a settimana lavorativa), da un altro avere la consapevolezza che non potendo esser "tuttologi" e non potendo quindi considerarsi in grado di riempire da soli le lacune che l'applicazione dell'una o dell'altra fattispecie possono creare nell'individuazione o del problema sottoposto al professionista o della sua corretta soluzione, è necessario avvalersi costantemente di colleghi esperti nelle altre materie del diritto e di cui, solo in parte, ho fatto un elenco in precedenza. Certo è che in una società come quella del 2.0 dove tutto è possibile grazie alla rete e dove le informazioni navigano in tempo reale, le esigenze del cliente, soprattutto quello straniero che ha negli internet point gestiti generalmente dai propri connazionali il proprio prevalente centro di riferimento (si pensi al fenomeno del money transfer sempre più affiancato a quelle delle carte internazionali prepagate ed il tutto quasi sempre all'interno, appunto, di centri che offrono contemporaneamente anche la connessione internet per poter utilizzare altri sistemi di comunicazione internazionale), l'avvocato immigrazionista non deve solo essere perfettamente aggiornato, ma deve anche essere in grado di individuare ictu oculi la fattispecie oggetto della consulenza che il cittadino-cliente sta chiedendogli, anche al fine di indirizzare al meglio la propria prestazione con l'individuazione del Collega che dovrà, eventualmente, affiancarlo nella gestione della materia. Insomma, l'avvocato che si occupa di diritto dell'immigrazione è un avvocato completo, esperto nel suo settore, ma che spesso necessita dell'affiancamento di altri colleghi che abbiano maturato una significativa esperienza in tutte le altre branche del diritto. L'immigrazionista è dunque, mi si consenta l'ossimoro, uno specialista completo.

Roberto Maria Meola*

Avvocato del Foro di Roma,

Coordinatore Vicario del Progetto Famiglia, Minori ed Immigrazione

del COA Roma


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"Notizie di reato": addio alle file

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOGrazie all'impegno dell'Ordine degli Avvocati di Roma, supportato dal Gruppo Informatico di Presidenza e dalla Camera Penale, la Procura della Repubblica di Roma ha dato il via libera all'attivazione del servizio di richiesta telematica delle informazioni ostensibili ai sensi dell'art. 335 c.p.p. su eventuali iscrizioni nei registri delle notizie di reato dove il cliente dell'avvocato figura come indagato o come persona offesa. La richiesta telematica, rivolta agli Uffici del Ruolo della Procura della Repubblica, sarà inoltrata tramite il punto di accesso del Consiglio dell'Ordine gestito dalla Lextel S.p.A.. Un'importante risultato che permetterà agli Avvocati penalisti, muniti di firma digitale (smart card o pen drive), di evitare le interminabili file che affrontano ogni giorno agli sportelli.


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La Cassazione ed il caso Caiafa

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOTempo addietro avevamo riportato la notizia del rigetto, da parte del CNF, del reclamo presentato dall'avv. Antonio Caiafa, primo dei non eletti alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma 2012-2013. Il reclamante aveva impugnato la proclamazione degli eletti nel turno di ballottaggio, sul presupposto che, in virtù del principio dal favor voti, gli avrebbero dovuto attribuire anche quei voti con cognome esatto e prenome errato, ovvero, cognome simile e prenome esatto, o, ancora, cognome simile e prenome errato. Ebbene, anche le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno dato torto all'avv. Caiafa, confermando le motivazioni per cui già il CNF aveva rigettato il ricorso, ossia l'insufficiente delimitazione dell'ambito nel quale il giudice deve operare la verifica. L'avv. Caiafa, in particolare, avrebbe dovuto indicare il numero esatto di schede contestate e le sezioni in cui tali errori si sarebbero verificati, cosicchè "avrebbe potuto essere disposta una verifica, suffragata dall'allegazione di fatti specifici, limitata appunto a tali sezioni", essendo non consentito un completo rinnovo dello scrutinio di tutte le sezioni e di tutte le schede.

Valeria Noccioli *

Avvocato del Foro di Roma


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Donazione sangue: iniziativa di Movimento Forense

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOMercoledì 6 marzo dalle ore 7.30 alle ore 12.00 tutti i professionisti del Foro di Roma possono donare il sangue presso l'autoemoteca adibita alla donazione messa a disposizione dall'AVIS. L'unità mobile è collocata fuori dal Tribunale Civile di Viale Giulio Cesare. E' una iniziativa che RadioTribunale ed il Movimento Forense portano avanti col duplice scopo di sensibilizzare l'Avvocatura alla donazione, ma anche come opportunità per gli Avvocati di recuperare uno dei tanti momenti sociali e culturali che i ritmi "nuovi" della professione rischiano di sottrarre.


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COA di Roma: in prima linea per la legalità

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOTanti si sono posti il quesito del perché il Legislatore, a fine legislatura, abbia varato la riforma forense. E molti sono stati coloro che hanno pensato ad un ultimo privilegio concesso alla "casta" degli avvocati. Ma non si tratta di una riforma qualsiasi, in quanto era un atto doveroso del Parlamento riconoscere il ruolo costituzionale dell'avvocatura, perché investe direttamente l'art. 24 della Costituzione e, quindi, il professionista, che nell'ambito della propria missione a difesa della legalità, tutela i diritti del cittadino. Nell'ambito di questa "missione", rientra anche la normativa sul gratuito patrocinio che ultimamente rappresenta una doppia sfida per l'Avvocatura, in quanto coinvolge sia le istituzioni forensi sia i singoli patrocinatori. Per un verso, infatti, prima con la legge n. 134/2001, e poi con il Testo unico sulle spese di giustizia (DPR n.115/2002,) i Consigli dei vari ordini sono stati investiti di importanti funzioni, tra le quali l'esame delle domande di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, assolvendo così un importante funzione sociale. Tale funzione infatti è svolta sì nei confronti dell'intera collettività, ma in particolare della collettività più debole ed emarginata. Per altro verso, la responsabilità di fornire un patrocinio fedele grava sul singolo avvocato che assume la difesa del cittadino svantaggiato. Per lo più i richiedenti il gratuito patrocinio sono persone che provengono da paesi stranieri, e, o per mancate documentazioni in possesso o per le difficoltà che si generano nelle Ambasciate di appartenenza, spesso si vedono rifiutata la richiesta avanzata. Divenendo così agli occhi dell'opinione pubblica "vittime sacrificali" dei "poteri forti" rappresentati dalle istituzioni forensi, ree per il solo fatto di gestire le procedure di ammissione. A seguito di "attacchi" da parte di alcuni organi della stampa, nei quali non si entra nel merito, la nostra rivista, come sempre attenta a tematiche così sensitive, ha appurato che, in materia di gratuito patrocinio ed in particolare per ciò che concerne i richiedenti asilo, il COA di Roma, cui va il nostro plauso, ha dimostrato una particolare sensibilità sul tema. In tal modo, consapevole del ruolo sociale che riveste e della delicatezza della materia, il COA di Roma ha ritenuto, attraverso una serie di delibere, tra cui la più importante riteniamo essere quella del 12 luglio 2012, rivolgere un'interrogazione al Ministero della Giustizia "circa le difficoltà obiettive della materia che disciplina gli istituti del gratuito patrocinio e delle difese d'ufficio, nonché della situazione di difficoltà che spesso si genera nelle Ambasciate". Inoltre, nelle more il COA ha invitato i colleghi "a essere più attenti e diffusi nelle note e richieste che elaborano, indicando più motivi possibili e pertinenti per i quali dover ammettere al patrocinio il proprio assistito". A dimostrazione che l'Avvocatura è tutt'altro che quella lobby che certa opinione vuol far credere essere.

Carmen Langellotto


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