Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

    Guarda la Cookie Policy

Interviste

Antonio Conte, Presidente dell'Ordine: a Roma parte un nuovo corso

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOElezioni Consiglio Ordine Avvocati Roma

Tra il primo ed il secondo turno delle elezioni forensi, dopo aver rinunciato a partecipare al ballottaggio ed aver assicurato comunque il leale sostegno alla lista del presidente che mi aveva chiesto di impegnarmi come candidato nell’interesse ella categoria, concludo un patto d’onore con l’avv. Antonio Conte, amico, ma avversario al primo turno.
Non uno di quegli accordi per trasmigrare voti da una lista all’altra che caratterizzano da sempre le competizioni forensi, ma la richiesta di un impegno quale direttore di In-GIUSTIZIA: ove il risultato elettorale lo avesse premiato, la sua prima intervista sarebbe stata per questa testata. Un sms di congratulazioni alla notizia con la richiesta di conferma dell’intervista urgente, un fugace incontro organizzativo allo stadio con l’avv. Nicola Colavita Antonio (la Roma è magica anche per queste cose…) e tra sms, mail e colloqui brevi si riesce a battere il tempo tiranno tanto per un neo presidente che per un avvocato giornalista. L’esordio è di quelli che mi commuovono e danno la statura dell’uomo, del quale molti erroneamente scambiano la sicurezza che deriva dalla lealtà per arroganza.
Il suo primo pensiero quale neoeletto non è per il successo ottenuto, ma per suo Padre, l’indimenticabile Emilio Conte, cui ha intitolato l’associazione motore della sua vita associativa forense, ma all’articolo che scrissi undici anni fa, quando improvvisamente ci lasciò.
Mi consegna la copia dell’articolo che gli trasmisi via fax alle ore 9,23 del 9 Marzo 1999. Un tremito passa nella mia schiena, undici anni dopo un semplice foglio con il pensiero di un amico, conservato come un reliquia.
Non posso non ripubblicare le parole che scrissi, anche se lo faccio con le lacrime agli occhi. Egli era in prima fila nella difesa delle libertà di toga e, in toga, ha voluto che il suo corpo fosse avvolto nell'ultimo viaggio: quindi quale miglior modo per ricordarlo che le parole con le quali Egli, il 19 Febbraio 1998, apriva la seduta del nuovo biennio dell'Ordine Romano?
. Al di là delle emozioni e dell’amore filiale, il messaggio politico del neo presidente è chiaro: riparto da lì.
Ma poiché l’amicizia non deve essere un alibi agli sconti, ma il cemento che assicura che i certamen intellettuali che caratterizzano la nostra professione si svolgano con leale sportività, le domande cui si chiede risposta al neo presidente entrano subito nel vivo della polemica preelettorale. La Sua lista «Insieme per costruire un'avvocatura moderna» ha riscosso un enorme successo.
La ragione del successo è stata la validità della persona Antonio Conte, il programma elettorale o la sponsorizzazione del Sindaco Alemanno che ha suscitato non poche polemiche preelettorali?
Certamente il programma elettorale che abbiamo Presentato, dai contenuti profondamente innovativi, è stato condiviso con plauso dall'Avvocatura Romana, la quale - altrettanto indubitabilmente - ha riconosciuto anche ai consiglieri uscenti della lista "Insieme" di aver lavorato, nel precedente biennio, in modo proficuo nell'interesse dei colleghi.
L'elezione, poi, di nuovi consiglieri, ha confermato che la Lista "Insieme", con il suo progetto, ha convinto l'elettorato, ottenendo il premio della maggioranza del nuovo consesso.
Per attiene quanto, alle polemiche preelettorali, le stesse lasciano il tempo che trovano.
E’ noto che alle "nostre" elezioni non ci sono riferimenti politicizzati: sono elezioni "tecniche", dove si valutano le proposte concrete contenute nei programmi delle liste differenti e le personali figure professionali dei singoli che le compongono. In ogni caso, non mi pare che il Tentativo di taluni di portare la competizione elettorale sul terreno politico sia stato premiato.
E' una polemica che è bene sia stata spenta sul nascere.
Gli Avvocati Romani, infatti e giustamente, non chiedono sterili polemiche, ma che l'Ordine di Roma abbia quell’autorevolezza che compete al più numeroso d'Europa, oltre ad assolvere ai prestigiosi e necessari compiti istituzionali.
L’Ordine deve reagire, superando la crisi di rappresentatività delle Istituzioni Forensi, considerate anche le sue potenzialità sinora non espresse che debbono essere sviluppate per giungere ad una reale rappresentatività nell'ambito giudiziario, politico ed amministrativo / locale al fine di meglio interagire e risolvere le annose problematiche che, quotidianamente, gli avvocati sono costretti ad affrontare.
Il Consigliere Segretario è stato eletto della lista "Agire ed Informare".
Come mai la scelta è caduta sull’avv. Rodolfo Murra e non sull’avv. Mauro Vaglio che era stato il consigliere più votato?
Non ritengo che la questione da sottolineare sia questo o quell'altro nome.
Ritengo che la decisione di eleggere "Segretario" un componente che non appartiene alla lista che ha conseguito la maggioranza numerica costituisca un esempio di buon senso politico, e, soprattutto, un segnale di distensione che è stato colto ed apprezzato da moltissimi Colleghi.
Ricordo che la Lista Insieme aveva numeri che gli avrebbero consentito di procedere a nomine esclusivamente al proprio interno e che la individuazione di un consigliere cui affidare il delicato ruolo di segretario rappresenta un passaggio importantissimo anche con riferimento al profilo tecnico dell’eletto.
La scelta porterà alla costruzione di un percorso condiviso - scevro dalle divisioni elettorali - che potrà essere decisivo non solo per un'operosa e spedita attività quotidiana e consiliare, ma costituirà un punto di forza comune per raggiungere gli obiettivi che un Ordine, come quello di Roma, ha il dovere di raggiungere.
Un commento sul ricorso per incompatibilità dell’Avv. Graziani proposto dall’avv. Testa con il sostegno dell’avv. Bucci.
Su questo argomento ritengo che la garbata, ma esauriente comunicazione fatta da Alessandro Graziani a tutti i Colleghi romani, lo scorso 17 febbraio, sia esaustiva ed ogni altro commento sarebbe del tutto fuori luogo.
Punti fondamentali del programma elettorale della Lista Insieme sono stati tanti: quanti obiettivi pensa di realizzare nei due anni di presidenza?
Come accennavo, il programma della “Lista Insieme” ha un contenuto profondamente innovativo, ma allo stesso tempo prevede tanti interventi necessari che si possono e si devono rendere concreti per risolvere la situazione drammatica del "Sistema Giustizia" a Roma.
I punti del programma, che non dettaglio perché sono visibili a tutti sul sito www.insieme.org, sono tutti delle priorità, e sarà fondamentale impegnarsi al massimo per non deludere le legittime aspettative dei colleghi romani.
Il programma della Sua lista parlava di “attuare una concertazione tra il C.O.A. di Roma e gli Enti Territoriali per la razionale ubicazione delle sedi giudiziarie, degli Uffici complementari e l’adeguamento della viabilità e dei parcheggi”. InGIUSTIZIA difende gli Uffici giudiziari in Prati e chiede che gli ampiamenti avvengano utilizzando gli spazi attuali delle caserme: Lei come si pone al riguardo?
Condivido appieno. Tra i tanti interventi necessari - oltre alla ormai cronica questione dell'utilizzo delle caserme, promesso da tempo e mai attuato – l’Ordine di Roma dovrà "battersi" per ottenere, in tempi brevi, una riorganizzazione ed una ottimizzazione degli uffici giudiziari.
Gli avvocati dovranno far sentire forte la propria voce direttamente con il Ministro della Giustizia e con il Gabinetto del Dicastero di via Arenula, per arrivare ad un piano di razionalizzazione delle sedi giudiziarie da troppo tempo atteso a Roma.
Altra emergenza da affrontare è quella riguardante la situazione dell'ufficio del Giudice di Pace in via Teulada, dove tanti Colleghi sono costretti uno soffrire innumerevoli disagi quotidiani che mortificano tutta la nostra categoria. Non per parlare, poi, della necessità di ottenere dal Ministero competente delle soluzioni concrete ed efficaci che risolvano l'atavica carenza di organico del personale di cancelleria, nonchè l'innesto - anche questo atteso da anni - di Giudici togati presso le sedi dove gli stessi debbono andare a colmare un numero, da tempo immemore, del tutto insufficiente.
Quali sono le urgenze del Consiglio e le priorità dell’?
Non c'è nessuna "Era Conte". C'è un nuovo Consiglio composto da 15 consiglieri, i quali - al di là delle cariche - dovranno meritare l'onore che hanno ricevuto con il consenso dei colleghi / elettori, impegnandosi ed operando per il bene comune della categoria, ispirati dalla responsabilità istituzionale propria del prestigioso incarico.
Al di là di tutte le priorità, dei programmi e delle urgenze, ritengo sia fondamentale tenere presente che l'esito elettorale scaturente dalla volontà dei colleghi romani ha messo in risalto un palese desiderio di cambiamento in favore di un organismo che sia più agile, più rappresentativo, più presente sul territorio e divenga una vera e propria "porta di ascolto" dell'avvocatura e, se del caso, sia anche in grado di proporre una difesa "sindacale" della categoria, non limitandosi più ai precipui compiti istituzionali.
Cosa ci può dire circa la questione dello sfratto della sede dell'Ordine da Piazza Cavour?
La vicenda che riguarda la sede "storica" dell'Ordine di Roma è una ferita aperta nel cuore di tutta l'avvocatura italiana.
Non è questa la sede per entrare nel merito, ma va sempre ricordato che l'Ordine degli Avvocati di Roma si trova nel palazzo di giustizia dal 1911 ed è da sempre un punto di riferimento per tutti gli avvocati italiani che frequentano il "Palazzaccio" quando vengono a Roma per discutere innanzi alla Corte Suprema di Cassazione.
L'avvocatura è sconcertata per questa inspiegabile "campagna" di ostilità che si è concretizzata con l'atto ben noto nei confronti dell'Ordine, alla base del quale vi sarebbe "una non meglio precisata esigenza della Cassazione di disporre di ulteriori spazi all'interno del palazzo ........"
A fronte di tale atto, l'Avvocatura romana è insorta una difesa della propria istituzione ed in nome dell'incontestata tradizione di autorevolezza e di pari dignità che l'organo di autogoverno degli avvocati può vantare con fierezza.
Per questo, il nuovo consiglio dell'ordine difenderà in ogni modo il proprio diritto di restare nella propria "sede storica", non accettando il mortificante trasferimento preteso.
Concludendo questo dialogo costruttivo con il vostro giornale, mi sia consentito di esprimervi tutto il mio apprezzamento per la vostra pubblicazione che è divenuta, con suo grande merito, un punto di riferimento di lettura "tecnica e politica" per tutti i colleghi romani e che può essere uno strumento di comunicazione importante per realizzare il sogno di costruire un'avvocatura romana forte e rappresentativa della dignità del ceto forense.
* * * Un Presidente ordinista e fine politico, capace di bypassare le domande insidiose e che smentisce l’inizio dell’, ma che sul punto non convince: dopo circa trenta anni di avvocatura so riconoscere chi rimarrà in sella per molto tempo e chi durerà lo spazio di un mattino, come dicono i Francesi.
Antonio Conte appartiene ai cavalli di razza, quindi….

RR


Add a comment

Elezioni Regionali 2010, intervista a Renata Polverini

Cinque domande alla candidata governatrice Renata Polverini.

Il sindaco Gianni Alemanno per arrivare al Campidoglio ha puntato la propria campagna elettorale sul tema della sicurezza. L’ex governatore Marrazzo sul tema della sanità. Qual è il tema guida della sua campagna?
Il dovere di chi amavv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOministra un ente complesso, quale la Regione, è sicuramente quello di impegnarsi su tutti i temi ed in tutti i campi che la Costituzione gli assegna. Detto ciò, la mia campagna elettorale si è concentrata soprattutto su quattro temi, futuro, famiglia, salute e lavoro, e il mio programma elettorale, che è il risultato di una intensa “campagna di ascolto”, declina ciò in 60 azioni di governo da attuare nei cinque anni di legislatura.
A sinistra Marco Medici vuole trasferire la città giudiziaria alla Romanina, mentre a destra si sondano gli umori per un trasferimento in zona Tor di Quinto, mentre gli investimenti eseguiti anche di recente per l’edilizia giudiziaria, le problematiche sulla mobilità e le scelte degli operatori negli anni richiederebbero di finire di concentrare tutti gli uffici in zona Prati. Quale il Suo programma sul punto?
Il problema dell’edilizia giudiziaria riguarda principalmente il PRG del Comune di Roma ed il Ministero di Giustizia.
La Regione certamente interverrà con gli strumenti legislativi ed amministrativi di sua competenza, ma allo stato, mancando qualunque affidabile e concreto progetto, da quanto lei dice sembra trattarsi al momento di ipotesi di singoli, non è ovviamente possibile assumere alcun orientamento. Quello che invece posso dire è che la Regione si farà carico della giustizia di pace, che è quella più vicina alle esigenze quotidiane dei cittadini, attivando i poteri che l’art. 116 della Costituzione le assegna.
A proposito di sanità. Il sistema sanitario grava per il 75% sul bilancio della Regione, come sappiamo commissariata e con un deficit insanabile.
Come intende affrontare la riorganizzazione del sistema sanitario che nel Lazio rappresenta uno dei problemi più rilevanti nel panorama regionale?
Il Piano di rientro dal debito, approvato dalla Giunta di centrosinistra il 6 marzo del 2007, che intendiamo in ogni caso rinegoziare, è ampiamente fallito. A fronte di una spesa molto alta i cittadini, che dovrebbero avere un ottimo servizio sia in termini di qualità che di efficienza, si ritrovano invece a pagare ticket che colpiscono anche categorie deboli, come quella dei diversamente abili, ed addizionali Irpef ed Irap massime.
Occorre una vera e propria “rivoluzione” che assicuri la centralità della persona, potenziando ad esempio l’assistenza domiciliare e abbattendo le liste di attesa, l’eliminazione degli sprechi e non dei servizi, un corretto rapporto fra prestazioni e qualità con l’integrazione fra pubblico e privato. Due donne in corsa per la stessa poltrona. Una campagna elettorale al femminile dovrebbe segnare la differenza.
Quali le iniziative che intende intraprendere a favore dell’universo femminile?
Le trasformazioni delle famiglie e dei loro bisogni e il ruolo delle donne sta cambiando: nel mondo si è passati da politiche destinate ad un genere debole e svantaggiato ad azioni considerate essenziali per la crescita del Paese. Ma affinchè questo obiettivo possa realizzarsi ci sono ancora delle criticità che riguardano l’accesso al mercato del lavoro per le donne con figli, le difficoltà di conciliare i “tempi lavoro” con i “tempi famiglia” soprattutto laddove non vi è la presenza di una rete di supporto parentale, l’accesso ai luoghi decisionali più alti. Molte sono le iniziative che metteremo in campo: dallo sviluppo e il potenziamento del sistema di offerta dei servizi socio assistenziali per la prima infanzia (asili-nido, tagesmutter, micro nidi nei luoghi di lavoro), ad un intervento della Regione con risorse proprie premiali verso la promozione di servizi collettivi tra imprese, (asili nido territoriali, voucher di conciliazione) anche mobilitando intese con gli Enti Locali, all’assegno familiare regionale per il sostegno di tutti i figli a carico e delle persone diversamente abili presenti in famiglia, costruito sul modello del quoziente familiare, ad interventi finalizzati a una presenza maggiore delle donne nelle posizioni di vertice.
A dicembre 2009 la Giunta regionale uscente ha stanziato 33 milioni di euro per l’emergenza abitativa. Risorse destinate a lavori di costruzione, recupero e acquisto di nuove abitazioni. Ove venisse eletta, si impegna a proseguire nell’intento o propone una ricetta alternativa per risolvere il problema casa?
L’urbanistica è materia di competenza concorrente fra lo Stato e la Regione. Negli anni si è creato un coacervo di norme non sempre armoniche e non sempre coerenti tra norme statali e norme regionali e all’interno delle norme regionali stesse.
La mia prima cura sarà quella di realizzare un testo unico delle norme urbanistiche vigenti nel territorio della Regione armonizzato con il DPR 380/01 e con la L.U..
Ovviamente la Regione non attenderà per operare fattivamente l’emanazione del Testo Unico Regionale, ma svolgerà l’attività diretta di pianificazione che le compete e quella di sostegno all’edilizia per la risoluzione e l’emergenza abitativa, assumendo nuove iniziative ed ottimizzando i fondi già stanziati.

Avv. Roberto Zazza


Add a comment

Intervista al Presidente di '' Roma Servizi per la Mobilità''

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLO

Massimo Tabacchiera, Presidente "Roma Servizi per la Mobilità".

 

Il 1° gennaio 2010 è nata la nuova azienda del trasporto pubblico di Roma. La “nuova” Atac gestisce tutte le modalità di trasporto pubblico della città di Roma: bus, tram e metropolitane.

Questo nuovo assetto ha lo scopo di integrare, efficientare e migliorare l´offerta e la qualità dei trasporti pubblici della Capitale.

A tal proposito abbiamo intervistato MassimoTabacchiera, Presidente della storica azienda capitolina, nominato nel 2008, proprio alla vigilia della fusione tra i tre soggetti pubblici del trasporto romano. Tabacchiera, che ha alle spalle esperienze di successo nel campo imprenditoriale, è stato tra l’altro a capo dell’Unionmeccanica del Lazio, prima di assumere la presidenza della Federlazio, associazione delle piccole e medie imprese.

 

Nel gennaio scorso dalla fusione di Atac, Metro e Trambus è nata la nuova azienda del trasporto pubblico di Roma. Questo nuovo assetto per integrare, efficientare e migliorare l´offerta e la qualità dei trasporti pubblici della Capitale, che sovente incontra il malcontento dei romani. Quale il Suo impegno in tal senso?

La volontà e il percorso che porteranno a modelli evoluti di trasporto pubblico, con alti contenuti qualitativi e tesi all’impatto ambientale zero sono stati già tracciati dal Piano per la mobilità sostenibile approvato dall’amministrazione comunale.

La riorganizzazione societaria del TPL ne costituisce atto fondante e premessa indispensabile. In questo quadro l’agenzia Roma Servizi per la Mobilità sarà fedele ispiratrice e al tempo stesso garante dell’attuazione di tutte le azioni, i progetti e la programmazione in grado di raggiungere obiettivi all’altezza delle ambizioni del nuovo disegno di Roma Capitale.

Questo è il mio impegno come presidente dell’Agenzia: lavorare con Atac Spa per offrire sempre di più ai cittadini la piena capacità di movimento, restituendo un valore ai tempi, alla libertà di spostamento e alle opportunità che il mezzo pubblico offre per vivere meglio e responsabilmente la propria città.

 

Presidente, quali difficoltàvive il trasporto pubblico a Roma? E quali sono le soluzioni che ritiene necessarie per risolvere il congestionamento della città?

Le difficoltà le sintetizzerei in un’equazione: tempi di percorrenza, velocità del mezzo pubblico, efficacia di penetrazione del servizio uguale a disagi e scelta del mezzo privato.

Ma dietro a questa equazione semplicistica ci sono difficoltà oggettive e concause. Tra queste la pianta urbanistica della città, una rete metropolitana insufficiente, la scarsa integrazione ferrogomma, l’insufficienza di parcheggi di scambio. Che si accompagnano alla presenza record di auto private e, perché nasconderlo, ad abitudini lontane da un approccio responsabile alla mobilità.

Dall’individuazione dei problemi derivano le soluzioni a lungo termine come il potenziamento delle metropolitane, il disegno di una nuova rete tranviaria e la realizzazione di infrastrutture che consentano l’integrazione dei sistemi di trasporto pubblico, la chiusura dell’anelloferroviario, i corridoi della mobilità. In attesa che nei prossimi anni questi interventi cambino il volto della grande mobilità, da subito stiamo mettendo in atto quelle politiche che riguardano la mobilità sostenibile, la territorialità del servizio, l’efficienza e un’adeguata informazione che rappresenta la prima porta d’accesso al mezzo pubblico. Senza tralasciare le caratteristiche fondamentali del servizio che restano la regolarità e il comfort.

 

Si parla spesso di trasporto sostenibile. Quale l’impegno dell’Azienda in questa direzione?

Il trasporto sostenibile consiste innanzitutto nel mettere in campo strumenti e azioni capaci di sostenere una nuova cultura della mobilità: le esigenze dell’individuo che riescono a sposare quelle della comunità, a partire dal rispetto dell’ambiente e delle regole. Così il bike sharing per coprire il primo e ultimo miglio , il car sharing, il car pooling, i mezzi ad emissione zero, le ztl, la progressiva pedonalizzazione del Tridente sono importanti leve di promozione di una mobilità più responsabile e capillare.

Infine, la neo Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini ha dichiarato che bisogna dare ai cittadini, ai lavoratori e ai giovani che studiano un servizio di trasporto pubblico che abbia la dignità di essere chiamato tale.

 

La sua proposta per il governo della Regione Lazio prevede una vera e propria rivoluzione: cambiare l’assegnazione delle risorse di bilancio a partire da quelle destinate alla mobilità, che nel Lazio sono di gran lunga inferiori a quelle di altre regioni d’Italia.

L’intento è sviluppare un sistema di trasporto integrato, che migliori il servizio spostando sempre di più la mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico. Cosa ne pensa?

Ci troviamo di fronte a una vera e propria inversione di tendenza che mette al centro le esigenze del cittadino e responsabilizza al massimo le istituzioni. La questione delle risorse è centrale, come sono centrali le politiche di integrazione, a partire da quella tariffaria, dei sistemi in una Regione dove Roma catalizza il 70% degli spostamenti. Per arrivare a questo ci si dovrà necessariamente porre anche il tema dell’integrazione dei supporti di pianificazione strategica per generare, oltreché un “pensiero” e una visione condivisi, anche una capacità progettuale unica.

 

Carmen Langellotto

 


Add a comment

Speciale carceri: intervista al Presidente di Antigone

La parola a Patrizio Gonnella.

 

L’Associazione Antigone è una ONLUS che da ormai quasi 20 anni si occupa delle garanzie del nostro sistema penale, un problema che riguarda tutti noi giuristi, e in particolare effettua periodiche ricerche e statistiche sulle condizioni di deavv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOtenzione nel nostro paese.

Abbiamo intervistato per voi il suo presidente, Patrizio Gonnella, sulle possibilità di intervento del legislatore per ripristinare la legalità costituzionale e di denuncia dei semplici cittadini presso le autorità appositamente costituite.

Quali misure alternative al 41 bis potrebbero sia garantire la dignità della persona sia essere efficaci strumenti per combattere il fenomeno mafioso?

Non si tratta di togliere di mezzo il regime di cui all’articolo 41 bis ma di disinnescare al suo interno tutte le forme evidentemente violative di diritti costituzionali, primo fra tutti il diritto ala difesa.

Penso che bisognerebbe inoltre ragionare sulla sua efficacia o pericolosità in termini di politica criminale.

Quali poteri concreti ha il garante dei detenuti nei casi di violazione dei diritti?

I garanti regionali dei diritti dei detenuti - gli unici oggi esistenti - non hanno poteri nei confronti dell’amministrazione penitenziaria.

Possono interloquire solo con le amministrazioni regionali che li hanno nominati.

Oggi che la sanità carceraria è di competenza delle Asl possono e devono monitorare il loro lavoro. Se non lo fanno vorrà dire che sono caduti nella melma politica.

È configurabile una class action del tipo recentemente introdotto nella pubblica amministrazione per veder rispettati i diritti dei carcerati, così come già avvenuto ad agosto 2009 in California?

Una class action vera e propria no.

Ma si possono predisporre migliaia di reclami identici.

Noi lo stiamo facendo inviando ricorsi alla Corte Europea dei diritti umani sulla assenza di spazi minimi vitali.

 

 Massimo Reboa

 


Add a comment

Intervista a Massimo Barra

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOLa droga è uno dei mali caratteristici del nostro tempo perché molto più che in passato rappresenta un momento di evasione dallo stress o dalle insoddisfazioni personali. Lungi dall’essere una soluzione a questi problemi, essa crea anzi un problema maggiore che è quello della dipendenza a cui spesso segue l’emarginazione sociale, poiché l’opinione pubblica non riesce a capire che spesso l’uso di droghe è dovuto non tanto alla scelta consapevole del singolo quanto all’ambiente e alla situazione personale in cui questo è cresciuto e si trova al momento.
Se poi alla detta situazione patologica si aggiungono le pene dei reati commessi in relazione alla propria tossicodipendenza ci si trova di fronte alla doppia sfida del recupero del malato e del criminale.
Posto però che le carceri in genere e quelle italiane in particolare sono luoghi di violenza psicologica prima ancora che fisica, il recupero di soggetti deboli come i tossicodipendenti sarà difficile e al più si può sperare che questi non prendano anche il diploma di criminali da aggiungere alla qualifica di tossici.
Per far luce su una questione tanto delicata abbiamo intervistato Massimo Barra, Presidente della Croce Rossa Italiana dal 2005 al 2008 e da sempre impegnato in politiche di recupero dei tossicodipendenti con la sua Villa Maraini, il più grande centro antidroga italiano.
Nonostante il T.U. 309/90 preveda l’affidamento in prova, questa misura nel nostro paese è applicata solo raramente, con il risultato che le carceri italiane hanno una percentuale di detenuti tossicodipendenti al di là di ogni media europea e per di più sono sovraffollate.
Cosa impedisce l’applicazione di questa misura, che le statistiche dicono portare vantaggi a lungo termine?
Le carceri sono uno dei grandi problemi irrisolti dell’umanità, in particolare in Italia tra Regina Coeli e l’ultimo atto della Tosca non c’è grande differenza.
Che nel terzo millennio si debbano ancora usare le carceri è una sconfitta per l’umanità, in questa sconfitta è ancora più clamoroso un terzo dei detenuti sia in carcere per problemi legati alla droga. Questo è un frutto avvelenato, un collateral damage del proibizionismo. Io non sono un antiproibizionista perché il proibizionismo è un freno al consumo e la droga fa male, il maggior numero di morti per droga si ha per droghe legali e non per droghe illegali.
Premesso questo, non sono un proibizionista ottuso, come alcuni attuali governativi, un proibizionista che si compiace del proibizionismo, mentre il proibizionismo è una tragedia che ha danni collaterali enormi: la criminalità, l’invasione degli stati da parte dei narcotrafficanti e quello che sta succedendo in Messico è eclatante; questi sono i danni collaterali del proibizionismo.
Per quanto riguarda le misure previste il problema è che il tossicomane è totalmente impotente, cioè non ha potere. Già i malati non hanno potere, il tossicomane è un malato che è fortemente stigmatizzato, stigma and discrimination, sono solito dire stigma kills poiché la stigmatizzazione uccide più della droga.
Non avendo potere è preda delle apatie e delle indifferenze delle burocrazie, nell’apparato giudiziario italiano le burocrazie dominano, sia le burocrazie della magistratura sia le burocrazie di coloro che devono predisporre gli atti per fare questi provvedimenti alternativi. La mia Villa Maraini è forse quella che ha più persone in alternativa al carcere, ma proprio perché siamo caparbi, anche perché spesso non veniamo pagati e quando lo siamo questo è solo in misura ridicola. In questo mare l’alternativa la carcere langue ed è una iniziativa intelligente che viene praticata poco.
Quali sono stati i risultati del progetto DAP - Prima, che prevedeva una valutazione preventiva all’arrestato al fine di studiare un piano di recupero adatto personalizzato per ogni soggetto?
DAP – Prima è stato un progetto europeo che ha formalizzato quello che noi facciamo da 15 anni, è iniziato in ritardo ed è finito senza rinnovo. Non ha avuto seguito ma siccome noi a Roma continuiamo ad operare e andiamo tutti i giorni ai tribunali per visitare le persone che vanno in direttissima praticamente il DAP – Prima non ha inciso significativamente perché è stata una piccola parte. L’unica cosa nuova è che ci hanno dato una stanza che abbiamo mantenuto.
DAP – Prima non può essere un progetto ma un’opera sistematica, le persone che vanno in giudizio devono essere messe in condizione di potersi difendere, se sono in astinenza sono disorientati nel tempo e nello spazio e quindi incapaci di difendersi.
Noi da anni gli portiamo il metadone e i giudici molte volte interrompono il processo per permetterci di operare. Abbiamo umanizzato il processo e constatiamo che le pene diminuiscono perché quando qualcuno si sa difendere riceve una pena più lieve che se fosse abbandonato a se stesso. Quindi DAP – Prima è stato uno progetto intelligente gestito malamente dalle burocrazie con forti ritardi. È un fiore che però non ha dato frutti.
Quali sono le differenze tra le cure e i programmi di reinserimento che possono essere offerti in carcere, come gli I.C.A.TT., e quelli invece disponibili in una centro antidroga come la sua Villa Maraini? Quali effetti diretti ed indiretti può avere il mancato recupero del tossicodipendente?
Io distinguo chi ruba per drogarsi da chi si droga per rubare: sono due estremi, bianco e nero e la situazione che è intermedia è grigia.
Premesso questo, noi siamo contrari a mandare in galera i tossicomani perché la galera è una grande scuola di criminalità. Il tossico in genere non è un gran criminale, è un auto lesivo più che un etero lesivo, quindi se noi lo mettiamo in mezzo ai veri criminali, dove il potere sta in mano a chi ha più anni di galera, iscriviamo i tossici alla scuola della criminalità, con danni a volte irreversibili, quindi un programma di recupero in carcere è quasi una contraddizione in termini, anche se a qualcuno fa anche bene: c’è gente che è incapace di vivere al di fuori, però anche qui c’è chi la sopporta bene e chi no e in generale non possiamo dire che la galera sia una cura della tossicomania. La differenza tra Villa Maraini e gli altri centri è che noi non sposiamo una ideologia o una terapia ma le usiamo tutte cercando di spendere la terapia giusta per il paziente giusto nel momento giusto. Il nostro è un centro polivalente dove si tratta il paziente in relazione alla sua motivazione, posto che chi è ben motivato a smettere è malato ma chi non è motivato è malato due volte e quindi richiede maggiori cure. Chi vanno cercando gli altri centri? I soggetti motivati, e se non funziona un sistema l’opinione pubblica non pensa sia colpa della comunità terapeutica ma del soggetto che non è motivato.
Questo è contrario all’interesse dello Stato, che è conoscere tutti i tossicomani, e quanto più il soggetto è ribelle alle cure tanto più è patologico e tanto più deve essere preso in carico.
Quanto detto ha senso nel presupposto che sia un interesse avere le persone in cura, perché un tossicomane curato è pericoloso ma un tossicomane non curato è pericoloso due volte.
Quali sono i punti di maggior criticità, a livello burocratico, del rapporto dei centri di recupero con lo Stato e le Regioni?
Non vi è differenza in questo tra Stato e Regioni, si disse di fare la battaglia per decentralizzare questa funzione perché la regione avrebbe potuto ascoltarci di più, ma la regione si è rivelata più inefficiente dei ministeri. La burocrazia è una patologia mentale dove prevale il collettivo e la forma sulla funzione e sulla sostanza.
Peraltro i burocrati odiano i drogati perché se uno fa il ragioniere e il drogato stanno ai poli opposti e vi è quindi anche un odio personale.
Spesso pensano che i soldi dello Stato spesi in favore dei drogati siano sprecati, visto che tra l’altro sono i drogati ad essersi messi in una condizione di difficoltà. Tutto questo cambia quando hanno un figlio coinvolto in queste vicende e allora si vedono conversioni che non sono paragonabili neanche a quella di San Paolo. Il tossico come il malato mentale non conta niente; già i malati contano poco e la loro condizione si accompagna sempre ad un crollo di potere, in certe malattie il crollo di potere è ancora più clamoroso e quindi altri soggetti ne traggono vantaggio.

Massimo Reboa


Add a comment
Banner

Newsletter

Newsletter

Immagini da In-giustizia 

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/348377IMG_2330.JPG

404

404: Not Found Sorry, but the content you requested could not be found Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/466707Antonio_Di_Pietro.JPG

La riforma organica della magistratura onoraria

 Nell’ultimo decennio, per contenere l’arretrato giudiziario e alleggerire il carico di lavoro dei magistrati togati, la giurisdizione é stata devoluta sempre più ai magistrati onorari, sia aumentando progressivamente la competenza Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/653028Immagine_015.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/576096Romolo_Reboa_078.JPG

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/585707NI2_4866.jpg

Ricadute sugli uffici e sul personale giudiziario della riforma

La parola a Paola Saraceni, Segretario nazionale UGL Ministeri.   Le modifiche apportate dalla riforma del processo civile a detta di molti determinerà un eccezionale aggravio per l’attività giudiziaria in generale ed Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/221145Immagine_008.JPG

Il sistema giustizia per Santacroce

Incontro con il Presidente della Corte di Appello di Roma   Questo doveva essere il resoconto di un’intervista a tu per tu con il Presidente della Corte d’Appello di Roma, Dott. Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/447772Immagine_007.jpg

Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/975780Distribuzione_giornale_1993_33.jfif

35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

http://in-giustizia.eu/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/97025316_dicembre.JPG

"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto