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Inchieste

La manovra economica e gli avvocati

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOE’ su tutti i media la notizia dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, della manovra finanziaria. Il titolo VI ovvero, “disposizioni per lo sviluppo”, prevede tra le altre cose, un preoccupante aumento del contributo unificato; aumento che sarebbe giustificato dalla necessità di deflazionare i procedimenti giudiziari e porre rimedio all’intasamento della giustizia civile.
“Processo civile e altre disposizioni per la maggiore efficienza della giustizia”. Ma è questo il giusto rimedio ai problemi della giustizia?
Per smaltire l’arretrato giurisdizionale, il governo non decide di destinare maggiori risorse alla giustizia (magari per assumere nuovi magistrati e cancellieri), ma preferisce limitare l’accesso dei cittadini alla giustizia! Evviva la democrazia e l’articolo 24 della Costituzione sul diritto all’accesso alla giustizia.
E a chi risponde che comunque i cittadini possono comunque agire in giudizio, seppure sostenendo maggiori costi, rispondo che esiste anche un altro articolo della Costituzione, il quale rientrando tra i principi fondamentali sui quali si fonda il nostro ordinamento sancisce il principio di uguaglianza sostanziale affermando che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
Prima la media conciliazione obbligatoria, poi l’aumento del contributo unificato, ed il problema giustizia è risolto!. Chi renderà edotto il cliente che per agire in giudizio, dovrà sostenere prima i costi della media conciliazione e poi di una tassa giudiziaria incomprensibile che aumenta a ritmi vertiginosi e che nulla ha a che vedere con gli onorari dell’avvocato? Non certo il CNF che da ben 7 anni è impegnatissimo nell’aggiornare le tariffe forensi degli avvocati (ferme al 2004 nonostante la previsione normativa stabilisca che debbano essere aggiornate ogni due anni). La risposta è lapalissiana: il nobile compito spetterà all’avvocato.
Che succede poi se il difensore non indica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata ed il proprio numero di fax … ovvero qualora la parte ometta di indicare il proprio codice fiscale nell’atto introduttivo del giudizio ?  tranquilli ! la manovra finanziaria ha pensato anche a questo: il contributo unificato è aumentato della metà.
Sicuramente per migliorare l’efficienza del sistema giustizia (sia sotto il profilo dell’aumento dell’organico degli operatori sia sotto quello dell’implementazione degli strumenti e dei servizi), è necessario un sacrificio (anche di natura economica) da parte di tutti i cittadini (avvocati compresi). Purtroppo, l’aspetto critico e lacunoso della manovra finanziaria è rappresentato anche dal fatto che le maggiori entrate derivanti dall’aumento del contributo unificato, saranno destinate al Ministero dell’Economia il quale, le utilizzerà solo in minima parte (e comunque secondo criteri non noti e non esplicati nella manovra) all’implementazione dei servizi per la giustizia. Si sopporta meglio qualunque onere se si è consapevoli che a fronte del sacrificio vi saranno tangibili vantaggi per il “contribuente”.
L’introduzione del processo telematico è ancora una chimera; ci aspettano anni di sacrifici, anche di natura economica; auspichiamo quantomeno che tali sforzi servano affinché un domani, la professione forense e la giustizia in genere, riacquistino la dignità che si meritano.
A chi spetta la tutela della categoria forense? Certamente ai nostri organi rappresentativi, quali i consigli dell’ordine, il CNF, l’Organismo Nazionale dell’Avvocatura; ma se poi chi siede in parlamento ignora i diritti della nostra categoria, approvando leggi e provvedimenti assolutamente distruttivi per l’avvocatura, allora si preannunziano tempi davvero bui. Eppure in parlamento, direi per fortuna, siedono moltissimi colleghi; anzi diciamo che il mestiere dell’avvocato è quello più comune in seno al parlamento.
Mi rivolgo pertanto a tutti i colleghi che hanno l’onere e l’onore di essere membri delle commissioni giustizia di Camera e Senato, chiedendo loro di intervenire affinché provvedimenti quali l’introduzione della media conciliazione obbligatoria, l’aumento sconsiderato del contributo unificato, l’introduzione del contributo anche per i procedimenti in materia di famiglia vengano neutralizzati, e ciò non solo nell’interesse della categoria forense ma anche e soprattutto a tutela dell’intera collettività.  Non dimentichiamoci che tutti questi “fortunati” onorevoli colleghi siedono in parlamento perché qualcuno di noi li ha votati (e di colleghi elettori in Italia siamo in 250.000). E allora, chiediamo ai nostri amici colleghi onorevoli di attivarsi al più presto, perché se dovesse essere approvata (come auspicabile) la nuova legge elettorale, saremo anche noi “comuni” avvocati a decidere le loro sorti politiche.
E allora eccoli i nostri cari colleghi, con tanto di nome, cognome come pubblicato sui siti web di Camera e Senato; affinché non si parli genericamente di responsabilità della “politica”, dei “partiti” del “governo” delle “commissioni” ma si indichi nome e cognome di chi ha il sacrosanto dovere di attivarsi a tutela della nostra categoria e dell’intera collettività.

Matteo Santini*

Avvocato del Foro di Roma


Ecco i nostri colleghi che siedono in parlamento nelle commissioni giustizia: (dal sito web della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica)
- Giulia Bongiorno
- Ida D’Ippolito Vitale
- Elio Vittorio Belcastro
- Roberto Cassinelli
- Mario Cavallaro
- Manlio Contento
- Enrico Costa
- Antonio Di Pietro
- Niccolò Ghedini
- Nicola Molteni
- Luca Rodolfo Paolini
- Maurizio Paniz
- Giancarlo Pittelli
- Lorenzo Ria
- Anna Rossomando
- Marilena Samperi
- Maurizio Scelli
- Maria Grazia Siliquini
- Francesco Paolo Sisto
- Pietro Tidei
- Salvatore Torrisi
- Luigi Vitali
- Filippo Berselli
- Piero Longo
- Carlo Chiurazzi
- Albero Balboni
- Domenico Benedetti Valentini
- Franco Cardiello
- Sergio Divina
- Guido Galperti
- Luigi Li Gotti
- Sandro Mazzatorta
- Franco Mugnai
- Giuseppe Valentino

 


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Castrocaro: distensione dopo l'udienza

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOClaudia Cotti Zelati confermata direttrice musicale del Festival. "Possiamo confermare che, all'udienza di questa mattina avanti il Tribunale di Ravenna il sig. Casalini, insieme all'avv. Vittorio Costa hanno offerto elementi di garanzia delle ragioni dei nostri assistiti che ci hanno indotto a chiedere congiuntamente un rinvio al 28 Settembre 2011 per dare modo al patron di definire la questione così gli avvocati Ettore Parise e Romolo Reboa si sono espressi al termine dell'udienza".
"Esprime soddisfazione per il fatto che alla dr.sa Claudia Cotti Zelati sia stato riconosciuto il suo ruolo di direttore musicale del Festival e che il sig. Casalini abbia firmato la sua proposta a Presidente della Giuria per la serata del 15 p.v. che, se accolta dalla RAI, farà anche venir automaticamente meno le ragioni di contenzioso tra la mia cliente e l'Ente radiotelevisivo" ha concluso l'avv. Reboa.


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Emergenza sanitaria "118": un futuro comune

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOGiovedì 7 aprile, all’Hotel Villa Pamphili in Roma, i MODERATI per la TERZA FASE hanno presentato un convegno dal titolo: “Emergenza sanitaria 118: un futuro comune”. Coordinatore del meeting è stato PIETRO PASQUETTI, giornalista del TGR Lazio, il quale ha illustrato il programma dell’ Associazione ideata e diretta dall’on. Luciano Ciocchetti (UDC), che guarda oltre l’attuale momento politico, per un superamento del sistema bipolare e a favore dell’emergenza sanitaria, ricordando come già nel dopoguerra la Pubblica Istruzione e la Sanità venivano considerate esigenze primarie per il futuro del nostro paese, come oggi si può quotidianamente constatare. Il Prof. ANTONIO GATTI, coordinatore del Dipartimento Sanità della Regione Lazio, nella sua relazione introduttiva ribadiva l’importanza dell’ incontro e del tema, nonché l’interessamento per tutto il comparto sanitario da parte dell’ on. Ciocchetti, oggi prestato provvisoriamente all’Urbanistica come assessore regionale. Il relatore precisava che nel 2002-2003 infatti non esisteva ancora l’azienda regionale 118, ma Ciocchetti già da allora aveva dato corpo a una organizzazione per occuparsi dell’emergenza sanitaria. Si partì in silenzio, ma si riuscì a concretizzare la proposta con cui il 3/8/2004 la Regione Lazio, con propria legge, votò l’istituzione dell’Azienda Sanitaria 118 e così finalmente l’emergenza poteva essere definita da una legge per garantire questo tipo di problematiche. Nel 2006 si tentò quindi di riorganizzare la vita ospedaliera, non accentrando tutto sulla città di Roma, ma organizzando anche la sanità in provincia, ove la domanda è alta e i pronti soccorsi sono sempre affollati.
Sulla sanità fu allora necessario rimboccarsi le maniche, entrando nel merito delle problematiche con la riconversione degli ospedali più piccoli e la utilizzazione di ulteriori forze negli ospedali maggiori. Il decreto 113 della Regione, firmato dalla Presidente Renata Polverini, riguarda oggi soprattutto la riqualificazione delle emergenze.
Il Prof. MARIO COSTA, presidente onorario della Società Italiana Sistema 118, ha evidenziato come oggi il Sistema sanitario sia in continua evoluzione, essendo – tra l’altro, a suo parere – uno dei primi al mondo, garantendo la salute, il diritto di scegliere il medico, nonché (gratui-tamente) l’ospedale. In passato l’emergenza era gestita da un servizio di volontariato non qualificato e con il DPR 27/3/1992 si mise in moto un sistema di emergenza attraverso il 118, che oggi invia sul posto il presidio più idoneo per ridurre le morti evitabili. L’attività viene svolta attraverso sia la centrale operativa che riceve le chiamate, sia le postazioni che agiscono sul territorio. Secondo la prassi, dopo la chiamata al 118 segue l’analisi della stessa, l’invio del medico, l’intervento, il trasporto protetto, il ricovero e l’ospedalizzazione sino all’autosuf-ficienza. Al presente è coperto tutto il percorso fino al servizio e al sistema di soccorso sul territorio per l’emergenza, pur se le regioni danno risposte assai diverse e non c’è un soccorso omogeneo. Al Nord tale servizio risulta efficiente con il volontariato Ares 118, ma è inferiore al Centro e ancora minore al Sud. Per quanto riguarda l’organizzazione, il Lazio e la Lombardia hanno oggi un’autonomia di gestione, mentre nelle altre regioni ciò è diversificato, con difformità gestionali e mancata integrazione e, quindi, con costi più elevati. Tale situazione migliorerà in futuro con la creazione di un sistema di emergenza integrato, attraverso centrali uniche in tandem con le reti sanitarie. L’informatizzazione diverrà fondamentale e, con l’evoluzione del sistema, vi sarà una diversificazione della professionalità con nuove competenze, che cambieranno ulteriormente in un prossimo futuro, in attuazione e miglioramento di uno specifico Libro Bianco che già nel 2009 dava indicazioni politiche sul territorio. E’ il medico di medicina generale che oggi deve avere le redini del territorio; l’ospedale diventa così sempre più specializzato, con una rete informatica per permette uno scambio di informazioni a tutti i livelli. In tempi brevi, l’introduzione di un tesserino sanitario elettronico aggiornato costituirà la base di una riorganizzazione del sistema sanitario. Oggi le tecnologie sono ancora sottoutilizzate, ma già si possono scambiare informazioni dal territorio all’ospedale e l’ambulanza stessa diventa una postazione per interagire con l’ospedale, con lo sviluppo fondamentale delle reti cliniche, la riduzione della mortalità e il risparmio di vite umane, passando dalla rete di emergenza alla rete dei servizi e, quindi, alla rete funzionale. Il 112 sarà il N°. Unico Europeo per il futuro. Oggi il 118 è utilizzato anche per le catastrofi, reinventando uno specifico sistema di emergenza per le stesse catastrofi. Nel caso del terremoto dell’Aquila, alle 3.32 vi è stato il sisma e alle 7.30 tutto il soccorso sanitario funzionava già grazie al 118, a sole 4 ore dall’ evento. Il 2010 è stato l’anno delle catastrofi, nel 2011 vi è stato il caso del Giappone col nuovo pericolo delle radiazioni. L’emergenza può oggi servire anche a livello internazionale e il relatore ha affermato di voler propugnare l’unità del sistema del 118. La Dr.ssa ASSUNTA DE LUCA, che ha sostituito all’ultimo momento il dottor Antonio De Santis (DG Ares 118), ha affrontato il problema del “118 in collegamento con l’ospedale più vicino o con il più idoneo”. A suo dire, il SSN si fonda oggi su universalità, globalità, uguaglianza e dunque va gestito coinvolgendo tutti gli attori con una migliore pratica dell’assistenza; bisogna in altre parole produrre salute, dalle cure primarie all’assistenza ospedaliera. L’obiettivo alla salute tende a ridurre la mortalità e, se il Sistema sanitario di emergenza è di qualità, esso porta anche alla riduzione dei costi. Il cittadino può contribuire al sistema con la sua fattiva collaborazione e il corretto uso del sistema stesso. La tutela sanitaria comprende la centrale operativa, i mezzi di soccorso e gli ospedali. Il cittadino ha il dovere di utilizzare il sistema sanitario in maniera corretta, ha il dovere della solidarietà sociale, di collaborare con il sistema, e il rifiuto della collaborazione diventa reato e necessita della razionalizzazione attiva dei cittadini e degli operatori e delle istituzioni.
Il Dr. FRANCESCO SABETTA è poi intervenuto con la relazione: “Dall’ambulatorio alla barella di PS: un momento critico e sovraffollamento dei PS”. Questo è invero un problema diffuso in tutto il mondo occidentale; le ambulanze infatti giungono negli ospedali, solo se sono accettate nei pronto soccorso. Il problema quindi è di tutto l’ospedale, di tutto il territorio. Altri problemi sono causati sia dall’invecchiamento della popolazione, sia dalle maggiori aspettative di risposta rapida del sistema. I tempi oggi devono essere compatibili coi tempi della vita; le cure sono più complesse, con la crisi del sistema di cure primarie. Vi sono poi fasce di popolazione vulnerabili come i rom oltre al problema dei tempi d’attesa lunghi. Il pronto soccorso è ora una unità di diagnosi e cura, ma spesso con il problema dei posti letto. La mission del P.S. è il trattamento di emergenza d’urgenza, ma il cittadino lo identifica soprattutto come gratuito oltre che urgente, come una sorta di “corsia preferenziale”. Una seria difficoltà è la selezione dei pazienti urgenti, che comporta un aumento di costi ed una perdita di privacy e di autonomia, anche per gli atti di violenza. Vi sono poi ritardi nella dimissione dei pazienti in attesa di andare a casa; nel Lazio gli accessi al pronto soccorso sono attorno ai 2 milioni annui, nel 33% dei casi con accessi autonomi; il giorno più pieno è il mercoledì, il mese di maggio quello di maggior criticità dei pronto soccorso. Gli interventi sull’accesso sottraggono lavoro agli operatori e facilitano l’uscita dai pronto soccorso. Per quanto riguarda la registrazione dei posti letto il Triage è una attestazione di priorità per i malati urgenti. Il governo della domanda ci dice che finora si è persuaso piuttosto a dissuadere che non a contenere le prestazioni, ma bisogna comunque conoscere le spese e le valutazioni, con una risposta più efficiente per governare gli atteggiamenti dell’utenza. Il paradosso delle sanità infatti è che quanto più si offre, più aumenta la domanda ed occorre governare l’offerta con appropriatezza e disponibilità. Il pronto soccorso oggi infatti è cambiato, ha acquisito enormi risorse tecnologiche nel personale, ma anche tra i pazienti. il pronto soccorso dà oggi una diagnosi certa e una terapia giusta. L’80% dei problemi del pronto soccorso nascono da errata comunicazione e in questo invero bisogna essere corretti.
Il Dr. LIVIO DE ANGELIS, direttore di “Roma Capitale”, trattando il tema “Elisoccorso: utilità e costi”, ha fatto presente che il cittadino del Lazio si trova oggi di fronte una presenza urbana fitta in Roma e rada al di fuori, il che impedisce una risposta omogenea ai bisogni della popolazione della regione. Il 118 mette insieme tutte le potenzialità sanitarie regionali per raggiungere tutti i cittadini in maniera efficace, ma è altresì impossibile avere lo stesso servizio per tutti. Perciò all’interno del 118 si è voluta l’istituzione dell’elisoccorso. L’obiettivo è la riduzione dei morti evitabili e degli esiti invalidati. L’elicottero deve portare sul luogo dell’incidente un’équipe sanitaria efficiente, con attrezzature per stabilizzare il paziente e portarlo al’ospedale secondo la patologia, grazie alla capacità dell’elicottero di atterrare ovunque. L’attivazione è effettuata in meno di 2 minuti per l’elisoccorso, 17 minuti servono per l’intervento, e un totale di 43 minuti per tutto il servizio. Per il Lazio vi sono 3 elicotteri sanitari, 1 a Latina, 1 a Viterbo e 1 a Roma, attrezzato anche per il volo notturno, più uno di riserva. In 40 minuti si raggiunge tutto il Lazio, di notte da Roma in 45 minuti, ma è riservato per casi ben definiti, con condizioni cliniche e geografiche particolari. Vi è poi una parte di elisuperfici differenziate, alcune anche notturne; gli elicotteri possono atterrare di giorno anche fuori dalle piazzole particolari e vi è una buona integrazione tra ambulanza ed elicottero. Vi sono due modelli di elicotteri, piccoli, veloci ed attrezzati a gestire l’emergenza sul posto fino all’arrivo in ospedale, con un anestesista e un infermiere di animazione, che da parte loro effettuano continui training. L’elicottero serve per il soccorso primario, in casi gravi e urgenti, per arrivare ai centri attrezzati soprattutto provenendo dai centri più piccoli. Esso deve essere altresì coordinato da una centrale operativa per individuare i posti letto disponibili negli ospedali. Gli elicotteri sono utilizzati anche in contesto urbano e, per i problemi di forte criticità, i casi di elisoccorso sono andati via via aumentando, mentre l’utilizzo nei casi secondari è sceso. Questo significa che la centrale operativa ha funzionato al meglio. Il Dr. FABIO D’ANDREA, medico di medicina generale, responsabile dell’ambulatorio di piazza Istria (in sostituzione del Dr. Pierluigi Bartoletti, segretario regionale della FIMMG), ha trattato il tema “Dal territorio all’ospedale e ritorno: il ruolo del medico di medicina generale”. Egli ha parlato del medico di medicina generale sul territorio e della continuità dell’assistenza. A piazza Istria si sono infatti inseriti medici in una struttura cooperativa per operare unitariamente in un presidio utile per il territorio. La domanda dei residenti è stata alta; lo studio è aperto dalla 8 del mattino alle 20 di sera ed è a disposizione del territorio, con 60 medici di medicina generale, l’orario è continuativo nei giorni feriali mentre sabato e domenica è comunque presente un medico di medicina generale e un infermiere. In un anno di attività vi sono state oltre 3000 visite, 1500 nei giorni feriali e 1500 nei festivi e prefestivi, a dimostrazione del successo riscosso dalla nuova iniziativa.
ANDREA BETTINI, direttore commerciale di Synaptron (azienda privata che progetta e realizza sistemi informatici con reti dati per la sanità), si è soffermato sui “Sistemi per emergenza sanitaria: integrazione, efficacia, efficienza”, illustrando come l’informatica facilita oggi le connessioni dei vari dipartimenti sanitari. Si lavora in collaborazione con Ares 118 e si fa integrazione, mettendo in comune i codici e i flussi di lavoro degli ospedali; si fanno quindi colloquiare tra loro più parti, con facilitazioni di procedure sanitarie e di amministrazione che consentono un risparmio a vantaggio degli utenti e della struttura sanitaria, con maggiore qualità e quindi minori bisogni di risorse tecnologiche e umane. Il Prof. MASSIMO BUSCEMA, fondatore e direttore di Semeion Centro Ricerche - quale professore di matematica applicato a Denver, con la sua relazione ha illustrato gli specifici sistemi e le intelligenze artificiali nella medicina. Oggi infatti è possibile far vedere quel che l’occhio non vede, attraverso la diffusione di immagini con migliore qualità. Si supera ad esempio la difficoltà della visione con fumo, rendendola trasparente con una immagine sintetizzata. Per questo non si costruiscono modelli specifici, ma equazioni in correlazione con dati certi e tutte le eventuali variabili; per esempio esaminando i bagagli per scoprire le bombe e vedere quel che c’è dentro. La ricerca in questo campo ha bisogno di andare sempre avanti e ciò accade soprattutto negli Usa, che si avvale oggi anche di ricercatori italiani, per rivendere forse un domani le loro scoperte anche nel nostro paese. Ha tirato le conclusioni sul convegno  l’on. LUCIANO CIOCCHETTI (UDC), vice presidente della Regione Lazio ed attualmente assessore imprestato all’Urbanistica, sintetizzando le tematiche assai importanti affrontate dai vari Relatori. Il Meeting è stato la prima iniziativa dei “Moderati per la Terza Fase”, che non costituiscono una formazione politica, ma un nuovo modo per confrontarsi in un momento difficile per il paese, esaminando insieme i problemi della gente. L’intento principale è quello di ritrovare, anche con gli avversari politici di oggi, nuovi rapporti per dei progetti comuni, per affrontare alcuni problemi reali e concreti che interessano il futuro del paese e il bene comune. Al centro  dell’attenzione, oltre ai “problemi della gente”, c’è la necessità di avviare un dibattito per l’apertura di una terza fase della politica italiana. Nel 1994 infatti è finita la prima repubblica ed iniziata la seconda, che ha tuttavia portato a un grande scontro politico, per cui presto dovrà necessariamente iniziare una terza fase politica, per rilanciare la voglia di “stare insieme” per un’azione concreta e positiva. E’ necessario quindi poter avvalersi di una sede nuova e neutra, quella appunto rappresentata dai Moderati per la Terza Fase. Si è voluto perciò iniziare con un tema vero: “il 118”, dato che la sanità è infatti un tema centrale che riguarda il futuro della regione ed il futuro in generale. L’obiettivo è salvare il sistema dalla cattiva gestione della sanità degli ultimi 20 anni e per potere andare avanti occorre una maggior responsabilità da parte di tutti. Serve infatti un grande disegno di responsabilità per il pareggio del bilancio, dato che l’indebitamento del Lazio è oggi coperto da un mutuo che ci impegnerà per i prossimi 40-50 anni; in altre parole non si possono più produrre debiti. Dobbiamo perciò motivare meglio le operazioni sanitarie, questa è l’unica strada che abbiamo di fronte. E’ questa una situazione pesante che si trascina da anni, con molti contrasti. Per risolverla serve necessariamente condivisione. Bisogna in conclusione dare il via a un sistema informatico che colleghi tutto il Lazio, che controlli tutte le spese e che corregga in meglio la qualità dei servizi offerti.

Riccardo Abbamonte e Giuliano Marchetti


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Tempesta giudiziaria sul Festival di Castrocaro

a partire da sinistra Marino Bartoletti, Claudia Cotti Zelati e Lucio Dalla.

La PH. D. srl, la società amministrata da Bruno Sconocchia, manager di Lucio Dalla, e la Ass. Tycaua, presieduta da Claudia Cotti Zelati, direttore musicale del Festival di Castrocaro Terme e Terre del Sole, hanno presentato avanti il Tribunale di Ravenna una istanza di fallimento contro Giuliano Casalini, patron della manifestazione canora.

I giudici hanno convocato le parti per l'udienza del 13 Luglio e le probabilità che accolga il ricorso sono notevoli, considerato che i due istanti vantano complessivamente crediti per oltre € 120.000,00 e tutti i precedenti tentativi di ottenere il pagamento sono andati falliti.

Invero i due bellicosi avvocati delle parti, Ettore Parise, con studio a Bologna, e Romolo Reboa, del Foro di Roma, prima di questo passo estremo le hanno tentate tutte, con pignoramenti nei confronti del Comune di Castrocaro Terme e Terre del Sole, della società che gestisce le terme e di varie banche. Il risultato è stato negativo anche perché, come si legge nel ricorso,  non si è potuto procedere al pignoramento di auto e moto del patron Casalini in seguito ad un furto di tutti i beni del debitore nella sua case, proprio alla vigilia dell'annunciato arrivo dell'Ufficiale Giudiziario.

<<L'unico cruccio di questa azione>> confessa l'avv. Parise <<è rappresentato dal fatto che tanti giovani stanno facendo delle audizioni per un Festival che potrebbe non tenersi a causa del fallimento dell'organizzazione>>.

Certo è che, con il fallimento non si chiuderebbe la caccia ai responsabili. <<Ho già messo in mora la RAI ed il Comune di Castrocaro Terme Terre del Sole, ritenendole responsabili per i mancati pagamenti e per la irregolare formazione di giurie non approvate dalla Direzione Musicale>> ha proseguito l'avv. Reboa <<e certo non permetteremo che, magari con l'avallo di certi politici, i diritti dei nostri clienti e degli aspiranti cantanti vengano ulteriormente lesi>>.


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Riflessioni per una nuova avvocatura

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIntervista all'avv. Mauro Mazzoni, Presidente dell'Accademia Forense

 

L’Accademia Forense, presieduta dall’avv. Mauro Mazzoni, nasce a Roma solo nel dicembre 2010 ma vanta già numerose sedi territoriali in tutta Italia. E’ certamente un’associazione giovane, nuova ma che può, tuttavia, contare sulla grandissima esperienza dei propri componenti, che da almeno un decennio si occupano dei problemi dell’Avvocatura, in generale, e di quella romana, in particolare. Abbiamo incontrato il Presidente, avv. Mauro Mazzoni, per conoscere la logica e gli scopi che hanno portato alla formazione di questa Associazione che è <<autenticamente liberale, nella quale non conta l’orientamento politico o religioso>>. Tant’è che è possibile farne parte pur essendo <<iscritti ad altre associazioni forensi perché quel che ci interessa è il contributo che ogni collega può dare alle nostre iniziative, inoltre questo può aiutare a realizzare quel dialogo che manca tra le associazioni e che costituisce un grosso limite dell’avvocatura. Pertanto, chi tra i colleghi volesse farne parte non deve fare altro che comunicarlo anche attraverso il nostro sito www.accademia forense.it>>.

D) Uno dei problemi che affligge l’Avvocatura è il numero degli iscritti. Cosa ne pensa?

Non vi è dubbio che il numero degli avvocati italiani sia troppo elevato, ma sulla soluzione del problema debbo rilevare una sorta di “strabismo”, nel senso che tutte le riforme finora avanzate affrontano, peraltro male, il problema solo dal punto di vista della fase di accesso alla professione, trascurando completamente quella della permanenza nell’avvocatura.

D) Cosa propone?

Per quanto riguarda i neoiscritti che, diversamente da quanto si pensi, sono la vera risorsa dell’avvocatura, si potrebbe pensare ad un numero programmato, da stabilirsi di anno in anno e parametrato, ad esempio, alla densità abitativa nell’ambito del tribunale, al numero di imprese presenti nel circondario ed al numero di reati che sono stati contestati nell’anno precedente. Tale scelta, secondo un criterio proporzionale, potrebbe essere lasciata anche ai Presidenti dei Consigli degli Ordini, sentiti i Presidenti dei Tribunali e delle Corti di Appello ed il Ministro della Giustizia. Così facendo ciascun Presidente dell’Ordine assumerebbe personalmente tale responsabilità della quale dovrà evidentemente rispondere ai Colleghi. Per quanto riguarda gli avvocati che abbiano compiuto i 75 anni, si potrebbe invece pensare alla cancellazione dall’albo ordinario ed all’iscrizione esclusiva in un albo speciale degli “ Avvocati Onorari”.  Questi dovrebbero poter esercitare il patrocinio solo avanti la Cassazione e le altre Magistrature Superiori e potrebbero utilizzare l’esperienza acquisita anche quali docenti retribuiti per i corsi relativi alla formazione obbligatoria. Questo permetterebbe un ampio ricambio generazionale nelle cause di merito con evidente beneficio per i giovani che con l’attuale sistema rischiano di sopravvivere solo “ dipendendo” da altri Colleghi.

D) Altra questione che l’Accademia Forense intende affrontare è quella della Rappresentanza dell’Avvocatura.

A mio avviso l’Avvocatura sta morendo di rappresentanza. Esistono gli Ordini, l’OUA, il CNF e la Cassa Forense: sono tutti organismi che comportano forti oneri economici per gli avvocati e che, il più delle volte, non riescono a trovare una posizione comune. Basti pensare alle differenti posizioni assunte sulla mediazione. Purtroppo questi organismi, nati con buoni propositi, nella pratica, dividono l’avvocatura impedendole di avere quel “peso politico” che consentirebbe di far sentire la voce degli Avvocati nelle questioni di giustizia.

D) Parliamo della mediazione.

La normativa sulla mediazione è di fatto la dichiarazione di fallimento dello Stato italiano in merito alla giustizia civile. Sostanzialmente è l’ammissione di non essere più in grado di fornire il servizio “giustizia” al cittadino, obbligandolo ad organizzarsi privatamente, quando sarebbe onere dello Stato occuparsene. Ciò comporta che gli avvocati ed i cittadini non abbiano più neanche un vero giudice al quale rivolgersi.

D) Per concludere, quali sono gli obiettivi futuri che si pone l’Accademia?

Assieme ad altre associazioni stiamo pensando ad un nuovo progetto per superare la situazione di assoluto stallo in cui si trovano sia le strutture dell’avvocatura sia le strutture degli uffici giudiziari. È bene specificare che noi non abbiamo la presunzione di affrontare e risolvere questi problemi da soli: dobbiamo confrontarci possibilmente con tutte le realtà associative per condividere vicendevolmente le nostre idee.

 

Valeria Noccioli*

Avvocato del Foro di Roma

 

 


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Convegno: Magistrati scrittori

Il 2 ottobre 2011 si è tenuta presso la Pinacoteca Palacultura di Latina la quarta edizione del Convegno dei magistrati-scrittori,realizzato da Eugius, Unione Giudici Scrittori d’Europa, nell’ambito della kermesse “Giallolatino”, Leggi tutto

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35 anni tra i protagonisti al "Canottieri Roma"

Festeggiato il compleanno della fondazione del giornale con la presentazione del libro "Da Piazzale Appio a Piazzale Clodio" Martedì 14 dicembre 2010, presso il “Circolo Canottieri di Roma”, si è svolta Leggi tutto

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"Per i diritti degli ultimi"

La tradizionale serata di fine anno della rivista Venerdì 16 dicembre 2011 la nostra Capitale ha cambiato aspetto, o almeno così è stato in via Flaminia 213 dove, presso lo Studio Leggi tutto