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La Camera Penale di Roma proclama lo stato di agitazione contro le limitazioni poste per l'accesso alle segreterie dei PM

Come si apprende dal sito istituzionale, la Camera Penale di Roma, nell'assemblea del 22 maggio 2013, ha deliberato lo stato di agitazione degli avvocati penalisti, a seguito delle disposizioni adottate dalla Procura di Roma in materia di riorganizzazione degli uffici e delle segreterie dei PM. che limitano l'accesso alle notizie sui procedimenti penali e al colloquio con l'organo inquirente. Secondo la CPR "al ruolo dell'avvocato, quale garante dei diritti di difesa del cittadino, è dovuto rispetto ed apprezzamento e giammai può essere mortificato o compresso in ossequio al criterio dell'efficienza amministrativa. La comprensione delle oggettive difficoltà in cui versa il comparto giustizia non può tradursi nella ingiustificata limitazione ad accedere nelle segreterie dei PM e alla conoscenza dello stato dei procedimenti pendenti a carico del cittadino, perchè così facendo si mettono in gioco i  diritti fondamentali garantiti dalla carta costituzionale". (http://www.camerapenalediroma.it/?p=2088)

Di seguito la lettera della CPR AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DEL TRIBUNALE DI ROMA DOTT. GIUSEPPE PIGNATONE

La Camera Penaledi Roma, convocata in assemblea il 22 maggio 2013, per deliberare le iniziative da intraprendere a seguito della riorganizzazione degli uffici di Procura

osserva

le recenti disposizioni adottate dalla Procura di Roma in materia di riordino del funzionamento di alcuni uffici e delle segreterie dei PM, ispirate dalla oramai cronica insufficienza del personale amministrativo e dalla necessità di risolvere le inadeguatezze strutturali, hanno manifestato immediatamente, oltre a notevoli criticità e al mancato raggiungimento degli scopi di efficienza auspicati, una intollerabile mancanza di rispetto del ruolo dell'avvocato, quale garante dei diritti di difesa del cittadino.

La preventiva interlocuzione con l'avvocatura rappresentata dalla Camera Penale di Roma avrebbe avuto il pregio di individuare modalità ed interventi efficaci ma condivisi, nel rispetto dovuto del ruolo del difensore il quale giammai può essere mortificato o compresso in ossequio al criterio dell'efficienza amministrativa.

Il ministero esercitato dal difensore merita doveroso apprezzamento e considerazione che si manifesta, innanzitutto, nel riconoscimento della dignità e del decoro attraverso i quali si espleta la funzione defensionale e che non deve trovare inopinate limitazioni, giustificate solo da necessità organizzative.

Le disposizioni innovative contenute nelle circolari che hanno disposto la riorganizzazione dell'ufficio registro notizie di reato, dell'ufficio ricezione querele e la istituzione di un unico ufficio per la ricezione degli atti, hanno prodotto effetti inaccettabili - file indecorose, mancanza di informazioni essenziali all'esercizio di difesa e incomprensibili richieste di specificazioni nella presentazione delle querele per "facilitare" l'assegnazione – senza conseguire, peraltro, alcun apprezzabile e visibile miglioramento della struttura. A tacere della personalissima ed autonoma interpretazione, a valenza autoritaria, che talune segreterie hanno inteso assumere – divieto di accesso alle stesse e al colloquio con il PM – creando una preoccupante disomogeneità, scarsamente rispettosa delle direttive apicali.

Constatiamo, ancora una volta, il tentativo di far ricadere sulla difesa le carenze strutturali dell'apparato amministrativo e, purtroppo, dobbiamo registrare che questo accade ad ogni cambiamento dei responsabili degli uffici, così pregiudicando il rapporto con l'avvocatura da sempre improntato a lealtà e reciproca considerazione.

Per queste ragioni e per riaffermare la centralità ed il rispetto dovuto al ministero della difesa, la assemblea della Camera Penale di Roma

proclama

lo stato di agitazione con decorrenza immediata

invita

tutti gli avvocati a segnalare ogni ingiustificata limitazione all'esercizio del diritto di difesa sia quale accesso alle dovute informazioni sia quale accesso alle segreterie o al colloquio con il PM

manifesta

la disponibilità del Direttivo della Camera Penale di Roma a partecipare ad un incontro che il Procuratore di Roma vorrà fissare in tempi brevi, all'esito del quale verranno eventualmente valutate ulteriori iniziative di protesta.

Roma, 22 maggio 2013

IL SEGRETARIO                                                                                          IL PRESIDENTE

Avv. Stefano Valenza                                                                             Avv. Cinzia Gauttieri

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