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Giustizia: costa meno tornare al Far West

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOPerché sopprimere i "Tribunali di prossimità"? C'è una riforma più semplice che realizza economie maggiori, anzi assolute, che porterebbe a zero i costi della giustizia. Possibile che nessuno dei tanti esperti l'abbia suggerita? Si tratta di istituire i "Giudici itineranti" quelli che operavano nel Far West raggiungendo di volta i volta i paesi dove c'era bisogno di loro. Non avevano bisogno di sedi, di personale amministrativo, di strumentazioni, nemmeno di aule severe. Bastava un saloon, poche sedie, una bottiglia di Wisky e, per i casi più gravi, un albero nelle vicinanze dove impiccare il condannato. Oggi i giudici itineranti non avrebbero bisogno nemmeno di inchiostro e di materiale cartaceo. Si potrebbe a ognuno assegnare un computer, ben inteso in affitto, i cui costi graverebbero di volta in volta sugli utenti del servizio attraverso la istituzione di un apposito contributo "digitale". Potrebbero essere pagati a prestazione ma solo e sempre dagli utenti, come peraltro sta già accadendo con il "contributo unificato" che cresce senza sosta in misura inversamente proporzionale alla qualità del servizio. Del resto anche nell'antica Roma erano i litiganti che pagavano i costi della giustizia. Il contributo unificato: un'avventura, una storia!!! Pensate: gli avvocati si agitarono tanti anni fa per ridurre i costi della giustizia civile. Si trattava di sopprimere il Cicerone: era una marca che si applicava sugli atti e si utilizzava, mi pare, anche per le iscrizioni a ruolo; aveva la faccia autorevole e rassicurante del nostro Collega Marco Tullio. Un indimenticato e valoroso avvocato che sedeva in parlamento si attivò per la soppressione del Cicerone (all'epoca e fino a poco tempo fa c'era anche la carta bollata). Non l'avesse mai fatto. Il Cicerone morì ma fu subito sostituito e peggiorato da nuovi balzelli; poi nacque il glorioso Contributo Unificato che con strategica gradualità cresce senza interruzione come un OGM. Si sperava forse in un effetto deflattivo che avrebbe ridotto il contenzioso senza aumentare i costi; non fu così. Allora cominciò la guerra agli utenti e ovviamente agli avvocati, in particolare ai civilisti che, a differenza dei penalisti, sono fragili, associativamente, e politicamente indifesi. Cominciò l'epoca delle riforme rivolte a ridurre la presenza di giudici e di avvocati nei conflitti. Si istituì la media-conciliazione che ha avuto l'effetto di aumentare i costi per i litiganti, di escludere la presenza dell'avvocato come necessario interlocutore, di prolungare i tempi delle liti nel caso di mancato accordo. Si elaborarono raffinate strategie per la decimazione del contenzioso come l'invenzione dell'autosufficienza del ricorso che ha fatto migliaia di vittime. Sono però in vita e in buona salute le perenzioni nel processo amministrativo che costringono gli avvocati, per evitare responsabilità, a custodire fascicoli e clienti per venti-trenta anni. L'ultima trovata è il filtro di ammissibilità dell'appello che però, se negativo, consentirebbe di proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di primo grado. Intanto, per non perdere tempo, si riducono i Tribunali e il personale. Basta così: I tempi sono maturi per ricorrere ai giudici itineranti. Per saperne di più basterà cliccare Hollywood – Los Angeles - California USA. In alternativa, per ridurre i tempi e i costi della giustizia e ottenere alla svelta e con poca spesa sentenze al 50% giuste basterebbe prendere esempio "dal Turco" che il Collega Guicciardini apprezzava qualche secolo fa: "Non biasimo interamente la giustizia civile del Turco, che è piú presto precipitosa che sommaria; perché chi giudica a occhi serrati espedisce verisimilmente la metá delle cause giustamente, e libera le parte della spesa e perdita di tempo; ma e' nostri giudici procedono in modo, che spesso farebbe piú, per chi ha ragione, avere avuto el primo dí la sentenzia contro, che conseguirla doppo tanto dispendio e tanti travagli; senza che, per la malignitá o ignoranzia de' giudici, e ancora la oscuritá delle legge, si fa anche a noi troppo spesso del bianco nero". (Francesco Guicciardini – Ricordi – Parte prima- 67).

Giorgio Della Valle

* AVVOCATO DEL FORO DI ROMA

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