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Monumento in memoria di Francesco Cecchin

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIl Comitato "Giardino Francesco Cecchin" con un comunicato stampa risponde alle perplessità sollevate dal PD capitolino e dall'Anpi ccirca la costruzione di un monumento in Piazza Vescovio, in memoria del giovane Francesco Cecchin, giovane di destra morto il 16 giugno del 1979 nel quartiere Trieste in circostanze mai del tutto chiarite, vittima degli anni di piombo.

 

"Dall’articolo apparso in data 20 maggio u.s. sul quotidiano Repubblica.it, apprendiamo con stupore ed amarezza che il PD capitolino e l’Anpi, sezione Musu-Regard riterrebbero “inopportuna” la deposizione di una stele in memoria del giovane Francesco Cecchin, morto il 16 giugno 1979 in seguito alle lesioni riportate nel corso di un’aggressione politica consumatasi in uno dei periodi più bui della nostra Repubblica ed i cui autori, come in tanti altri casi, non sono mai stati ufficialmente identificati.

L’articolo prende spunto ed informazioni da un gruppo aperto creato nel mese di giugno 2009 sul social network Facebook, a cui sin da subito hanno aderito oltre 1.400 cittadini romani e non, oggi oltre 1.500, nella condivisione del ricordo di un barbaro omicidio e nel desiderio di vedere confermata dalle istituzioni la volontà di proseguire nella ricerca di una verità sino ad oggi ancora negata alla famiglia, agli amici, alla società tutta.

Le naturali perplessità che sorgono in chi quella Piazza la vive da 40 anni, nel leggere di “preoccupate reazioni” di non meglio identificati soggetti, crollano a fronte di un ricordo che da 31 anni, generazione dopo generazione, ha portato e porta ancora oggi pacificamente e civilmente in quella piazza  migliaia di ragazzi, giovani ed adulti, semplici cittadini, ogni 16 giugno. Questa presenza forte ed incredibile, commossa e popolare, ha da sempre evidentemente pesato su chi non sa cambiare se non nelle parole e prosegue con lo stesso linguaggio stereotipato ad invocare patenti democratiche ormai superate dalla storia.

In nome di tale volontà nel mese di luglio 2009 è stato costituito un Comitato per l’intitolazione del Giardino di Piazza Vescovio, teatro dell’omicidio, a Francesco Cecchin e, in una comunicazione ufficiale, peraltro presente sin dall’inizio sul Gruppo, è stato richiesto al Sindaco di Roma di voler dare un segnale tangibile in tale direzione ai parenti, ai tanti amici di Francesco, ai cittadini di un intero quartiere e della Città che ancora ha la piena e radicata memoria di quanto accadde, inserendo un manufatto che ricordasse la tragica fine all’interno di un assai più ampio progetto di riqualificazione urbana di portata ben più ampia della sola Piazza, previsto da Roma Capitale e dalle Istituzioni del Municipio II.

Dall’articolo sembrerebbe che l’intera operazione sia stata fatta nel più totale silenzio, mentre basta aprire la pagina del gruppo di FB, addirittura nella descrizione del gruppo stesso, per rendersi conto che di tale operazione si parla apertamente e sin da subito, nella più assoluta chiarezza e trasparenza, a partire proprio dalla richiesta formale consegnata al Sindaco.

Come rappresentanti del Comitato, nello stigmatizzare posizioni che a pochi giorni dalla 32 commemorazione di Francesco Cecchin appaiono ai nostri occhi strumentali e contrarie a qualunque percorso di possibile condivisione della memoria, sottolineiamo che proprio a fronte di anni di forti richieste da parte dei cittadini del Municipio e della Città le Istituzioni capitoline hanno finalmente dato una risposta concreta, che tale risposta viene da noi intesa come un segnale di volontà nella direzione della ricerca di una verità senza la quale nessuna condivisione sarà mai possibile e che, infine, l’unica “inopportunità” da noi ravvisata, ammesso che ve ne sia una, è che ci siano voluti ben 32 anni per giungere a questo piccolo, ma significativo, risultato a fronte della forte richiesta da parte dei Cittadini romani romana e non.

La stele in ricordo di Francesco Cecchin è un simbolo condiviso con la gente della Piazza, con i suoi abitanti, con i commercianti, con il quartiere. Non vi è alcuna divisione, non si esprime con essa alcun estremismo ma solo il forte sentimento che esalta il significato della vita umana ed il suo immenso valore. Il resto è inutile e pericolosa retorica di parte".

A nome del Comitato “Giardino Francesco Cecchin”.

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